Articoli, saggi, Inizio vita, fecondazione assistita -  Redazione P&D - 2014-05-10

LA CONSULTA CANCELLA DIVIETO DI PMA ETEROLOGA - Gianni BALDINI

La Consulta cancella il divieto di PMA eterologa.Prime riflessioniSommario: 1. Premessa. 2. Ratio del divieto: critica. 3. Segue La lesione del principio di uguaglianza: l"irragionevolezza della norma. 4. La pretesa qualificazione del fenomeno come questione che attiene alla "discrezionalità del legislatore". 5. La tutela dei diritti (dedotti nella metodica di PMA eterologa) nella Carta UE (artt. 7,9,21) e nella Carta Costituzionale (art. 2, 3 , 13, 31, 32 cost.). 6. Gli interventi della Corte Europea dei Diritti dell"Uomo e della Corte Cost. del 2012. Cenni. 7. Le motivazioni delle ordinanze di remissione dei Tribunali di Firenze, Milano e Catania del 2012/13; 8. La pronuncia di illegittimità costituzionale dell"art 4 della legge 40/04 (Corte Cost 09.04.2014). La questione del rischio di vuoto normativo: critica.1. PremessaLa PMA con donazione di gameti c.d. procreazione eterologa, rappresenta una delle questione tra le più controverse in ambito di procreazione medicalmente assistita per le rilevanti implicazioni in ordine alla moltiplicazione dei soggetti parentali, agli status genitoriali, al necessario bilanciamento tra diritti personali fondamentali dei soggetti coinvolti e ai modelli familiari che essa può contribuire a promuovere. L"opzione del legislatore italiano, divieto assoluto e generalizzato della metodica, pone come centrale l"interrogativo circa la legittimità/ammissibilità di un siffatto divieto che, nella prospettiva terapeutica pure assunta dalla legge 40/04, nell"ipotesi in cui sia la generazione per via naturale che l"applicazione di tecniche di PMA di tipo omologo risultino comunque precluse a causa dell"assoluta inidoneità del materiale genetico della coppia o di uno dei suoi componenti di essere impiegato per fini procreativi, il ricorso alla donazione di gameti costituisce l"unica alternativa che consenta alla coppia di realizzare il proprio progetto genitoriale e per questa via un fondamentale e personalissimo diritto soggettivo in attuazione dei principi codificati agli artt 2, 29 Cost nel quadro delineato dalle disposizioni di cui agli artt 3, 13, 31 e 32 Cost. Il diritto di procreare e per questa via di costituire una famiglia nel rispetto dei principi di uguaglianza e autodeterminazione informata tenendo conto, attesa l"opzione terapeutica adottata, dell"esigenza di tutela della maternità e della salute come fondamentale diritto individuale e interesse della collettività, costituisce l"interesse sotteso alla metodica e delinea la cornice entro la quale la medesima trova la sua specifica ragion d"essere e assume significatività sociale. La pronuncia delle Corte costituzionale in commento conferma che i dubbi e le perplessità sulla compatibilità sistematica e sulla "tenuta assiologica" di tale generalizzato divieto erano tutt"altro che infondati.[...]



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