Legislazione e Giurisprudenza, Filiazione, potestà, tutela -  Giovanni Sollazzo - 2013-07-25

LA CORTE COSTITUZIONALE E L'ART. 42 CO. 5° D.LGS N. 251/01 - Corte Cost. n. 203/2013 - Carol COMAND

Con interessante sentenza pubblicata in G.U. n. 30 del 24 luglio 2013, la Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi sulla legittimità di quanto disposto dall'art. 42 co. 5° del d.lgs n. 151/2001, norma ricompresa nel testo unico delle disposizioni in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, ne ha dichiarato l'incostituzionalità per la parte in cui essa non include nel novero dei soggetti che possono fruire del congedo ivi previsto (congedo straordinario c.d. "retribuito"), anche il parente o l'affine entro il terzo grado convivente, al ricorrere dei presupposti di legge (ovvero, "in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti degli altri soggetti individuati dalla disposizione impugnata, idonei a prendersi cura della persona in disabilità grave").

La menzionata norma, non è certo nuova ad interventi della Corte costituzionale (nella stessa pronuncia si ripercorrono le varie vicende modificative, successivamente recepite anche dal legislatore) ma nel pronunciarne l'illegittimità, il giudice adito, svolge alcune considerazioni che paiono di qualche attuale rilievo.

In particolare, sottoposta a censura per la violazione degli art. 2, 3, 29, 32, 35 e 118 quarto comma Cost. l'ordinanza consente alcune considerazioni in ordine all'istituto dei congedi e la sua trasformazione nel corso del tempo.

Pare infatti riconoscersi, in quella che viene definita come forma di assistenza mediata, espressione di uno stato sociale basato sulle manifestazioni di solidarietà, una norma che, al sussistere delle condizioni, possa costituire valido strumento per la valorizzazione di relazioni, esperienza primaria della famiglia. (c.c.)

Il provvedimento è pubblicato in G.U., 1^ Serie speciale n. 30 del 24.07.2013.



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