Legislazione e Giurisprudenza, Reato -  Redazione P&D - 2014-04-30

LA CORTE COSTITUZIONALE INTERVIENE NUOVAMENTE SULL'ART. 69 C.P. - Corte Cost. n. 105/14

Con la sentenza che si allega la Corte Costituzionale interviene riducendo la portata applicativa dell'art. 69 c.p., recante la disciplina del concorso di circostanze attenuanti ed aggravanti, in relazione alla circostanza attenuante speciale di cui all'art. 648 co. 2 c.p. (delitto di ricettazione), nella parte in cui prevede il divieto di prevalenza della menzionata circostanza attenuante sulla recidiva di cui all'art. 99 co. 4 c.p. .

Dalle stesse argomentazioni della Corte, pare dedursi che il tema sia degno di ampia ed unitaria trattazione: sono diversi gli interventi normativi succedutisi nel tempo ed il medesimo comma è già stato dichiarato costituzionalmente illegittimo da Corte Cost. n. 251/12.

Senza cercare di sfiorare tali altezze, ci si limita a registrare la nuova pronuncia manipolativa.

L'art. 63 co. 3 c.p. dispone che, quando per una circostanza la legge stabilisce una pena di specie diversa da quella ordinaria del reato, o si tratta di una circostanza ad effetto speciale, l'aumento o la riduzione per le altre circostanze non opera sulla pena ordinaria del reato, ma sulla pena stabilita per l'anzidetta circostanza.

Se questo pare di norma l'ordine da seguire, nell'ipotesi in cui vi sia un concorso di plurime circostanze, il legislatore impone e regola, a norma dell'art. 69 c.p. un c.d. giudizio di bilanciamento, limitato (in quanto escluso) nei casi previsti dagli artt. 99 co. 4 c.p. (recidiva reiterata), 111 (determinazione al reato di persona non imputabile o non punibile) e 112 co. 1 n. 4 (determinazione di minori, infermi o di persone che presentino deficienze di natura psichica).

Con argomentazioni in parte riprese dalla precedente pronuncia relativa alla (oramai ex) circostanza attenuante di cui all'art. 73 d.p.r. n. 309/90, la Corte ritiene la questione posta fondata, in riferimento agli artt. 3, 25 e 27 Cost.

Con particolare attenzione ai limiti edittali minimi, pare evidenziarsi come il disposto normativo annulli di fatto i diversi quadri edittali stabiliti dalla norma (648 co. 1 e 2 c.p.) disconoscendo le possibile diverse caratteristiche offensive del fatto contestato, in violazione dell'art. 25 Cost. .

Il medesimo trattamento sanzionatorio per la commissione di fatti diversi, violerebbe, inoltre, l'art. 3 Cost. e l'impossibilità di adeguare la pena al caso di specie l'art. 27 Cost. . (ca. c.)



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