Changing Society, Intersezioni -  Anceschi Alessio - 2014-08-22

LA FINE DEL MONDO STORTO di Mauro Corona, APOTEOSI DI POPULISMO, IL MEIN KAMPF DEI TROGLODITI - Alessio ANCESCHI

Stamattina, mentre ero in fila dal Giudice di pace, ho finito di leggere il libro "La fine del mondo storto" di Mauro Corona che un amico mi ha consigliato quasi propinandomelo come la bibbia del nuovo millennio. In effetti ho sempre ammirato (fino ad ora) questo personaggio, condividendo molte delle cose che gli ho sentito dire in varie interviste alla televisione.
Al di là del fatto che è scritto male ed in più parti è ripetitivo (limiti culturali dell'autore) l'ho trovato "aberrante". In tre parole: "L'APOTEOSI DEL POPULISMO". Và beh che vi si trova occasionalmente qualche perla di saggezza e che possiamo sicuramente essere d'accordo che in questo mondo consumistico ed ipertecnologico dovrebbero essere ripristinati certi "valori contadini di una volta" e tornare ad avere stili di vita molto più "semplici", ma se per farlo dobbiamo seguire i consigli di questo autore, Dio ce ne scampi !!! Praticamente in questo libro, in uno scenario apocalittico in cui finiscono i combustibili fossili e succede il finimondo in un solo inverno, il mondo viene salvato da contadini, montanari e bracconieri (guarda caso come l'autore). Chi è come lui è considerato "diritto" (poveri, intelligenti, disponibili, onesti, allegri), gente che "lavora con le mani" mentre gli altri (mi verrebbe da dire: chi lavora con la testa), i ricchi, i cittadini, i preti, i giornalisti, gli imprenditori (talvolta chiamati "i padroni"), i professionisti, gli artisti sono tutti "storti" ovvero, deficienti, tristi, disonesti, prevaricatori. Per la verità non ho mai conosciuto più onesti tra i contadini di quanti non ne abbia conosciuti tra i direttori di banca, ma questo è una mia opinione personale. Secondo l'opinione dell'autore i sentimenti, l'arte, il desiderio di conoscenza, la religione e perfino il rispetto dei morti derivano dal benessere perché nella miseria non si pensa a queste cose.
Leggere certe aberrazioni contenute in questo libro mi ha fatto venire i brividi esattamente come leggere il "Mein kampf" di Hitler !!!!
Tornando all'età della pietra, tutti vanno d'accordo, come se nel medioevo nella preistoria vivessero tutti felici !!! pazzia pura !!!
Nell'immaginario ideale di Mauro Corona, in cui il nuovo mondo in cui siamo tutti uguali ed è retto dai contadini montanari, l'umanità rinuncia ai combustibili, al denaro ed alla tecnologia (aspetti anche condivisibili) ma rinuncia anche alla scienza, alla cultura, al diritto, all'arte ed alla religione, tutte cose che per lui non servono a nulla e sono anzi le prime cose alle quali bisogna rinunciare. In pratica si butta via il bambino con l'acqua sporca equiparando quello che di marcio nella nostra società attuale alle più alte conquiste della nostra umanità, solo perché, mi viene da dire, Corona forse non capisce la differenza. Il nuovo mondo retto dalla saggezza contadina/montanara e dall'anarchia è in pratica un mondo di TROGLODITI, confermando un assioma che certo non fà onore a chi "lavora con le mani" ed "anche" con la testa. L'autore ci insegna che se diventiamo tutti contadini montanari (come lui), l'umanità diventerà di colpo tutta buona, giusta e saggia, questo perchè ovviamente, secondo lui, i contadini ed i montanari sono tutti buoni, giusti e saggi. In pratica sostituisce l'arroganza dei ricchi, dei professori e dei potenti (bello stereotipo !!!) con la sua arroganza del contadino montanaro. L'arroganza non mi piace mai ma se proprio devo scegliere .....
Dio ce ne scampi dalle utopie di Mauro Corona !!!!!

POSTFAZIONE: Devo dire che dopo questo libro ne ho letti altri di questo autore che avevo gia comprato o mi erano stati regalati e li ho trovati veramente ottimi, corrispondenti all'idea che mi ero fatto originariamente di questo autore. Quando scrive di storie autobiografiche come in "Nel legno e nella pietra", Mauro Corona esprime tutta la saggezza popolare che emerge dalla sua esperienza di vita, senza scadere nel "populismo". (A.A. 6.9.2014)



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