Changing Society, Intersezioni -  Pant√® Maria Rosa - 2014-09-14

LA FRASE GIUSTA - Maria Rosa PANTÉ

Dedicato a tutte le mamme, a tutte le figlie, dedicato a un'amica, Maria Rita Mottola, che ho conosciuto grazie a Persona e Danno. Dedicato all'orsa Daniza.

Dedicato ai miei genitori, ora che sto definitivamente svuotando la loro, la nostra casa.

Un dialogo...

Madre: Dammi da bere.

Figlia: Non posso, me l'hanno proibito.

Madre: Ma al papà davi da bere. Ti ho vista io (sospiro esagerato) D'altra parte tu hai sempre voluto più bene al papà che a me.

Figlia: Mamma, cosa dici. Al papà si doveva dare da bere, l'aveva detto il dottore. A te no, forse dopo.

Madre: Sì, dopo! Sto zitta, anche se tu e tuo padre vi siete sempre tenuti la parte e io ero esclusa. La mamma noiosa che interrompe i discorsi seri per chiedere cosa si vuol mangiare. Ora almeno fammi togliere il catetere, non lo sopporto più. (chiude gli occhi)

Figlia: Mamma? (La osserva da vicino) Finalmente si riposa. (fruga nell'armadietto) Ma guarda che camicie da notte s'è portata! Quattro e tutte ricamate. È da cinque anni che ha la borsa dell'ospedale sempre pronta. E questi? Tre scialletti, coordinati. E due vestaglie già una più leggera e una più pesante. E ora qui la tengono con questa camiciola. Anche un foulard. (Dubbiosa) Ma esistono i foulard da ospedale?

Padre (seduto sulla poltrona incongrua emerge dall'ombra, ma è sempre un po' allo scuro, si distinguono solo i contorni): Tua mamma è sempre stata elegante, precisa, ordinata, non come noi...

Figlia (spaventata, ma non dal padre piuttosto da cosa significhi la sua presenza lì) Papà sei qui? Allora non guarirà, per lei è finita. Sei venuto a prenderla vero? Ti prego lasciamela ancora un po'...

Padre: non dipende da me. Ero disordinato di natura, come te e veloce in ogni cosa, come sei tu. Lei invece.

Figlia: Lei era bravissima nel cucire.

Madre (svegliandosi) ma con chi parli? Stai bene? Nessuno riesce a farti stare zitta. Fammi dormire, stai buona, come quando eri piccola piccola. Dormivi sempre!.

Figlia (ridendo): sì anche se facevo sempre la pipì nel letto e tu mi chiamavi pisona

Madre: lo dicevo con affetto. Una mamma si stanca anche lei sai? Però eri brava anche se poi sei cresciuta. (Sospira) Ti piaceva solo studiare, non avevi mai tempo per me.

Figlia: oh, mamma, ancora le solite storie: non vieni con me a vedere le vetrine, non vieni a trovarmi, non mi porti al cimitero. È vero, ma io ti porto ai concerti!

Madre: quella musica noiosa. A me piace Modugno

Figlia: guarda che è morto!

Madre: morto anche lui, come me, fra poco.

Figlia: non dire così, da quando t'è venuta l'idea di morire?

Madre: sono stanca e persino litigare con te è faticoso. Non ho neanche fame.

Figlia: Tanto adesso non devi mangiare. Mamma? Dorme di nuovo. (rivolta all'ombra) Papà, ha ragione lei vero?

Padre: Sì, la porti a concerti noiosi.

Figlia: Io ti ho chiesto un'altra cosa.

Padre: La mamma ci ha seguiti tutti e due, le leggevo quei libri quando eravamo fidanzati che non le piacevano.

Figlia A lei piaceva che ci fossi tu. È stato un amore grande. Io sono una figlia orgogliosa...

Madre (piano) anch'io sono orgogliosa di te, bambina. Hai questo difetto che sei disordinata.

Non hai mai voluto vestirti bene, come piaceva a me. Fino alle elementari com'eri bella: coi vestitini ricamati a nido d'ape e i fiocchi in testa!

Figlia: Ognuno si veste come vuole. Certo tu avevi buon gusto, nelle fotografie sei elegante e io sembro una bambolina.

Madre: Quando sei nata ero contenta che fossi una bambina. Pensavo a te davvero come a una bambola, da vestire e giocarci anche io. Sai ero ancora giovane quando sei nata!

Figlia: Per una figlia la madre non è mai giovane. La madre è come Dio può dare e togliere la vita.

Madre: Non so mai cosa dici, figlia mia. Io per te volevo il meglio, cosa c'entra Dio? E poi cosa ne sai tu? Figli non ne hai avuti e io non ho avuto la gioia di essere nonna.

Figlia: E' anche colpa tua e del papà, fare una figlia sola...

Madre: anch'io sono figlia unica, non tutte le donne vogliono fare tanti figli sai? Magari non è tutta questa gioia essere madre! Anche adesso, anche qui, mi fai stancare.

Figlia: Io avrei voluto dei figli, ma non sono venuti. E tu, tu avresti dovuto avere 10 figli, tu sei troppa per uno solo.

Madre: Tanto sto per morire, mi fa male qui (si tocca il petto). Ti libero.

Figlia: Mamma (più piano) mammina. Si è assopita di nuovo, ma che razza di sonno è? Respira male. (Al padre) Tu invece sei morto mentre ti accarezzavo. Oh, no. Parlo di lei come fosse già...

Padre: morta?

Figlia. Sì. Ma io, io come farò? Ho sempre pensato che mi risucchiasse la vita, ogni energia, ho anche sognato di ucciderla

Padre: Ed eri contenta?

Figlia: No, mi sono svegliata in lacrime. Papà, senza di te è stato ancora più difficile. Andavo a trovarla ed era come mettere sale su una ferita aperta. Tu eri un balsamo per le ferite, con lei era tutto ruvido. Forse è colpa mia, non facevo altro che difendermi da lei

Padre: E lei da te.

Figlia (pensosa) é vero. Preferivo telefonarle. Così eravamo due donne, non madre e figlia, e lei era tanto divertente, raccontava le sue storie di tutti i giorni come fossero una commedia.

Madre: (alla figlia) non stare lì a guardare nel vuoto. Chiama l'infermiera, almeno toglietemi il catetere, devo morire con questo fastidio? Voglio bere. (Addolcita) Voglio darti un bacio.

Figlia: Mamma, quando avevo la febbre tu mi stavi vicino, quando non riuscivo a dormire mi tenevi la mano...

Madre e quando a casa avevo paura dei ladri mandavo avanti te. E tu ora sei già così grigia. Tingi 'sti capelli che se no tuo marito...

Figlia: Se ne cerca una più giovane... Lo so (sorride). Siamo diverse, tu vai dal parrucchere una volta la settimana io ogni sei mesi.

Madre Già, se tu non fossi mia figlia forse avresti un carattere che non mi piace. E io non piacerei a te. Ma sei mia figlia e il carattere non conta. E poi adesso che ci stiamo lasciando conta ancora meno

Figlia (dolce) Non dire così, vado a chiedere per l'acqua?

Madre Grazie, vai, io non ho più forze ormai.

La figlia esce

Madre (al padre quasi sorridendo) sei sempre lì, sto arrivando.

Padre: Lo so. Ma tu trova qualcosa da dire a quella ragazza.

Madre: Cosa? Sei tu quello delle frasi poetiche, io ho sempre saputo solo cucinare e brontolare.

Padre sapevi anche mangiare. Trova una frase, sei la mamma. Lasciale una consolazione, poi vieni da me.

Madre: Ho paura. Aiutami tu, aspettami.

Figlia. (rientra) Mamma? Con chi parlavi? Vuoi l'acqua? (la donna non deglutisce). Mammina, riesci a parlare?

Madre: Non ti vedo più. Non ti vedo più. Ti vedrò in Paradiso.

Figlia: è morta, perché? perché?

Padre (Alla madre che ora sta in pedi vicino a lui) Hai trovato la frase giusta. Sei stata brava come sempre. Vieni, andiamo.



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