Changing Society, Reo, vittima -  Redazione P&D - 2014-04-19

LA LEGGE E UGUALE PER TUTTI - Elisabetta SCOCCIA

Signori della Corte, Membri della Giuria.

Non ripeterò ciò che già hanno ricordato i miei colleghi di parte civile, né ricorrerò agli artifizi dell'eloquenza forense per  disegnare, ancora una volta, il profilo agghiacciante dell'imputato, la sua personalità perversa e sadica, e non confuterò una volta di più la versione edulcorata che ne hanno tratteggiato i testi a discarico, né sbarrerò la via alla prevedibile requisitoria della difesa, che porrà l'accento sulla mancanza di prove tangibili dell'operato che siete qui a giudicare.

No.

Non nominerò neppure l'imputato, che freme laggiù sulla sedia, desideroso di far prorompere dalla gola l'urlo inumano che gli contrae il torace, compiacendosi  ancora come faceva quando infieriva fisicamente e psicologicamente sui deboli.

Questo processo trascende il semplice atto procedurale di una società che punisce chi contravviene alle regole della legge scritta dagli uomini,  ed assume, forse per la prima volta in un' aula di tribunale,  un significato più alto, che si richiama ad una Legge ben più antica di quella nata con il progredire del  consesso umano.

Voi, NOI, qui, oggi, non giudicheremo un uomo e la sua colpa nei confronti di altri uomini, no davvero!

Noi giudicheremo la sua colpa nei confronti dei più deboli fra i deboli, degli indifesi  fra gli indifesi, dei "figli di un dio minore", dei "senza voce e senza diritti".  Questo è il vero motivo per cui siamo qui... questo è ciò che la  gente là fuori attende di sentire.  Questo è l' atto di Giustizia che ci viene richiesto.

L' essere umano in grado di compiere tali efferatezze è una scheggia impazzita che non può, non deve aver posto in una società che vuol essere "giusta", in quanto pericoloso a sé ed agli altri, incapace di controllare la furia che a tratti lo pervade, e che coscientemente sfoga sugli inermi...Quale altro "oggetto" vivente potrebbe, un giorno, subire il suo sadismo? A questo dovete pensare.  E su questo dovete riflettere.

Voi, stavolta, dovrete giudicare con la parte più antica del vostro essere,  dovrete decidere se attribuire ad esseri senzienti non umani la dignità che ad essi spetta, dovrete dimostrare di aver udito ed ascoltato il lamento doloroso e disperato di chi, senza possibilità alcuna di difesa, è stato torturato ed ucciso per pura, malata, crudeltà.

In una parola, dovrete dimostrare, se lo credete, che davvero la LEGGE  E' UGUALE PER TUTTI.

(Liberamente ispirato da un procedimento penale realmente concluso)



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