Legislazione e Giurisprudenza, Responsabilità oggettiva, semioggettiva -  Bucci Elisa - 2014-07-09

LA MANO DEL CHIRURGO E LA PINZA DIFETTOSA – Cass. 13458/2013 – Elisa BUCCI

Un chirurgo utilizzava per l"intervento una pinza da taglio e coagulazioni ad ultrasuoni e riportava un danno alla mano. Evocava in giudizio la società produttrice e la società distributrice rilevando il difetto del prodotto e chiedendo il risarcimento dei danni patiti.

Il giudice di primo grado rigettava la domanda per mancanza di nesso causale tra l"utilizzo della pinza ed il danno subito.

La Corte d"appello, per contro, condannava la società produttrice al risarcimento del danno nella misura di € 56.000,00.

Con la sentenza in esame la Corte di Cassazione chiarisce che la Direttiva 85/374/CEE in materia di responsabilità per danno da prodotti difettosi non preclude la tutela del cd. consumatore esperto ed il D.P.R. 224/1988, ora confluita nel Codice del consumo, ha per oggetto il danno da prodotti difettosi, delineando una responsabilità che prescinde dalla colpa del produttore e consegue all'utilizzazione del prodotto difettoso. Ne consegue che sono legittimati ad agire tutti i soggetti che in qualche modo si sono trovati esposti, anche in maniera occasionale, al rischio derivante dal prodotto difettoso. La tutela è apprestata all'utilizzatore in senso lato e, quindi, indubbiamente ad una persona fisica, non necessariamente consumatore o utilizzatore non professionale.

Prosegue la Suprema Corte affermando che il D.P.R. n. 224 del 1988, art. 5 (oggi trasfuso nell'art. 117 Codice del Consumo) definisce difettoso il prodotto che non offra la sicurezza che ci si può legittimamente attendere:

- in relazione al modo in cui il prodotto è stato messo in circolazione;

- alla sua presentazione, alle sue caratteristiche palesi alle istruzioni o alle avvertenze fornite;

- all'uso per il quale il prodotto può essere ragionevolmente destinato;

- e ai comportamenti che, in relazione ad esso, si possono ragionevolmente prevedere, al tempo in cui il prodotto è stato messo in circolazione.

Quanto all'onere della prova, l"art. 8 D.P.R. n. 224 del 1988 (oggi art. 120 Codice del Consumo) prevede che il danneggiato deve provare il danno, il difetto e il nesso causale, mentre il produttore deve provare i fatti che possono escludere la responsabilità.

In conclusione, la responsabilità da prodotto difettoso va inquadrata nell'ambito della responsabilità presunta (e non già oggettiva), posto che essa prescinde dall'accertamento della colpevolezza del produttore, ma non dalla dimostrazione dell'esistenza del difetto.

La Corte cassa la sentenza di secondo grado con rinvio alla Corte d"Appello affinchè valuti se è stata raggiunta la prova della difettosità del prodotto.



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