Legislazione e Giurisprudenza, Libertà costituzionali -  privato.personaedanno - 2015-03-13

LA PMA ANCORA SOTTO LA LENTE DEI GIUDICI - Trib. Milano 58158/14

Con una sentenza particolarmente significativa il Tribunale di Milano infligge un'altro durissimo colpo alla legge 40/04 rinviando nuovamente la legge alla Corte Costituzionale.
Il Tribunale di Milano accogglie il ricorso presentato da una coppia di persone fertili ma portatrici di patologia genetica trasmissibile grave e invalidante quale è l'esostosi , che ai sensi della legge 40/04 non può ricorrere alle tecniche di PMA nè alla diagnosi genetica pre impianto dell'embrione.
Dopo le censure della Corte Europea dei direitti dell'Uomo del 28.08.2012 che ha condannato l'Italia per l'incoerenza di ammettere l'aborto ma di non consentire la diagnosi genetica di pre impianto sull'embrione nonche di escludere dal ricorso alla PMA chi presenti un grave rischio di trasmettere patologie genetiche gravi alla prole, anche il Tribunale di Milano dopo quello di Roma, rimette gli atti alla Consulta affinchè valuti della legittimità costituzionale della norma.
Vivo apprezzamento esprime il legale della coppia ricorrente Avv. Gianni Baldini per la decisione del Tribunale Milanese  "Ancora una volta la Legge 40/04 viene messa in discussione. E si tratta di uno degli aspetti più pericolosi e disciminatori della disciplina. Pericolosi perchè alimenta una contraddizione nel sistema tra l. 40/04 e legge 194 in relazione a diritti della donna e del concenpito/embrione; discriminatori ,perche non consente alle coppie già provate dalla malattia di poter mettere al mondo figli che di quella malattia non siano affetti  di fatto offrendo alla donna l'unica alternativa dell'aborto". Ma vi è di più : tale valutazione viene fatta in riferimentoa gfli artt 2,3,32 cost e 8 e 14 dell CEDU così confermando il valore cdella carta eurpea nell'ordinamento italiano".

Studio Legale Baldini-Associazione Madre Provetta Onluss


N. R.G. 2014/58158

TRIBUNALE DI MILANO

Sezione I Civile

OMISSIS

..........

P.Q.M.

Visto l"art. 23 della l. n. 87/1953,

Ritenutane la rilevanza e la non manifesta infondatezza, rimette alla Corte Costituzionale la questione di legittimità costituzionale dell"art. 1, commi 1 e 2, e dell"art. 4 comma 1 della legge 19 febbraio 2004 n. 40, per contrasto con gli artt. 2, 3 e 32 Cost., nonché con l"art. 117, comma 1 della Costituzione, in relazione all"art. 8 e 14 della CEDU nella parte in cui dette norme non consentono il ricorso alla procreazione medicalmente assistita, e dunque anche alla diagnosi preimpianto, alle coppie fertili, portatrici di malattia geneticamente trasmissibile.

Sospende il giudizio e dispone l"immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale.

Ordina che la presente ordinanza sia notificata a cura della Cancelleria alle parti, al Presidente del Consiglio dei Ministri e sia comunicata ai Presidenti delle due Camere del Parlamento.

Così deciso in Milano il 4 marzo 2015

Il Giudice

Martina Flamini



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