Articoli, saggi, Generalità, varie -  Pittaro Paolo - 2013-10-31

LA RECENTE LEGISLAZIONE PENALE ITALIANA CONTRO LA CORRUZIONE - Paolo PITTARO

Di particolare rilievo, nel sistema giuridico italiano, la legge 6 novembre 2012, n. 190, recante "Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione".

La normativa consta di soli due articoli: mentre il secondo prevede la clausola di invarianza finanziaria (come dire: nessuna spesa ulteriore a carico dello Stato), l'art. 1 ne costituisce il vero testo e consta di ben 83 commi, secondo una prassi, ormai inveterata, ma, a nostro avviso, deprecabile, di suddividere una previsione legislativa negli innumerevoli (anche centinaia) commi di un unico articolo, invece che in più articoli.

Duplice la ratio di tale legge. Da un lato, il deciso sforzo di combattere in modo più efficace il fenomeno della corruzione, percepito anche dall'opinione pubblica come dilagante, dalle forti ripercussioni sullo sviluppo stesso dell'economia.

Dall'altro lato, ottemperare e dare esecuzioni ad Atti inter- e sovra-nazionali cogenti in tal senso, quali la Convenzione O.N.U. contro la corruzione del 31 ottobre 2003 (la c.d. Convenzione di Merida), ratificata con la legge 3 agosto 2005, n. 116 e la Convenzione penale sulla corruzione di Strasburgo del 17 gennaio 1999, ratificata con la legge 28 giugno 2012 (sic!), n. 110; nonché le raccomandazioni espresse sull'argomento dal Working Group on Bribery (in sede OCSE) del 16 ottobre 2011 e dal Group d'Etats contre la Corruption (il c.d. GRECO, con sede a Strasburgo) del 23 marzo 2012.



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