Legislazione e Giurisprudenza, Riservatezza, privacy -  Zorzini Alex - 2014-10-21

LA RICERCA DELLA MADRE IGNOTA – Trib. Min. Trieste, decr. 24 settembre 2014 – A. D. ZORZINI

Il parto anonimo consente sia di portare a termine la gravidanza, sia di evitare che la maternità naturale diventi anche giuridica.

A nascita compiuta, infatti, il nome della madre non sarà indicato nel relativo certificato, ex art. 30, co. 1 del dpr 396/2000.

La maggior garanzia per la partoriente è data proprio dal suo anonimato.

Nello stesso periodo in cui il bambino permane in ospedale, il tribunale per i minorenni dà avvio al procedimento per la sua adozione.

La cd. adozione in culla è quanto di meglio possa sognare una coppia adottiva: il bambino ha zero anni, solo qualche settimana di vita, e già entra a far parte della nuova famiglia. I compleanni, i natali, le vacanze potranno essere santificate fin dall"inizio, senza che ci sia un apparente "prima" e "dopo". Tutt"al più, mancheranno le foto con il "pancione".

Tanta grazia sarà tuttavia scontata quando i genitori dovranno raccontare dell"adozione al figlio allevato e cresciuto fin dall"inizio come proprio (ex art. 28, l. 183/84).

Fino a poco tempo fa, se mai ci fosse stata la curiosità di scoprire la propria origine e l"identità dei propri genitori biologici, il ragazzo 25enne adottato in culla non poteva risalire ad essi, ostando il comma 7 della l. 183/84.

Ciò che si palesa come un mistero sulla propria origine, ivi comprese le motivazioni della madre invisibile, può ora essere disvelato grazie all"intervento della Corte costituzionale e alla successiva giurisprudenza dei tribunali di merito.

Com"è noto, la Consulta ha dichiarato la norma che vieta l"accesso alle informazioni sulla madre ignota costituzionalmente illegittima nella parte in cui non prevede che il Tribunale, su richiesta del figlio, possa interpellare la madre per verificare se vi è la sua perdurante volontà di rimanere anonima o di svelarsi.

Secondariamente, in attesa dell"intervento del legislatore per regolare tale speciale procedimento (C. Cost. 278/133), vi sono dei tribunali di merito che danno ugualmente inizio alle ricerche.

In particolare, il Tribunale per i minorenni di Trieste così si è espresso:

"ritenuto che, nelle more di un intervento legislativo che dettagli, come indicato dalla suddetta sentenza della Corte Cost., le modalità di identificazione della madre biologica e di raccolta del suo eventuale consenso, sussista per questo Tribunale l"obbligo - in forza della sentenza stessa della Corte Cost. la quale ha recepito l"orientamento già espresso in materia dalla Corte Europea dei Diritti dell"Uomo anche nei confronti dello Stato Italiano con propria sentenza del 25/9/2012 - di provvedere a tale identificazione, al fine di consentire alla madre biologica di essere messa al corrente del ricorso e di eventualmente esercitare la sua facoltà di rimuovere il segreto sulla propria identità che aveva inteso apporre successivamente al parto".

L"udienza delle persone di cui si ritiene opportuno l"ascolto ex art. 28, co. 6 della l. 183/84 – tra cui figura senz"altro la madre ignota – è preceduto da una pre-istruttoria volta all"individuazione della madre.

In tal caso, il giudice triestino ha dato "incarico alla Polizia Giudiziaria di svolgere in via riservata gli accertamenti strettamente necessari per pervenire all"identificazione della madre biologica dell" istante, ai fini delle successive valutazioni e deliberazioni di questo Tribunale".

Rispetto al provvedimento fiorentino (Ord. 6.5.14 commentata in "La ricerca delle origini" su questo stesso sito) devono farsi tre osservazioni: (I) non è stato nominato un giudice delegato per curare l"intera pre-istruttoria; (II) il provvedimento si riferisce unicamente alla prima tappa della ricerca, da compiersi presso la Direzione della struttura sanitaria (e/o presso altre pubbliche istituzioni che possano possedere il dato), riservandosi un altro pronunciamento sull"eventuale contatto con la madre ignota; (III) il nominativo da ricercarsi è contenuto in un diverso atto del Tribunale stesso, così da garantire la riservatezza dell"indagine.



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