Legislazione e Giurisprudenza, Filiazione, potestà, tutela -  Zorzini Alex - 2014-10-14

LA RICERCA DELLE ORIGINI – Trib. Min. Firenze, ord. 6.5.14 – A. D. ZORZINI

Chi è la mia mamma?

Perché non mi ha riconosciuto?

Riuscirò mai a vederla?

Il bisogno di conoscere le proprie origini riguarda la sfera più intima della propria identità e influenza il modo di percepire e di approcciarsi alla vita e alle relazioni umane.

Tale bisogno di conoscenza è, tuttavia, negato nel caso di parto anonimo: l'accesso alle informazioni che riguardano la propria origine e l'identità dei propri genitori biologici "non è consentito se l'adottato non sia stato riconosciuto alla nascita dalla madre naturale e qualora anche uno solo dei genitori biologici abbia dichiarato di non voler essere nominato, o abbia manifestato il consenso all'adozione a condizione di rimanere anonimo" (art. 28, co. 7, l. 184/83).

La norma de qua assicura con tutta evidenza la prevalenza all"interesse della madre rispetto a quello contrapposto del figlio.

Com"è noto, la Corte costituzionale ha ritenuto tale disciplina eccessivamente rigida. (C. Cost. n. 278/2013).

Preso atto che il parto anonimo ha la funzione di salvaguardare beni primari come la vita e la salute della madre e del figlio, evitando che la prima prenda decisioni irreparabili ben più gravi per sé e per il nascituro, è tuttavia irragionevole che la scelta dell"anonimato sia definitiva e irrevocabile.

Con la sentenza addittiva citata, la Corte ha quindi dichiarato l"art. 28, co. 7, l. 184/83 costituzionalmente illegittimo nella parte in cui non prevede la possibilità per il giudice - su richiesta del figlio - di interpellare la madre che abbia dichiarato di non voler essere nominata ex art. 30 d.p.r. 396/2000 per verificare se vi è la volontà di revoca di tale dichiarazione.

Conseguentemente, il figlio adottato e non riconosciuto alla nascita potrà trovare risposta ai tre interrogativi iniziali se ricorrono due condizioni.

La prima riguarda il legislatore, chiamato a introdurre "apposite disposizioni volte a consentire la verifica della perdurante attualità della scelta della madre naturale di non voler essere nominata e, nello stesso tempo, di cautelare in termini rigorosi il suo diritto all"anonimato, secondo scelte procedimentali che circoscrivano adeguatamente le modalità di accesso […] ai dati di tipo identificativo", e tutt"ora inadempiente

La seconda riguarda la madre che, a seconda dei casi, potrà risultare irreperibile, reperibile ma deceduta, reperibile ma intenzionata a mantenere l"anonimato o, al contrario, intenzionata a rivelarsi al figlio.

Il Tribunale per i minorenni di Firenze, con propria ordinanza dd. 6.5.14, ha ritenuto che la ricerca delle origini possa avere inizio anche prima dell"intervento del legislatore (come ritenuto necessario dalla Corte costituzionale).

Così si è pronunciato: "ritenuto che la succitata pronuncia [C. Cost. n. 278/2013] produca conseguenze immediate nella sfera dei diritti dell"adottato dando facoltà al medesimo di verificare se ci sia ancora interesse del genitore naturale a mantenere l"anonimato sulla propria identità, PQM, delega il giudice relatore a disporre con le dovute cautele le necessarie ricerche atte a verificare l"attuale volontà della madre biologica del ricorrente".

A tal proposito vi è chi (Minorigiustizia 1/2014) ritiene che in attesa dell"intervento del legislatore, sia applicabile con adattamenti lo speciale procedimento di cui al sesto comma dell"art. 28 della l. 184/83 relativo alla madre non anonima.

Deve osservarsi, a tal proposito, che simile istruttoria dovrà essere preceduta da una fase necessariamente volta all"individuazione dell"interessata mediante il coinvolgimento, a seconda dei casi, dell"ospedale in cui è avvenuta la nascita, delle forze dell"ordine e dei servizi sociali.

Si ringrazia l"avv. Roberto Continisio del Foro di Napoli per aver fornito l"ordinanza qui allegata.



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