Changing Society, Generalità, varie -  Zorzini Alex - 2014-05-05

LA SCUOLA FAMILIARE O HOMESCHOOLING - Alex D. ZORZINI

La scuola familiare è la scuola di Rousseau.

ABSTRACT.

Se volete che il bambino mantenga la sua forma originaria, datevi cura di conservarla dal momento in cui viene al mondo. Appena nato impadronitevi di lui e non lasciatelo più che uomo fatto: altrimenti non vi riuscirete. Come la vera nutrice è la madre, così il vero precettore è il padre. Che vi sia accordo fra i genitori, nell"ordine delle funzioni come nel sistema; che dalle mani della madre il bambino passi i quelle del padre. Esso sarà meglio educato da un padre di buon senso di modeste doti che dal più abile maestro del mondo perché lo zelo supplirà meglio al talento, che il talento allo zelo (J. J. Rousseau, Emilio).

I genitori possono essere i migliori insegnanti del figlio per farne un uomo adatto a tutte le condizioni umane.

Fra scuola pubblica e scuola privata (§ 1), infatti, vi è un tertium genus (§ 2) molto diffuso nei paesi anglosassoni e poco conosciuto in Italia.

Eppure, la scuola familiare (§ 3) ha pieno fondamento nella Costituzione e una propria disciplina che trasforma ogni genitore in un insegnante privato, il precettore teorizzato da Rousseau come guida dell"apprendimento del bambino dal momento della nascita al divenire uomo fatto.

1. La scuola pubblica e privata.

Dagli artt. 33 e 34 Cost. si ricava il principio della libertà di insegnamento ("l'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento"), realizzato mediante la creazione di scuole statali, scuole private, siano esse paritarie, non paritarie (ex Legge 10 marzo 2000, n. 62) e straniere (ex d.p.r. 18 aprile 1994, n. 389).

La scuola primaria non è solo un diritto ma anche un dovere: "l'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, e' obbligatoria". Non si deve dimenticare, a tal proposito, quanto stabilito dalla legge: "la Repubblica assicura a tutti il diritto all'istruzione e alla formazione, per almeno dodici anni o, comunque, sino al conseguimento di una qualifica di durata almeno triennale entro il diciottesimo anno di età" (ex art. 1, d.lgs. 15 aprile 2005, n. 76).

"Rispondono dell'adempimento dell'obbligo i genitori dell'obbligato o chiunque a qualsiasi titolo ne faccia le veci", ex art. 113 del d.lgs. 16 aprile 1994, n. 297 ("Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione").

Insegnanti, genitori e studenti - al momento dell'iscrizione nella scuola secondaria di I grado - sottoscrivono il Patto educativo di corresponsabilità (ex art. 3 del d.p.r. 21 novembre 2007, n. 235) con cui sono dettagliati i diritti e i doveri tra tali soggetti.

Più in generale, l'attuazione del diritto-dovere di studiare è realizzato non solo dagli alunni, dalle loro famiglie, dalle istituzioni scolastiche e formative, ma anche dai soggetti che assumono con il contratto di apprendistato, come i datori di lavoro (art. 2, co. 5, d.lgs. 15 aprile 2005, n. 76).

2. La scuola familiare o parentale o homeschooling.

L"istruzione, trattandosi di un diritto – libertà, può essere realizzata direttamente dai genitori ai loro figli, a casa propria, autonomamente, o in forma organizzata con altri genitori.

Si tratta di un tertium genus, diverso dalla scuola pubblica e da quella privata, rimesso all"autonomia organizzativa e didattica del genitore.

In tal caso, l"insegnante-genitore deve dimostrare di averne le capacità:

i genitori, o chi ne fa le veci, che intendano provvedere privatamente o direttamente all'istruzione dei propri figli, ai fini dell'esercizio del diritto-dovere, devono dimostrare di averne la capacità tecnica o economica e darne comunicazione anno per anno alla competente autorità, che provvede agli opportuni controlli

(art. 1, co. 4, d.lgs 15 aprile 2005, n. 76).

Come specificato dalla Nota n. 253 del 18 gennaio 2013 del Ministero dell"Istruzione, dell"Università e della Ricerca "la scuola non esercita un potere di autorizzazione in senso stretto, ma un semplice accertamento della sussistenza dei requisiti tecnici ed economici".

Nel corso dell"anno scolastico familiare i genitori si impegnano a insegnare il programma scolastico al proprio figlio, il quale, al termine (a giugno), sosterrà un esame (scritto e orale) per accedere alla classe successiva. Tale esame si conclude con un solo giudizio di "idoneità" o "non idoneità", senza un giudizio numerico.

3. Il funzionamento della scuola familiare di Kristine G.

Qui di seguito viene riportato un testo con cui un"insegnante, Kristine G. (nonchè mamma dei suoi studenti), spiega il funzionamento della scuola familiare da lei stessa diretta a casa.

Nella scuola familiare non esiste un"aula e neppure un orario stabile, nel contesto di casa è la scuola che si deve adattare alle esigenze della vita familiare, nel nostro caso di azienda agricola di piccolissime dimensioni.

Esiste una foto di mia figlia alla scrivania all"aperto, davanti ad una parete rocciosa. Ho fatto tantissime lezioni ai miei figli pascolando le nostre due mucche con i rispettivi manzi. In questo modo abbiamo praticato un"alternanza tra lavoro intellettuale e fisico perché ogni tanto bisognava correre per rimandare le bestie al loro prato: o l"insegnante o l"alunno. Poi si riprendeva la lezione con il cervello arricchito di ossigeno.

Riguardo all"orario si può essere molto più flessibili che non in una istituzione scolastica, anche se è buono mantenerlo una volta stabilito. Mia figlia è piuttosto un essere notturno, già da piccola amava raccontare le storie inventate con una nostra amica fino a notte fonda e tutt"oggi preferisce frequentare le serali. Con lei la prima lezione si svolgeva al pomeriggio, il che mi veniva comodo per occuparmi di suo fratello al mattino.

Peccato che non abbiamo potuto aspettare che lui si interessasse all"alfabeto per insegnarglielo, poiché in quel periodo avevano inserito l"obbligo d"esame a fine anno per i bambini istruiti a casa e non avevamo più scelta. Certo, ci vuole coraggio e fiducia per aspettare che un bambino desideri leggere di sua spontanea volontà. C"è una certa preoccupazione che non gli nascerebbe mai la curiosità, ma in fondo sono sicura di sì, soprattutto quando attorno a lui le altre persone stanno divorando un libro dopo l"altro. Secondo me è lì dove inizia la vera istruzione familiare: approfittare dell"interesse, della curiosità infantile per insegnare le cose. Comunque, ho sempre cercato di presentare un nostro programma a scuola e di farlo accettare agli insegnati per esaminare i miei figli su questi contenuti. Certo, con la matematica si doveva stare al passo con la scuola statale perché poi l"esame della terza media era uguale per tutti. Sono fortuna che personalmente mi entusiasma tanto questa materia e sono riuscita a trasmetterlo a tutti due i miei cuccioli: è un bel mondo chiuso in se stesso dove c"è l"ordine e tutto fila alla perfezione con tanti enigmi divertenti! Nell"arco dei dieci anni d"insegnamento ho usato spesso figurine, biglie, corde con nodi, giochi all"aperto, dardi, colori, pupazzi, ecc. Consiglio ardentemente che per la scuola familiare si trovino persone che insegnino la materia che gli sta veramente a cuore. Noi abbiamo potuto realizzare ciò solo negli ultimi anni della scuola media per mio figlio perché sono arrivate altre persone a vivere con noi.

Succedeva poi che lui sceglieva i suoi insegnati da sé, prendendo l"iniziativa. Quando qualcuno gli piaceva cercava di coinvolgerlo nelle nostre attività di storia, scienze, letteratura. Certo, così era molto più divertente e che non sempre con la mamma-maestra! L"apprendimento dovrebbe sempre gioioso!

Avrei voluto insegnare più cose accanto alle richieste dello Stato italiano: disegno, astronomia, erboristeria, massaggi, però, avendo più tempo libero rispetto ai bambini che frequentano la scuola, i miei hanno provveduto da soli: per esempio sanno benissimo osservare e farsi il proprio giudizio personale – certo, partendo dall"osservazione di insetti, girini, boccioli, … ma ora questa loro sicurezza di giudizio si è allungata alla vita alla quale vanno incontro.

Sono orgogliosa dei miei figli e della loro innata capacità di apprendimento e sono anche assai contenta di me stessa per aver lasciato loro la libertà di svilupparla in un contesto di sicurezza, contenimento e attenzione, insomma amore.



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