Articoli, saggi, Generalità, varie -  Redazione P&D - 2014-01-25

LA SFIDA DEL DIRITTO ALL'EPOCA DELLA RIVOLUZIONE BIOLOGICA - Stefano AGOSTA

Se vi è un campo della tutela dei diritti sociali sul quale più vigorosa e sferzante si è negli ultimi anni fatta sentire la pressione della tecnica sul potere discrezionale di Parlamento e giudici esso è senz"altro quello della salute.

Le ragioni del perché tale fenomeno si è avuto, e continua prepotentemente ad aversi anche oggi (al punto tale da giustificare un rinnovato e vivace dibattito su di esso), sarebbero nondimeno da rintracciarsi in un"evoluzione vecchia ormai di decenni: a partire, cioè, da quando – dopo secoli caratterizzati dalla sostanziale incapacità dell"uomo di incidere, se non appena superficialmente, sulla natura propria e dell"ambiente che lo circonda – la crescente disomogeneità sociale dei primi del novecento e la graduale "economizzazione" della vita politica, per un verso, e l"imperante relativismo etico e le innovative scoperte scientifiche in campo medico, per un altro, non hanno fatto che indebolire il principio di assolutezza/intangibilità della persona umana, logorando alla radice quanto faticosamente conquistato nel corso degli anni.

Si è così, non per caso, cominciato a discorrere di vera e propria "rivoluzione terapeutica", con tale espressione ormai comunemente intendendosi quel complesso di epocali scoperte mediche che, nel breve lasso di poco più di un ventennio (1937-1960), alla lettera hanno appunto "rivoluzionato" il trattamento di numerose patologie fino a quel momento caratterizzate da esito quasi sempre infausto (si pensi all"avvento dei sulfamidici e degli antibiotici, e tra di essi per tutti alla penicillina, il quale consentì ben presto di debellare malattie tragicamente famose come la tubercolosi, la setticemia e la sifilide).

Ad una "svolta" tecnica di tale fragoroso impatto non poteva, naturalmente, restare indifferente l"infaticabile pletora di scienziati affannosamente impegnati su tali avanzati fronti di ricerca e sperimentazione. A differenza pertanto di quella "terapeutica" che storicamente l"ha preceduta – di natura precipuamente empirica e riguardante la sola professione medica – la conseguente rivoluzione "biologica" ha piuttosto avuto carattere principalmente relazionale, ha investito il genere umano complessivamente considerato e schiuso all"uomo le c.d. tre padronanze: vale a dire la "padronanza" della riproduzione (i cui futuri sviluppi, dopo aver consentito ormai da tempo la fecondazione in vitro, non possono certo escludere che la stessa gravidanza possa interamente svolgersi all"esterno del corpo femminile secondo il modello c.d. ectogenetico); la "padronanza" dell"ereditarietà (la possibilità, cioè, di modificare in tutto od in parte il patrimonio genetico di un individuo e, persino, di creare nuove specie animali dall"ibridazione di quelle già esistenti); quella, infine, dell"apparato nervoso, per il cui tramite si è sostanzialmente assistito alla conversione della stessa definizione di "persona umana" in biologia dall"originaria qualificazione "per gruppo sanguigno" alla più recente "per sistema nervoso", appunto.

Proprio tale ultima frontiera, peraltro, pare di recente essere diventata la più promettente, se sol si pensi alla capacità della medicina di produrre delle modifiche di tale apparato a mezzo di psicofarmaci ovvero di trapianti: dato tuttavia per scontato il nobile scopo terapeutico di gravi patologie degenerative (quali, ad esempio, il morbo di Parkinson) degli esperimenti di innesto di cellule nervose condotti in ogni parte del mondo, rimane ad ogni modo l"interrogativo etico relativo a tutte quelle controverse ipotesi in cui ad esser "sostituiti" non siano solo isolati "grappoli" di neuroni ma molti miliardi di essi, col rischio di ottenere un encefalo "diverso" da quello originariamente trattato e perciò, in limine, finanche un individuo, per ciò stesso, "differente" da quello iniziale.

[...]

Tratto da S. Agosta, Spingersi dove neppure alle più avanzate acquisizioni tecnico mediche è consentito: la sfida del diritto all'epoca della rivoluzione biologica, in www.associazionedeicostituzionalisti.it

http://www.associazionedeicostituzionalisti.it/articolorivista/spingersi-dove-neppure-alle-pi-avanzate-acquisizioni-tecnico-mediche-consentito-la



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