Changing Society, Intersezioni -  Sassano Francesca - 2014-12-08

LA STRADA – Francesca SASSANO

"LA STRADA" – Francesca SASSANO

Erano giorni di luce spenta. Lei, però, parlava del suo cuore con il silenzio.

- Se potessi capire veramente, non avrei tanta paura. Mi nascondo dietro una parvenza di accortezza. -

Ovviamente il silenzio nulla diceva. Ma lei non aveva bisogno di parole a caso. Per questo, insisteva : - Su tutti i miei difetti costituzionali , compagni ormai di vita , ho sempre combattuto. Orgoglio, ostinazione ed impazienza. Solo sull'ultima, alla fine, ho avuto la meglio... forse perché femmina! Però, so attendere. -

Il silenzio, non si esprimeva, poiché ogni monologo è una finzione accorta del pensiero.

Lei era stata per due giorni chiusa in un monastero. Di sacro nulla aveva visto, di profano molto aveva udito. Avrebbe anche di questo, trame di pensieri sofferenti, parlato a lungo. Non tanto dell'occasione - era sempre diversa - del suo sdegno, forse di qualche accorta soluzione.

Era il silenzio che rendeva sempre più veloci i suoi pensieri e li conduceva verso soluzioni improvvise.

Le teneva per sé, come fili inutili di seta : avrebbero mai preso una forma?

- Oggi scriverò a Lui una nuova storia ...- Sul quel pensiero si fermava un poco, con l'ansia di chi non vuole perdere un posto e la misura. Però lei pensava che la brevità chiede tempo ma l'eccellenza significa costanza. Alla fine sarebbe stata perdonata, solo per lo sforzo d'esercizio!

Lei sapeva che dove Lui stava tutto era in trasformazione, forse in leggera confusione. Ne era profondamente dispiaciuta e non era un pensiero molto ampio, piuttosto egoistico e minuto. Perché la confusione sottrae tempo alla vita ..... ma la mancanza accende il desiderio.

Però lei era anche propensa a pensieri diversi, cercava insomma di essere più buona, vista la prossimità del Natale! E , quindi, quale era questa storia ?

Certo, di nuovo non vi era molto , scontati i personaggi , aumentato il contrasto, migliore - almeno in prospettiva - la risoluzione. Lei erano giorni che studiava anche sceneggiatura, ma questa è un'altra storia. Non conviene anticipare! Quella che oggi ci interessa è più semplice. Lei voleva trovare il modo di distendere, con parole semplici, le linee del volto di Lui , che sicuramente, dati gli eventi, dovevano essere abbastanza tirate. Ma le questioni importanti non erano nel suo perimetro di pensiero, cosa avrebbe potuto dire, in completa ignoranza? Lei , però, non voleva rinunciare al suo progetto perché credeva che a volte , lo scritto pone qualche spazio, fa aprire un piccolo spiraglio. Come un sorriso che sfugge al controllo.

Lei voleva che Lui sorridesse. Allora pensò che la storia poteva incominciare così :- C'era una volta un villaggio , né molto grande, né molto piccolo , al centro del quale vi era un grande palco circolare e tutto si decideva lì sopra. In verità , mentre negli anni passati - ormai risalenti nel tempo - quello che si vedeva dal di sotto , era un grande spettacolo, ora invece regnava solo la rissa. Quindi gli anziani di tutte le famiglie, non avendo più possibilità di dialogo e di soluzione, decisero di ricorrere ad uno stregone , affinché trovasse un rimedio.

Erano d'accordo tutti su di una cosa :- bisognava cambiare, perché quello che c'era non andava bene a nessuno –.

Lo stregone li accolse, numerosi , con molta indifferenza. Ognuno di loro si era preparato un discorso, assai interessante e pieno di belle parole.

Parlarono tutti, ma alla fine cadde il silenzio. Lo stregone non disse una parola e l'imbarazzo così aumentava.

Il più anziano di tutti si prese carico del problema - anche perché vi era obbligato - e disse :- dobbiamo per forza andare avanti, la colpa non è nostra , ma dei nostri padri scellerati . Noi stiamo solo cercando di resistere e di migliorare le cose.

- E' molto interessante - disse lo stregone che sebbene volesse, proprio non riusciva a stare zitto - quello che tu dici , in natura , non ha senso. Resistere significa rimanere fermi , migliorare significa muoversi. Che cosa , quindi , state facendo, visto che entrambe sono impossibili , esattamente come l'unione tra il positivo ed il negativo, che azzera ogni cosa ed è uguale al nulla?

Tutti tacquero era la prima volta che si rendevano conto del concreto.

Allora prese la parola un altro degli anziani , leggermente subordinato al primo , anche lui obbligato a parlare , e disse :- il popolo del villaggio è affamato , assetato e non vuole più lavorare. Guarda noi sul palco e ci odia , perché pensa che noi siamo lì a perdere tempo , mentre loro lavorano anche per noi . Invece , non è così , noi ci distruggiamo nel pensare come migliorare le cose . Ogni giorno ne discutiamo tra noi , fino ad arrivare alle mani . E' una cosa che vedono tutti , ma nessuno apprezza.

Per lo stregone , anche questa , lo trascinava nel dire : - E' molto interessante - iniziò allo stesso modo - quello che tu dici è una contraddizione in termini : non si può trovare una soluzione unica  nel collegio , ma si devono offrire diverse soluzioni e decidere sulla migliore.

Un'altra volta il silenzio impose la scena con grave imbarazzo per tutti.

Allora prese la parola un altro anziano , quello che rappresentava la minoranza ed era in eterno conflitto con gli altri due, e disse :- Hai perfettamente ragione, la colpa non è di chi ci ha preceduto, ma di chi sta governando così. E' da tempo che dico al popolo del villaggio che se io avessi tutto il potere, le cose non sarebbero più così.

Lo stregone anche questa volta , con il sorriso sulle labbra , intervenne tirato nel dialogo : - E' molto interessante - iniziò allo stesso modo - quello che dici è la via dei ciechi . Perché solo loro cambiano strada ad occhi chiusi!.

A questo punto lo sconforto regnava massimo , perché si sa , chi riveste un ruolo di comando non ama essere sottomesso, né biasimato.

Allora prese la parola uno meno anziano. Gli altri ebbero un attimo di rivolta : non si trattava di uno di loro , anzi fino a poco tempo fa non aveva avuto alcun ruolo di comando , né sedeva sul palco alto. Aspirava solo a salirci e prima di ciò aveva fatto , come mestiere , il saltimbanco. Però , proprio per il suo disincanto e per i suoi modi di strada , aveva molti giovani che lo ascoltavano nei boschi .

- Io penso che il villaggio non ha bisogno di un palco , anzi staremmo meglio senza questo palco , possiamo mettere al suo posto una costruzione diversa oppure lasciare lo spazio libero , che è anche meglio. Tutti a casa , nelle loro capanne. Hanno solo tolto anziché dare.- e nel dire questo fece una graziosa piroetta.

Anche questa volta lo stregone, senza però sorridere , fu tirato nel dialogo : E' molto interessante - iniziò allo stesso modo - quello che dici ma come pensi di andare avanti tornando indietro ? L'opposto della costruzione è la distruzione. Dopo aver distrutto nulla resta. E quindi a cosa serve?

A questo punto non vi erano nessuno più che potesse parlare e dopo un ulteriore imbarazzante silenzio , la delegazione - in gruppo e per singolo partecipante - stava per alzarsi ed andare via .

Ma lo stregone che non sapeva rinunciare al suo mestiere , fece uscire da una stanza un bambino , non molto grande , e chiese ad ognuno di ripetere a lui quello che avevano già detto.

Pur pensando che era una cosa inaudita , poiché effettivamente erano alla disperazione , non sociale ma solo personale, si piegarono tutti a questa inspiegabile umiliazione.

Alla fine lo stregone chiese al bambino cosa avesse capito.

Il bambino disse : - ho capito che sono in disaccordo su tutto.

- Bene - disse lo stregone - ma sei in grado di dire di cosa stanno discutendo ? -

A questo punto il più anziano, troppo umiliato dal confronto con un bambino, intervenne adirato :- ma questo è assurdo, cosa può capire un bambino di governo e di politica . Abbiamo gravi problemi ...

E lo stregone , tranquillo , disse :- appunto se i problemi sono gravi vanno detti in maniera semplice , ma soprattutto le loro soluzioni. Quali sono le vostre soluzioni , visto che complicate i problemi e vi arrestate ad essi?

Questa volta neanche l'aspirante al palco aveva una risposta qualsiasi.

Lo stregone proseguì : - voi vi comportante come tanti venditori che anziché parlare del prodotto , descrivono lo scatolo,  per differenza da quello già in uso . Pensate che si possa acquistare così, senza conoscere il prodotto?. Per questo sotto il vostro palco diminuisce il numero delle persone che vi ascoltano.

- E quindi ? - chiesero tutti in coro .

Lo stregone sorrise e disse : -Che cosa pensate, che io faccio il vostro mestiere ? Ad ognuno il suo , anche questo vuoi avete dimenticato in maniera ingrata .

- Che cosa vuoi dire ? -

- E' semplice - disse lui - sul palco vanno tanti uomini quanti sono i mestieri , forse anche perché ognuno di loro possa dire a chi non fa quel mestiere cosa serve per farlo meglio . Voi avete dimenticato il vostro mestiere originario, alcuni non l'hanno mai avuto . E questo è stato un grave difetto. Stare sul palco non è un mestiere.

- Sei bravo , tu - disse il più anziano adirato perché non aveva trovato la composizione a cui aspirava - ma non ci serve questo da te , anche tu non sai fare lo stregone .

Questa era proprio insopportabile per lo stregone , che non aveva avuto mai un ascendente che non fosse stato tale e, quindi, punto nell'orgoglio disse : - bene adesso vi dimostro che io so fare la magie .

Prese una pentola , la mise sul fuoco e per fare un pò di scena , buttò dentro quelle solite polverine magiche che fanno tanto fumo ma che servono a rendere l'acqua come uno specchio che riflette cose che normalmente non si vedono.

Apparvero a tutti tre fanciulle.

- Chi sono ? - chiesero in coro

- Sono le figlie del popolo : la prima è la natura , la seconda è la morale e la terza è la giustizia. Tutto inizia con loro . Hanno tre diverse bellezze . La prima è florida , la seconda è spirituale e la terza è lunare.

- Si , dissero, ma cosa significa con il nostro problema ?

- Semplice , ognuna di loro ha una sua vita ed un suo spazio e non deve travalicarlo , né confonderlo. Altrimenti è fonte di guai. Una giustizia che si confonde con la morale è iniqua, una morale che si unisce alla natura è persa. Una natura che diventa giustizia è inutile.

. Va bene . Forse abbiamo fatto troppe affissioni e condanne , forse abbiamo creato troppa confusione - dissero con poca convinzione tutti , perché ognuno da ciò aveva inteso di trovar personale vantaggio a danno dell'altro!

Lo stregone incalzò :- guardate ancora e vedrete tre splendidi uomini.

- Sì , dissero in coro - ma cosa ci serve vederli ?

- Siete frettolosi e poco attenti , perché il vostro cervello non è allenato . Solo di critiche senza riflessioni ,oggi vivete. La soluzione è invece figlia del silenzio e della meditazione, ma è sorella della conoscenza. I tre uomini sono i tre poteri : esecutivo , legislativo e giurisdizionale. Anche loro non devono mai sconfinare .

- A noi sembra che almeno su questo , non ci sono difetti .

Lo stregone non replicò e si contenne perché , se proprio vogliamo dirla tutta, quegli esseri meritavano la trasformazione in ranocchi!

Ma siccome voleva dimostrare di saper fare il suo lavoro fino in fondo, si armò di pazienza e disse : - Ci fu un tempo in cui ogni uomo faceva il proprio senza vanità e con rispetto degli altri e allora le regole potevano essere meno rigide perché tutti , spontaneamente le rispettavano. Questo tempo è passato, oggi tutti devono avere una loro regola da cui discende la propria personale responsabilità.

- Questa è una cosa già detta -

- Sì - disse lo stregone - ma è stata tanto detta male tanto che non si è giunti a nulla. Perché a tutti servono le eccezioni . Ma è veramente così? Oggi sedere sul palco non è più di garanzia. Forse decidere lo è di più, perché non dà responsabilità.

- Sì ma la soluzione è impossibile .

- Ti sbagli - disse lo stregone sorridendo - perché nel tuo progetto non hai obiettivi , non te li ricavi da chi non sta più da lungo tempo sotto il palco. Se vuoi che un bambino ti restituisca un giocattolo, devi dargliene un altro!

- E allora ? - dissero in coro , questa volta più attenti.

- Eh, - disse lo stregone - io vi ho tracciato la strada , ma adesso voglio vedere chi di voi è bravo a percorrerla , io non sto sul palco ! Nè voglio salirci.

Il peggio è meno del niente.



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati