Legislazione e Giurisprudenza, Orientamento sessuale -  Zorzini Alex - 2014-10-09

LA TRASCRIZIONE DEI MATRIMONI GAY – Circ. Min. Int. n. 40/2014 – A. D. ZORZINI

  1. LO STATO DELL"ARTE

La Corte costituzionale e la Corte di cassazione erano state chiare: non esiste nel nostro ordinamento il matrimonio gay.

La normativa esistente, sia costituzionale che di rango inferiore (Codice civile, legge sul divorzio, legge sullo stato civile, legge di riforma del diritto internazionale privato), postula la diversità di sesso dei nubendi: il legislatore "non prese in considerazione le unioni omosessuali, bensì intese riferirsi al matrimonio nel significato tradizionale di detto istituto" (C. Cost., ord. nn. 138/10; 4/2011; 276/2010).

Conseguentemente, non esiste alcuna normativa che disciplina il matrimonio (o unioni civili variamente definite) tra persone dello stesso sesso: "il diritto fondamentale di contrarre matrimonio non è riconosciuto dalla nostra Costituzione a due persone dello stesso sesso" (C. Cass. 4184/2012).

Non è di nessun aiuto la giurisprudenza internazionale: "Visto l'art. 9 della Carta [...], la Corte non ritiene più che il diritto al matrimonio di cui all'articolo 12 debba essere limitato in tutti i casi al matrimonio tra persone di sesso opposto. Tuttavia, per come stanno le cose, si lascia decidere alla legislazione nazionale dello Stato contraente se permettere o meno il matrimonio omosessuale" (Corte Europea dei diritti dell"uomo, sentenza 24 giugno 2010, Prima Sezione, caso Schalk e Kopf contro Austria).

E" risaputo, a tal proposito, che lo Stato contraente - l"Italia - non ha adottato alcun provvedimento in materia.

Tale vuoto normativo, del resto, può essere colmato solo dal legislatore (il Parlamento) e non dai giudici, la cui attività interpretativa non può spingersi fino a "incidere sul nucleo della norma, modificandola in modo tale da includere in essa fenomeni e problematiche non considerati quando fu emanata" (C. Cost., 138/10; C. Cass. 4184/2012).

2. INVASIONE DI CAMPO

Accertata l"assenza del Parlamento, astenutisi i giudici (salva l"eccezione di Grosseto), sono intervenuti i sindaci.

L"intervento di questi ultimi riguarda esclusivamente la trascrizione nei registri dello stato civile dei matrimoni regolarmente celebrati all"estero di coppie gay.

Permane, pertanto, il vuoto normativo per quelle coppie omosessuali che vogliono sposarsi in Italia.

Qui di seguito si indicano i sindaci interventisi.

2.1 LATINA

Nel 2002, due cittadini italiani si sono sposati in Olanda.

L"anno successivo essi hanno chiesto al sindaco del loro paese di residenza di trascrivere l"atto di matrimonio. Il sindaco ha rifiutato la trascrizione perché ritenuto contrario all"ordine pubblico.

Da qui ha avuto avvio un iter processuale che si è concluso solo in Cassazione. I coniugi hanno impugnato il provvedimento di rifiuto della trascrizione dinanzi al tribunale che ha rigettato il ricorso (Trib. Latina, decr. 10.6.2005). Analogo esito ha avuto il successivo grado di giudizio (C. App. Roma, decr. 16.7.2006). Anche la Cassazione ha rigettato il ricorso (C. Cass., sez. I, 15.3.2012, n. 4184).

2.2 FANO

Nel maggio del 2014 una coppia omosessuale sposatasi in Olanda ha chiesto la trascrizione del proprio matrimonio.

L"ufficiale dello stato civile ha rigettato la richiesta ma la trascrizione è stata ugualmente compiuta dal sindaco ex art. 1, co. 2 del d.p.r. 3 novembre 2000, n. 396 ("Regolamento per la revisione e la semplificazione dell"ordinamento dello stato civile"), in base al quale "il sindaco, quale ufficiale del Governo, o chi lo sostituisce a norma di legge, è ufficiale  dello stato civile".

2.3 GROSSETO

Una coppia omosessuale si è sposata a New York nel 2012.

Conseguentemente, i coniugi hanno chiesto all"ufficiale dello stato civile del Comune di Grosseto di trascrivere il loro matrimonio.

Ricevuto il diniego dell'ufficiale dello stato civile, essi hanno fatto opposizione ex art. 95 del d.p.r. 396/2000.

Sorprendentemente, il Tribunale ha dato loro ragione (decreto del 9 aprile 2014), per altro richiamando quella stessa sentenza della Cassazione che esclude la possibilità di trascrive in Italia tali matrimoni (la citata C. Cass., sez. I, 15.3.2012, n. 4184).

La Procura ha impugnato la predetta sentenza e il relativo giudizio non è ancora concluso.

2.4 BOLOGNA

Il sindaco di Bologna, con provvedimento del 21 luglio 2014, ha disposto che "i delegati alle funzioni di ufficiale dello stato civile provvederanno a trascrivere nell"archivio di cui all"art. 10 del dpr 396/2000, su richiesta degli interessati e previa verifica della documentazione prodotta ai sensi degli artt. 21 e 22 del medesimo dpr, gli atti che attestino la celebrazione di matrimoni contratti all"estero tra persone dello stesso sesso, entrambe residenti nel Comune di Bologna, una volta accertate le condizioni di cui all"art. 28 della legge 218/95, relativamente alla loro validità secondo la legge del luogo della celebrazione".

Alcune coppie bolognesi hanno già presentato l"istanza.

2.5 NAPOLI

Similmente a Napoli, nel luglio del 2014, una coppia formata da un napoletano e da uno spagnolo hanno potuto trascrivere il loro matrimonio celebrato in Spagna per effetto di un provvedimento del sindaco rivolto agli ufficiali dello stato civile.

2.6 UDINE

Anche nella città friulana, nel mese di ottobre del 2014, una coppia di persone dello stesso sesso ha potuto trascrivere il proprio matrimonio per intervento del sindaco, pur in asenza di un provvedimento analogo a quello bolognese.

2.7 ROMA E MILANO

Anche i sindaci di Roma e Milano stanno adottando proprie misure per assicurare la trascrizione dei matrimoni omosessuali celebrati all"estero.

3. IL MINISTERO DELL"INTERNO

Il Ministero dell"interno si è pronunciato con due circolari sui matrimoni gay celebrati all"estero.

La Circolare dd. 26.10.2012 rivolta alle questure di Firenze e Pordenone, riguarda l""unione fra persone dello stesso sesso. Titolo di soggiorno ai sensi del D.Lgs 30/27.

La predetta Circolare, richiamate le sentenze della Corte costituzionale n. 138 del 2010, della Corte di cassazione n. 4184 del 2012 e del Tribunale di Reggio Emilia del 13.2.2012, consente il rilascio del permesso di soggiorno al cittadino straniero sposatosi all"estero con un cittadino italiano del suo stesso sesso in quanto "familiare" (e non "coniuge").

La Circolare dd. 7.10.2014, relativa alla "Trascrizione nei registi dello stato civile dei matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati all"estero", rivendica la competenza dello Stato in materia di matrimonio e di trascrizione degli stessi.

In particolare, la predetta Circolare richiama l"art. 27 della l. 218/95 secondo cui "la capacità matrimoniale e le altre condizioni per contrarre matrimonio sono regolate dalle legge nazionale"; l"art. 107 cc che si riferisce espressamente al "marito" e alla "moglie"; l"art. 115 cc secondo cui il cittadino è soggetto alle disposizioni del Codice civile anche quando contrae matrimonio all"estero; gli artt. 12 della Convenzione Europea dei Diritti dell"Uomo (CEDU) e 9 della Carta di Nizza che fanno salva la discrezionalità degli Stati membri ad adottare norme in materia; le note sentenze della Corte costituzionale (C. Cost., 15 aprile 2010 n. 138) e della Corte di cassazione (C. Cass., sez. I, 15.3.2012, n. 4184).

Da ultimo, rilevata l"invasione di campo dei sindaci delle città citate, la predetta Circolare riafferma l"art. 9 del d.p.r. 396/2000 che assegna al Prefetto la funzione di vigilanza sugli uffici dello stato civile, al fine di "garantire che la fondamentale funzione di stato civile, esercitata, in ambito territoriale, dal Sindaco nella veste di ufficiale di Governo, sia svolta in piena coerenza con le norme attualmente vigenti che regolano la materia".

CONCLUSIONI

I predetti interventi sindacali sono tutti destinati a soccombere.

E" lecito prevedere la stessa sorte anche per il decreto del 9 aprile 2014 del Tribunale di Grosseto.

Le citate sentenze della Corte costituzionale e della Corte di cassazione, infatti, sono state fin troppo chiare nel definire lo stato dell"arte sulla trascrizione dei matrimoni omosessuali celebrati all"estero: "riguardo alla questione consistente nello stabilire se due cittadini italiani dello stesso sesso, i quali abbiano contratto matrimonio all'estero […] siano, o no, titolari del diritto alla trascrizione del relativo atto nel corrispondente registro dello stato civile italiano, la Cassazione ha dato risposta negativa" (si veda "Sposi ma non troppo" su questo stesso sito).

Si deve tuttavia prendere atto di due dati.

La giurisprudenza, nonostante l"apparente chiusura alla trascrizione, ha ritenuto superato il requisito della diversità di sesso dei nubendi per aversi un matrimonio (come conseguenza del richiamo all"interpretazione dell"art. 12 CEDU ad opera della Corte Europea con la sentenza dd. 24 giugno 2010, v. §§ 1.2 e 1.3 di "Sposi ma non troppo" su questo stesso sito).

Secondariamente, l"invasione di campo dei sindaci di città di grosse dimensioni (Napoli, Roma e Milano) e di piccole e medie (Latina, Fano, Udine, Bologna) fanno pensare che la società sia pronta all"introduzione del matrimonio gay.



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