Changing Society, Intersezioni -  Redazione P&D - 2013-11-08

LA VITA DI ADELE: PASSIONE, DOLORE, CONOSCENZA... - Maria Emanuela LAZZEROTTI

Dispiace pensare che il film venga presentato in Italia, con molta pruderie, come una storia

di "passione lesbo", quando invece è la rappresentazione della passione tout court, le cui

regole, dinamiche e pulsioni sono universali ed uguali per tutti.

Le scene di sesso, lunghe ed eloquenti, imbarazzanti nella propria crudezza e naturalità, hanno proprio lo scopo di chiarire allo spettatore medio (e, in quanto tale, molto probabilmente etero), che

anche tra donne si può scatenare una passione carnale e totalizzante, che effetti flou, stacchi e

dissolvenze non avrebbero fatto capire: solo dopo queste scene, lo spettatore avrà chiaro che siamo

di fronte alla stessa passione che consuma il protagonista de "L'Amante" o di "Ultimo tango a Parigi".

Il film narra quindi una passione "tragica", raccontata appunto coi toni e le movenze di una

tragedia greca: come dice una delle insegnanti, la tragedia è il compiersi dell'ineluttabile, senza che noi lo si possa impedire.  E conseguentemente il regista narra, con distacco, il dipanarsi di questa tragedia..

Tra l'altro, come in una tragedia greca, abbiamo una sorta di coro (rappresentato dagli insegnanti), coro che ha la funzione di chiarire, sintetizzare, anticipare quanto avverrà subito dopo: il professore parla della passione nei romanzi di Marivaux, e subito dopo Adele vivrà tale passione sulla propria pelle... L'insegnante di letteratura parla della tragedia, ed essa si consumerà da lì a poco (senza appunto che le protagoniste ne abbiano colpa, perché essa è ineluttabile ed ineludibile).

Ma la tragedia è l'inizio di una nuova fase della vita, è il passaggio obbligato per Adele per giungere alla vita adulta e alla conoscenza (che passa attraverso il dolore: "pathei mathos", dal dolore la conoscenza, Eschilo).

Il regista ci presenta le stazioni iniziali del cammino di Adele, un cammino che per lei è appena iniziato, mentre Emma, di dolore in dolore, è giunta più avanti, fino a capire come direbbe Hesse che 'amore è desiderio fattosi saggio'.

Siamo quindi di fronte ad una sorta di educazione sentimentale, in cui colpisce la ricchezza di riferimenti: il film reinterpreta liberamente una storia a fumetti, ed usa a piene mani citazioni letterarie, da Marivaux alle Relazioni pericolose, passando appunto per la tragedia greca.

Il regista non disdegna neppure qualche tocco sociologico, suggerendoci che viviamo non tanto in una società sessista quanto classista, in cui i diversi ceti sociali si sfiorano solo superficialmente, senza contaminarsi, senza modificarsi reciprocamente, restando sempre chiusi nei propri riti rassicuranti: il vernissage di Emma è il trionfo della "intelligencia" colta, autoreferenziale ed incomprensibile all'esterno, la festa di compleanno di Adele è la sintetica rappresentazione di una piccola borghesia contenta della propria mediocrità.

Insomma, quelli che mangiano spaghetti al pomodoro sono destinati a non capire mai quelli che mangiano ostriche, divisi da molto più che solo da semplici gusti culinari...



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immagine A3M

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