Articoli, saggi, Morenti, suicidio -  Fedeli Giuseppe - 2014-09-18

LA VITA LIQUIDA - G.FEDELI

LA VITA LIQUIDA

"(...)ci troviamo sospesi tra un passato pieno di orrori e un futuro distante pieno di rischi" (Zygmunt Bauman)

Quando la vita è "liquida", quando il pensiero debole, travestito da superomismo, cavalca impavido il nichilismo, ogni valore perde spessore e ragione, viene meno ogni punto di riferimento. E così l'impermanenza, che è il substrato dell'esistenza stessa, diventa il problema par excellence, e se non lo puoi "guarire" è la disfatta. Sul viso è spuntata pudica una ruga... non si hanno soldi per comprare l'ultimo modello della fuoribordo, né si può "sconfiggere" la monotonia della vita andando a fare snorkeling nel Mar Rosso?.. lo smartphone acquistato pochi giorni prima è stato superato da altro più recente, a la page, ed è già obsoleto... Allora per non soccombere si negozia la vita, si scende a patti con essa. Patti che portano però impresso il sigillo del sangue. Nell'era di internet, della rete che tutto invischia ingabbiandolo inesorabilmente, le anime fragili restano anch'esse impigliate, come la mosca nella tela del ragno. Fino a non uscirne più. Questi miliardi di bites che si traducono in messaggi subliminali, stili di vita promessi ma inarrivabili, condotte cool precotte e stereotipate, hanno purtroppo regalato l'illusione che ogni (dis)valore sia negoziabile, ogni desiderio possa esaudirsi a la carte, ogni sentimento possa comprarsi al vanity fair dei fantocci partoriti da un'intelligenza artificiale che ha signoreggiato la ragione, ponendola alla sua mercé, corrodendo l'anima. Niente di più esiziale. D'altronde, se si ha tutto, come si fa a costruire un desiderio? E, una volta che questo venga esaudito, per dirla con George Bernard Show, "ora che siamo felici, che faremo"? In verità, chi fa proprio l'oggetto delle sue brame va subito alla ricerca di un surrogato che rimpiazzi quel desiderio personificato dall'oggetto "da buttare", in una coazione a ripetere, in una corsa ad ostacoli, in un parossismo mediatico-consumistico, a cui è impossibile scampare. Fino a quando l'oggetto è sul mercato, si può alimentare il de-siderium, che non è però quello corrispondente all'etimo, che abita le stelle. Ma quando la vitta piatta e monocorde non ha più niente da offrire, all'uomo, non più capace di costruire il desiderio, inappagabilmente sazio di quello che ha avuto e di quello che ha, allegoria di una visione del mondo votata alla (auto)distruzione, non resta che corteggiare la meta ultima, varcare il fatidico passo. Causa scatenante i "beni" in vendita, quella ruga sul volto, che parla di un'alterità unica, ma che scardina le fondamenta precarie di un'instabilità psichica, non meno che spirituale, di un anelito insano, inautentico. Quando invece di traguardi da raggiungere ce ne sarebbero, e quanti, sol che si rispettassero i ritmi biologici e, più di ogni altra cosa, le leggi sacre del vivere.

Milano: butta la ex dal balcone e si lancia: «L"ha presa e l"ha spinta giù» ha raccontato una vicina di casa. Entrambi muoiono: la ragazza aveva 19 anni, il ragazzo 20. Alcuni mesi fa lui aveva già tentato il suicidio.



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