Legislazione e Giurisprudenza, Appalti -  Santuari Alceste - 2014-09-07

LAFFIDAMENTO ALLE SOCIETA MISTE E LEGITTIMO – Corte cost. 199/14 – Alceste SANTUARI

Il Giudice delle Leggi, con sentenza 16 luglio 2014, 199 (lo stesso numero della sentenza del 2012 con la quale è stata "contro riformata" la disciplina in materia di servizi pubblici locali), ha sancito la piena legittimità del modello societario misto pubblico-privato, respingendo l"eccezione di incostituzionalità sollevato dal Presidente del Consiglio dei Ministri nei confronti della l.r. Sardegna 17 dicembre 2012, n. 25, art. 6, comma 1.

L"articolo della legge regionale in parola stabilisce che l"affidamento dei servizi pubblici di interesse generale è disposto dagli enti locali sulla base di apposite procedure a evidenza pubblica. Alternativamente, la norma de qua prevede che l"affidamento possa avvenire anche in via diretta in favore di organismi "a partecipazione mista pubblica privata" o "a totale partecipazione pubblica", nel "rispetto della normativa comunitaria".

La Corte costituzionale ha, dunque, riconosciuto la legittimità della previsione della normativa sarda, atteso che essa "non soltanto non esclude che la concessione dei servizi venga affidata ad una società mista, il cui socio sia individuato attraverso una gara "a doppio oggetto", ma in ragione del rinvio al diritto europeo, impone l"obbligatorietà di tale procedura".

I giudici costituzionali, pronunciandosi nell"alveo della giurisprudenza comunitaria e nazionale (si veda, per tutti, Cons. St. sez. II, 18 aprile 2007, n. 456), confermano dunque la "bontà" del modello misto pubblico-privato. Quest"ultimo tuttavia richiede due condizioni precise:

  1. il socio privato si deve configurare effettivamente come un "socio industriale od operativo", che concorre materialmente allo svolgimento del servizio pubblico o di fasi dello stesso;
  2. alla scadenza del periodo di affidamento previsto nel bando di gara, si deve provvedere al rinnovo della procedura di selezione, evitando così che il socio divenga "socio stabile" della società mista, beneficiando arbitrariamente di affidamenti di servizi per i quali gli non abbia regolarmente concorso in sede di gara.

Si ricorda che dal punto di vista normativo il modello della società misto pubblico privato trova legittimazione nell"art. 15, d.l. n. 135 del 25 settembre 2009, conv. in l. 20 novembre 2009, n. 166, che stabiliva che al socio operativo, scelto a seguito di apposita procedura ad evidenza pubblica, fosse attribuita una partecipazione interna alla società non inferiore al 40%.

Successivamente, la società mista pubblico privato è stato oggetto dell"art. 4, d.l. 13 agosto 2011, n. 138, conv. in l. 14 settembre 2011, n. 148, con il quale si è ribadito la necessità della "gara a doppio oggetto" (comma 12) e la possibilità per gli affidamenti già in essere di cessare alla scadenza prevista nel contratto di servizio (comma 32, lett. c), anziché decadere in anticipo rispetto alla scadenza stessa.

A "resettare" l"impianto normativo sopra richiamato sono intervenuti come noto l"esito del referendum del mese di giugno 2011 e la sentenza n. 199 del 20 luglio 2012, che hanno espunto dall"ordinamento giuridico le regole di diritto positivo che disciplinavano l"affidamento dei servizi alle società pubbliche, ivi comprese quelle miste. Il reset tuttavia ha fatto salva la previsione contenuta nell"art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 163/2006 (codice dei contratti pubblici), laddove si prevede che "nei casi in cui le norme vigenti consentono la costituzione di società miste per la realizzazione e/o gestione di un"opera pubblica o di un servizio, la scelta del socio avviene con procedure di evidenza pubblica".

Peraltro, è opportuno ricordare che anche le recenti nuove direttive UE in materia di concessioni e di appalti pubblici confermano lo spazio di azione e di intervento per le società miste nell"ambito dei servizi di interesse generale.



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati