Legislazione e Giurisprudenza, Matrimonio, famiglia di fatto -  Covotta Giulia - 2015-04-26

LAMORE È ETERNO … FINCHÈ DURA. IL DIVORZIO BREVE IN ITALIA - Giulia COVOTTA

Il 22 aprile 2015 segna una data importante in materia di diritto di famiglia. In questo giorno, infatti, la Camera ha approvato con 398 voti favorevoli, 28 contrari e 6 astensioni la proposta di legge in materia di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio nonché di comunione tra i coniugi.

Un altro colpo è stato dunque inferto alla legge 898 del 1970 relativa alla disciplina sui casi di scioglimento del matrimonio. Infatti, dopo le modifiche apportate nel 2014 in materia di negoziazione assistita, ecco che diventa realtà la possibilità di richiedere, in pochi mesi, lo scioglimento del vincolo matrimoniale (per i matrimoni civili) o di cessazione degli effetti civili (per i matrimoni celebrati con rito religioso).

In attesa della pubblicazione del testo di legge sulla G.U., di seguito le principali novità in materia.

LA TEMPISTICA.

Con le novità introdotte, il periodo di tempo che deve trascorrere tra la separazione e la richiesta di divorzio sarà, se la separazione è stata di tipo consensuale, di 6 mesi.

Tale termine decorrerà (come era già previsto fino ad oggi) dalla comparsa dei coniugi davanti al Presidente del Tribunale nella procedura di separazione personale.

Il termine di 6 mesi, tra l"altro, si applicherà anche alle separazioni che, inizialmente contenziose, si sono trasformate in consensuali.

Sarà invece di 12 mesi il periodo minimo di tempo di separazione che deve intercorrere per legittimare la domanda di ottenimento del divorzio se la separazione intercorsa tra i coniugi è stata di tipo giudiziale. Anche tale termine decorrerà dalla comparsa dei coniugi davanti al Presidente del Tribunale nella procedura di separazione personale (come già attualmente previsto).

LO SCIOGLIMENTO DELLA COMUNIONE DEI BENI.

Altre novità investiranno il regime patrimoniale intercorrente tra i coniugi. L"articolo 191 c.c. (rubricato scioglimento della comunione) si arricchirà di un secondo comma nel quale si disporrà che, nel caso di separazione personale, la comunione tra i coniugi si scioglierà nel momento in cui il Presidente del Tribunale autorizzerà i coniugi a vivere separati (in caso di separazione giudiziale) oppure si scioglierà dalla data di sottoscrizione del processo verbale di separazione (in caso di separazione consensuale).

Importante sottolineare come l"ordinanza del Tribunale con la quale si autorizzano i coniugi a vivere separati dovrà essere comunicata – ai fini dell"annotazione dello scioglimento della comunione – all"Ufficiale dello Stato Civile.

APPLICAZIONE

Le disposizioni saranno di applicazione immediata: le nuove regole, infatti, si applicheranno ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della legge ed anche nei casi in cui il procedimento di separazione – che ne costituisce il presupposto – risulti ancora pendente alla medesima data.

Si applicheranno, altresì, a tutte le coppie indipendentemente dalla presenza o meno di figli.

Inevitabili le prese di posizione, le critiche e gli scontri tra chi condivideva la precedente normativa e chi, invece, è a favore di un rinnovamento in materia.

E" innegabile che questa legge sia portatrice di una grande rivoluzione all"interno dell"ordinamento italiano, a maggior ragione tenuto conto del fatto che si interviene nella specifica materia dopo molti anni di fermo (più precisamente dal 1987, anno della prima riforma dopo il referendum del 1974).

Occorre ricordare che questa riforma porta l"Italia ad avvicinarsi alla normativa degli altri Stati membri d"Europa e che il legislatore ha recepito le numerose richieste da parte delle coppie desiderose di una maggiore celerità nella chiusura definitiva del proprio matrimonio.



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