Changing Society, Intersezioni -  Redazione P&D - 2017-03-30

L'arte poetica di Paul Verlaine - Maria Beatrice Maranò

Il poeta nato oggi 30 del mese di marzo del 1844 è Paul Verlaine.
Di lui Mario Luzi ebbe a dire: " Verlaine applica sempre più decisamente la metamorfosi musicale delle emozioni, fino ad esprimere per questa via l'essenza ineffabile dell'anima e il mistero dei suoi legami con il mondo. La sua musica esala da uno spirito che è posseduto e non possiede, ma ha, dalla sua, la grazia di comunicare il suo inconoscibile come tale. La convinta naivetè della sua poesia non esclude che in essa sia stata portata a compimento l'opera magica di evocazione e l'opera di ricostruzione dell'unità tra l'anima e il mondo, mediante quell'unico esorcismo musicale che dissolve e ricompone l'interiore e l'esterno; opera che la grande premessa romantica aveva affidato alla poesia. E una deduzione rivoluzionaria tratta nell'umiliazione, come gli altri due maestri (Rimbaud e Mallarmé) l'avevano tratta nell'orgoglio consapevole. I decadenti videro nell'arte di Verlaine il lato dissolutivo, i simbolisti intuirono l'altro della ricostruzione e lo annetterono senz'altro, come maestro, al loro movimento" La poesia di Verlaine effettivamente non  descrive ma  suggerisce, e dissolve la realtà in sogno, in immagini sempre più vaghe. In tal modo la poesia conduce al di là dell'esperienza sensibile e coglie l'essenza profonda e nascosta delle cose, attraverso la tonalità cromatica del grigio, colore della malinconia e dell'ambiguità.
Travolto  dalla tormentata relazione con Rimbaud, Verlaine sparò a quest'ultimo ferendolo leggermente e così dopo fughe e vagabondaggi, litigi e rappacificazioni, tale relazione ebbe fine a Bruxelles. Dopo aver scontato due anni di carcere, si trascinò gli ultimi anni di vita da un ospedale all'altro e sempre in difficoltà economiche, morendo in miseria.

La musica prima di tutto
e dunque scegli il metro dispari
più vago e più lieve,
niente in lui di maestoso e greve.
Occorre inoltre che tu scelga
le parole con qualche imprecisione:
nulla di più amato del canto ambiguo
dove all'esatto si unisce l'incerto.
Son gli occhi belli dietro alle velette,
l'immenso dì che vibra a mezzogiorno,
e per un cielo d'autunno intepidito
l'azzurro opaco delle chiare stelle!
Perché ancora bramiamo sfumature,
sfumatura soltanto, non colore!
Oh! lo sfumato soltanto accompagna
il sogno al sogno e il corno al flauto!
Fuggi più che puoi il Frizzo assassino,
il crudele Motteggio e il Riso impuro
che fanno lacrimare l'occhio dell'Azzurro,
e tutto quest'aglio di bassa cucina!
Prendi l'eloquenza e torcigli il collo!
Bene farai, se con ogni energia
farai la Rima un poco più assennata.
A non controllarla, fin dove potrà andare?
O chi dirà i difetti della Rima?
che bambino stonato, o negro folle
ci ha fuso questo gioiello da un soldo
che suona vuoto e falso sotto la lima?
E musica, ancora, e per sempre!
Sia in tuo verso qualcosa che svola,
si senta che fugge da un'anima in viaggio
verso altri cieli e verso altri amori.
Sia il tuo verso la buona avventura
spanta al vento frizzante del mattino
che fa fiorire la menta ed il timo...
Il resto è soltanto letteratura.( Paul Verlaine)...L'arte poetica



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