Legislazione e Giurisprudenza, Mantenimento, alimenti -  Zanasi Francesca Maria - 2014-09-04

L'ASSEGNO DI MANTENIMENTO SI COMPENSA - Trib. Milano Sez. II civile, 18.8.2014 n.10233 - Francesca Maria ZANASI

Con sentenza pubblicata il 18 agosto 2014, il Tribunale di Milano, sezione III civile, Giudice Dott.ssa Scipo, ha dichiarato applicabile la compensazione (in forza degli artt. 1241 e segg. c.c.) tra il contributo al mantenimento del coniuge separato e il debito di quest'ultimo nei confronti del coniuge obbligato al pagamento dell'assegno.

Si tratta di un caso molto frequente. Una moglie notifica al marito atto di precetto (che determina l'inizio dell'azione esecutiva) per il mancato pagamento dell'assegno di mantenimento mensile dallo stesso dovuto che quest'ultimo contesta radicando un procedimento di opposizione ad atto di precetto nel quale fa valere in compensazione un controcredito derivante dalle spese di manutenzione e gestione del patrimonio immobiliare in comproprietà tra i coniugi separati. Spese che la moglie, comproprietaria al 50% appunto, non aveva voluto sostenere lasciando l'intero carico al marito che non vi si poteva sottrarre.

Non opera, come si legge nelle motivazioni "il divieto di cui all'art. 447 c.p.c. e questo in quanto l'assegno [di separazione] non ha natura alimentare.".

A potenziare il proprio orientamento, il Tribunale ha richiamato una decisione della Suprema Corte di Cassazione (n. 6519/1996) secondo la quale: "Il credito dell'assegno di mantenimento attribuito dal giudice al coniuge separato...avendo la sua fonte legale nel diritto all'assistenza materiale inerente al vincolo coniugale e non nella incapacità della persona che versa in stato di bisogno e non è in grado di provvedere al proprio mantenimento, non rientra tra i crediti alimentari per i quali, ai sensi del combinato disposto degli artt. 1246 comma primo n. 5 e 447 cod. civ., non opera la compensazione legale".



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