Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2014-03-22

L'ASSEMBLEA DEL CONDOMINIO PUO' ESSERE CONVOCATA IN ORARIO NOTTURNO? - RM

Desta più di qualche perplessità la posizione secondo cui, in mancanza di una norma che disponga il contrario, non esistono limiti di orario alla convocazione di un'assemblea condominiale, né la fissazione dell'assemblea in ora notturna può ritenersi completamente preclusiva della possibilità di parteciparvi; la pronuncia che tale principio fa proprio ne consegue, ovviamente, che non sono applicabili, ai fini della verifica della regolare costituzione dell'assemblea e della validità delle delibere adottate in seconda convocazione, allorché, in prima, l'assemblea stessa sia andata deserta a causa dell'orario notturno,

"le maggioranze richieste dall'art. 1136 c.c. con riferimento alla validità delle deliberazioni adottate in prima convocazione" (Cass., sez. II, 22 gennaio 2000, n. 697, GCM, 2000, 118 - cfr., amplius, "La responsabilità nel condominio dopo la riforma", Riccardo Mazzon, 2013).

Si tenga altresì presente che, se il regolamento di condominio non stabilisce la sede in cui debbono essere tenute le riunioni assembleari, l'amministratore ha il potere di scegliere la sede che, in rapporto alle contingenti esigenze del momento, gli appare più opportuna; tuttavia, tale potere discrezionale incontra un duplice limite: anzitutto il limite territoriale, costituito dalla necessità di scegliere una sede entro i confini della città in cui sorge l'edificio in condominio; quindi, un secondo limite, costituito dalla necessità che

"il luogo di riunione sia idoneo, per ragioni fisiche e morali, a consentire la presenza di tutti i condomini e l'ordinato svolgimento delle discussione" (App. Firenze, sez. I, 6 settembre 2005, n. 1249, www.dejure.it, 2006).



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