Legislazione e Giurisprudenza, Impresa, società, fallimento -  Mazzon Riccardo - 2014-06-30

L'AUMENTO DI CAPITALE NELLE SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA - Riccardo MAZZON

L'atto costitutivo può

"la delibera di aumento del capitale sociale finalizzata alla trasformazione di una società a responsabilità limitata in società per azioni costituisce adeguamento delle disposizioni statutarie alla disciplina introdotta dal d.lg. n. 6 del 2003 ed è pertanto soggetta al "quorum" agevolato di cui all'art. 223 bis comma 3 disp. att. trans c.c." (Trib. Lanusei 9.2.2005, GCo, 2005, II, 644, contra, nel senso che l'art. 223 bis, comma 2 disp. att. trans. c.c., costituisce norma eccezionale inapplicabile alla delibera di aumento del capitale sociale di una società a responsabilità limitata finalizzata alla trasformazione in società per azioni: Trib. Lanusei 7.9.2004, GCo, 2005, II, 644, Conforme Trib. Lanusei 5.10.2004, GCo, 2005, II, 644),

attribuire agli amministratori la facoltà di aumentare il capitale sociale, determinandone i limiti e le modalità di esercizio; la decisione degli amministratori, che deve risultare da verbale redatto senza indugio da notaio, deve essere depositata ed iscritta, attraverso le modalità consuete (cfr., amplius, il volume: "LE SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA - ORIENTAMENTI GIURISPRUDENZIALI", CEDAM 2013, Riccardo MAZZON).

La decisione di aumentare il capitale sociale non può essere attuata fin quando i conferimenti, precedentemente dovuti, non siano stati integralmente eseguiti.

In caso di decisione di aumento del capitale sociale mediante nuovi conferimenti, spetta ai soci il diritto di sottoscriverlo,

"il disposto dell'art. 2481 bis c.c. è analogo a quello dell'art. 2439 c.c. vecchio testo; il combinato disposto degli art. 2482 ter e 2482 quater c.c. impone, peraltro, di valutare con maggior rigore la serietà della sottoscrizione di aumento di capitale deliberato per operare la copertura di perdite" (Trib. Torino 7.7.2010, Gpiem, 2010, 3, 366),

in proporzione delle partecipazioni da essi possedute:

"in materia di aumento del capitale di una società a responsabilità limitata, l'obbligo di versamento per il socio deriva non dalla deliberazione, ma dalla distinta manifestazione di volontà negoziale, consistente nella sottoscrizione della quota del nuovo capitale offertagli in opzione, ciò indipendentemente dall'avere egli concorso o meno con il proprio voto alla deliberazione di aumento; tale sottoscrizione è riconducibile ad un atto di natura negoziale, e precisamente da un contratto consensuale, in relazione al quale la legge non prevede l'adozione di una forma particolare. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, che aveva ritenuto provata per fatti concludenti la sottoscrizione dell'aumento di capitale di una società, essendo stato dimostrato l'avvenuto versamento di tre assegni, in adempimento della presunta sottoscrizione)" (Cass. civ., sez. I, 15.9.2009, n. 19813, GCM, 2009, 9, 1313; RDoC, 2010, 1, 187).

L'atto costitutivo può prevedere,

"è nulla per assoluta carenza di potere la delibera di aumento del capitale sociale con esclusione (o limitazione) del diritto di sottoscrizione adottata dal consiglio di amministrazione di una s.r.l." (Lodo Arbitrale 12.5.2007, BBTC, 2011, 3, 356),

salvo per il caso di riduzione del capitale al di sotto del minimo legale (cfr., amplius, capitolo quattordicesimo del  volume: "LE SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA - ORIENTAMENTI GIURISPRUDENZIALI", CEDAM 2013, Riccardo MAZZON), che l'aumento di capitale possa essere attuato anche mediante offerta di quote di nuova emissione a terzi; in tal caso spetta, ai soci

"un socio che, nel caso di azzeramento del capitale sociale e contestuale delibera di aumento, non sia in grado di provvedere alla sottoscrizione, perde la propria qualità di socio. La mancata partecipazione del socio al ripianamento delle perdite determina la sua estromissione dalla società" (Trib. Busto Arsizio 25.1.2005, n. 98, VN, 2006, 2, 823),

che non hanno consentito alla decisione, il diritto di recesso (cfr. capitolo sesto del volume: "LE SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA - ORIENTAMENTI GIURISPRUDENZIALI", CEDAM 2013, Riccardo MAZZON).

La decisione di aumento di capitale prevede l'eventuale soprapprezzo e le modalità ed i termini entro i quali può essere esercitato il diritto di sottoscrizione;

"la comunicazione relativa all'esercizio del diritto di opzione ha carattere ricettizio, dovendosi avere riguardo alla data in cui la dichiarazione è pervenuta alla sede della società e non a quella della sua spedizione" (App. Napoli, sez. I, 28.5.2008, VN, 2008, 3, 1478),

tali termini non possono essere inferiori a trenta giorni, decorrenti dal momento in cui viene comunicato ai soci che l'aumento di capitale può essere sottoscritto: non pare (più) corretto, pertanto, riferire che

"ai fini del computo del termine decadenziale per l'esercizio dello stesso, si deve aver riguardo all'iscrizione, nel registro delle imprese, della delibera assembleare con cui viene concesso ai soci il diritto di opzione e non invece alla comunicazione aggiuntiva inviata dall'amministratore ai soci" (App. Napoli, sez. I, 28.5.2008, VN, 2008, 3, 1478),

La decisione di aumento di capitale può anche consentire, disciplinandone le modalità, che la parte dell'aumento di capitale, non sottoscritta da uno o più soci, sia sottoscritta dagli altri soci o da terzi.

Se l'aumento di capitale non è integralmente sottoscritto,

"la lettera dell'art. 2481 bis comma 4 c.c. evidenzia il necessario concorso ontologico di due elementi, la sottoscrizione e il versamento al fine di garantire la serietà della sottoscrizione dell'aumento deliberato, nei riguardi dei soci come della società" (Trib. Torino 7.7.2010, Gpiem, 2010, 3, 354),

nel termine stabilito dalla decisione, il capitale è aumentato di un importo pari alle sottoscrizioni raccolte soltanto se la deliberazione medesima lo abbia espressamente consentito.

I sottoscrittori dell'aumento di capitale

"in materia di aumento di capitale di una società a responsabilità limitata, l'obbligo di versamento per il socio deriva non dalla deliberazione, ma dalla distinta manifestazione di volontà negoziale, consistente nella sottoscrizione della quota del nuovo capitale offertagli in opzione, ciò indipendentemente dall'avere egli concorso o meno con il proprio voto alla deliberazione di aumento; conseguentemente, per fondare la relativa pretesa, la società ha l'onere di provare non soltanto l'esistenza della deliberazione assembleare, ma anche la successiva sottoscrizione della quota di spettanza dell'aumento ad opera del socio" (Cass. civ., sez. I, 19.10.2007, n. 22016, GCM, 2007, 10; GC, 2008, 3, 663),

devono, all'atto della sottoscrizione, versare alla società almeno il venticinque per cento della parte di capitale sottoscritta e, se previsto, l'intero soprapprezzo:

"la perdita della qualità di socio preclude l'esperibilità dell'azione sociale di responsabilità e la proposizione dell'istanza di revoca in via cautelare dell'amministratore. La norma di cui al comma 4 dell'art. 2481 bis c.c., testo introdotto dal d.lg. n. 6 del 2003, impone il contestuale versamento almeno del 25% della parte di capitale sottoscritta all'atto stesso della sottoscrizione, a pena dell'inefficacia di quest'ultima, come si ricava dall'uso del verbo "devono"" (Trib. Torino 10.5.2010, GPiem, 2010, 3, 366),

il versamento può essere sostituito dalla stipula, per un importo almeno corrispondente, di una polizza di assicurazione o di una fideiussione bancaria con le caratteristiche determinate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri; in tal caso il socio può in ogni momento sostituire la polizza o la fideiussione con il versamento del corrispondente importo in danaro:

"dichiarato il fallimento della società, i versamenti ancora dovuti sulle quote sottoscritte dai soci a responsabilità limitata possono essere richiesti dal giudice delegato, su proposta del curatore, con decreto ingiuntivo indifferentemente al titolare della partecipazione o a chi la abbia alienata entro il precedente triennio" (Trib. Torino 26.9.2006, GI, 2007, 8-9, 1985).

Per i conferimenti di beni in natura o di crediti (cfr., amplius, i paragrafi 3. e ss. del capitolo terzo del volume: "LE SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA - ORIENTAMENTI GIURISPRUDENZIALI", CEDAM 2013, Riccardo MAZZON), si osservano le disposizioni degli articoli 2254 (garanzia e rischi dei conferimenti: "per le cose conferite in proprietà la garanzia dovuta dal socio e il passaggio dei rischi sono regolati dalle norme sulla vendita; il rischio delle cose conferite in godimento resta a carico del socio che le ha conferite; la garanzia per il godimento è regolata dalle norme sulla locazione") e 2255 (conferimento di crediti: "il socio che ha conferito un credito risponde della insolvenza del debitore, nei limiti indicati dall'articolo 1267 del codice civile per il caso di assunzione convenzionale della garanzia") del codice civile; le quote corrispondenti a tali conferimenti devono essere integralmente liberate al momento della sottoscrizione.

In particolare, chi conferisce beni in natura o crediti deve presentare la relazione giurata di un revisore legale o di una società di revisione legali iscritti nell'apposito registro (gli amministratori devono controllare le valutazioni contenute nella relazione giurata e, se sussistano fondati motivi, devono procedere alla revisione della stima: non è inoltre da escludere che tanto gli amministratori quanto i sindaci possano essere chiamati a rispondere anche penalmente, qualora la violazione dei doveri di controllo confluisca in tipica fattispecie incriminatrice); la relazione, che deve contenere la descrizione dei beni o crediti conferiti, l'indicazione dei criteri di valutazione adottati e l'attestazione che il loro valore è almeno pari a quello ad essi attribuito ai fini della determinazione dell'aumento del capitale sociale e dell'eventuale soprapprezzo, deve essere allegata all'atto decisorio.

Chi fornisce la relazione giurata (che deve essere neutrale e dovrebbe rivestire, tra l'altro, in linea con ciò che accade con l'esperto delle società per azioni, la posizione di pubblico ufficiale) deve risponde dei danni causati alla società, ai soci e ai terzi; si applicano le disposizioni dell'articolo 64 del codice di procedura civile (cfr. anche, in particolare, il paragrafo 3.5., capitolo terzo, del volume: "LE SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA - ORIENTAMENTI GIURISPRUDENZIALI", CEDAM 2013, Riccardo MAZZON).

Se l'aumento di capitale è sottoscritto dall'unico socio, il conferimento in danaro deve essere integralmente versato all'atto della sottoscrizione.

In ogni caso, nei trenta giorni dall'avvenuta sottoscrizione, gli amministratori devono depositare, per l'iscrizione nel registro delle imprese, un'attestazione che l'aumento di capitale è stato eseguito.

La società può aumentare il capitale imputando ad esso le riserve e gli altri fondi iscritti in bilancio in quanto disponibili; in questo caso, naturalmente, la quota di partecipazione di ciascun socio resta immutata.



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