Legislazione e Giurisprudenza, Responsabilità oggettiva, semioggettiva -  Mazzon Riccardo - 2014-04-22

L'AUTOMOBILISMO E' ATTIVITA' PERICOLOSA EX ART. 2050 C.C.? - Riccardo MAZZON

Attività sportive particolarmente "pericolose" risultano essere quelle nelle quali è previsto l'utilizzo di mezzi motorizzati, quali l'automobilismo (dalle premesse infra riportate, a seguito delle quali il direttore di un autodromo internazionale era stato chiamato a rispondere del reato di omicidio colposo per la morte di un pilota avvenuta durante una sessione di prova, la Suprema Corte ha ritenuto corretto l'assunto del giudice di merito che aveva ravvisato profili di colpa a carico dell'imputato, per avere questi omesso di procedere per tempo alla "fresatura" della via di fuga in un tratto del percorso, funzionale a porre rimedio ai casi non infrequenti di perdita di controllo dei veicoli cagionata da cause meccaniche o da cause umane: tale inosservanza, secondo il giudice di merito, aveva fatto sì che, in ragione del mancato svolgimento di adeguato effetto frenante, il pilota, nell'uscire dalla pista, aveva finito con il collidere violentemente contro un muretto di protezione del circuito riportando lesioni gravissime che lo avevano poi condotto alla morte),

"il direttore di un autodromo, anche a prescindere dalle norme cautelari specifiche dettate dai competenti organismi, nazionali e/o internazionali (nella specie, in vero, si trattava di un circuito internazionale disciplinato anche dalla Fia), al fine di ridurre al minimo le conseguenze per il pilota e per l'autovettura e, comunque, di realizzare tendenzialmente l'incolumità del pilota, è tenuto a rispettare le ordinarie regole cautelari; e anzi, a tal riguardo, la destinazione di un impianto allo svolgimento di attività pericolose, lungi dall'attenuare gli obblighi di diligenza, perizia e prudenza, ne sollecita un maggiore impegno e una maggiore diligenza, come è evidenziato dalla regola di diritto comune di cui all'art. 2050 c.c. che impone nell'esercizio di attività pericolose, anche nella prospettiva del mero danno civile, l'adozione di tutte le misure idonee a evitare il danno" (Cass. pen., sez. IV, 4 maggio 2010, n. 32697, GDir, 2010, 49-50, 76)

il motociclismo

"posto che l'organizzazione di una gara motociclistica su circuito aperto al traffico (anche se di regolarità) è da considerarsi attività pericolosa, l'organizzatore è responsabile per i danni arrecati dai concorrenti ai fondi ubicati lungo il percorso, a meno che non fornisca la prova liberatoria di aver adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno" (Cass. civ., sez. III, 24 gennaio 2000, n. 749, RDSp, 2001, 192; FI, 2000, I, 2861; GC, 2000, I, 1391; GCM, 2000, 126)

et similia (si confronti, ad esempio, la seguente pronuncia dove, con riferimento ad un'azione di risarcimento danni, il tribunale adito ha rigettato la domanda attorea sul presupposto della natura non "pericolosa" di un'attività consistente nel noleggio di piccole vetture tipo Kart - prive di motore e munite di uno speciale sistema di frenata azionato tramite un volante - destinate alla discesa lungo un pendio erboso):

"l'utente di un impianto connesso all'esercizio di attività sportiva deve accettare l'ordinario rischio che insiste nell'attività medesima, adeguando il suo operato alle regole di ordinaria prudenza, conformemente alla propria esperienza, entro il limite delle attitudini e capacità fisiche di cui solo esso utente può essere consapevole. " (Trib. Sondrio 19 giugno 2001, AGCS, 2002, 315 - cfr. amplius il volume "Responsabilita' oggettiva e semioggettiva", Riccardo Mazzon, Utet, Torino 2012).



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