Legislazione e Giurisprudenza, Procedura penale -  Bernicchi Francesco Maria - 2013-07-09

LAVORO DI PUBBLICA UTILITA' ANCHE NELLA PROVINCIA DI NON RESIDENZA - Corte Cost. 179/13 - F.M.BERNICCHI

Si prende in esame una recentissima sentenza della Corte Costituzionale (n. 179/2013 depositata in data 5 Luglio) chiamata a decidere sulla questione di legittimità costituzionale dell'articolo 54 del D.lvo 274/2000 (Competenza in materia penale del Giudice di Pace) nella parte in cui non prevede che "Se il condannato lo richiede, il giudice può ammetterlo a svolgere il lavoro di pubblica utilità fuori dall"ambito della provincia in cui risiede"

Due i Tribunali che hanno rimesso la questione al Giudice delle leggi: quello ordinario di Sant'Angelo dei Lombardi e quello di Matera che, con distinte ordinanze del 2012, ritenevano la disposizione prefata in antinomia con gli artt. 3, 27 e 29 della Costituzione italiana.

L'articolo, infatti, prima dell'intervento della Corte Costituzionale, così recitava al comma 3: "L'attività'(di pubblica utilità nda) viene svolta nell'ambito della provincia in cui risiede il condannato e comporta la prestazione di non più di sei ore di lavoro settimanale da svolgere con modalità e tempi che non pregiudichino le esigenze di lavoro, di studio, di famiglia e di salute del condannato. Tuttavia, se il condannato lo richiede, il giudice può ammetterlo a svolgere il lavoro di pubblica utilità per un tempo superiore alle sei ore settimanali."

La Corte Costituzionale ha ritenuto fondata la questione in particolare per la violazione degli articoli 3 e 27 Costituzione.

Il legislatore, infatti, proprio al comma 3 ha previsto un sistema flessibile di assegnazione del lavoro di pubblica utilità ed irragionevole è, pertanto, "il vincolo territoriale imposto al giudice, il quale deve individuare il luogo in cui il lavoro di pubblica utilità deve essere svolto nell"ambito della Provincia in cui il condannato risiede".

Inoltre, si ricordi, che il lavoro di pubblica utilità può essere applicato solo su richiesta dell'imputato e quindi, per salvaguardare le esigenze di salute, familiari e di rieducazione (anche perchè non tutte le Province hanno istituti idonei a tale lavoro), se non vi è opposizione del condannato o, meglio, se è proprio lui a richiederlo, il giudice ben potrà assegnare un lavoro di pubblica utilità anche fuori alla Provincia di residenza.

Trattasi di pronuncia additiva che ha il seguente dispositivo:

"la Corte Costituzionale dichiara l"illegittimità costituzionale dell"articolo 54, comma 3, del decreto legislativo 28 agosto 2000, n.274 (Disposizioni sulla competenza penale del giudice di pace, a norma dell"articolo 14 della legge 24 novembre 1999, n. 468), nella parte in cui non prevede che, «Se il condannato lo richiede, il giudice può ammetterlo a svolgere il lavoro di pubblica utilità fuori dall"ambito della provincia in cui risiede".

Sullo stesso provvedimento della Corte Costituzionale vedi anche: CAROL COMAND http://www.personaedanno.it/index.php?option=com_content&view=article&id=43170&catid=207



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