Legislazione e Giurisprudenza, Licenziamento -  Redazione P&D - 2015-06-26

LAVORO: OBBLIGO DI FEDELTA' E RAPPORTO FIDUCIARIO NEL CONTESTO EXTRALAVORATIVO- Cass. n. 144/15, Alessandro GIARDETTI

- lavoro

- licenziamento

- la pronuncia in questione concerne l"obbligo di fedeltà nel contesto del rapporto lavorativo, tema molto spesso poco ricorrente e oggetto di consistenti divisioni da parte di dottrina e giurisprudenza.

La pronuncia in questione concerne l"obbligo di fedeltà nel contesto del rapporto lavorativo, tema molto spesso poco ricorrente e oggetto di consistenti divisioni da parte di dottrina e giurisprudenza.

Tuttavia l"orientamento giurisprudenziale prevalente è orientato verso una lettura non restrittiva degli art 2104 e 2015 c.c., ovvero gli articoli che regolano la diligenza del prestatore di lavoro e il contestuale obbligo di fedeltà. Infatti la dizione letterale degli articoli non esclude che il dovere di diligenza del lavoratore subordinato si riferisca anche ai vari doveri strumentali e complementari che concorrono a qualificare il rapporto obbligatorio di durata. Quindi, l"obbligo di fedeltà va inteso in senso ampio, estendendosi a comportamenti che per loro natura risultano in contrasto con i doveri connessi all"inserimento del lavoratore nella struttura e nell"organizzazione dell"impresa o creano situazioni di conflitto con le finalità e gli interessi dell"impresa (Cass. civ. sez. lav., n. 11437/1005).

Da quest"orientamento risulta che non tutti i comportamenti qualificabili come "extralavorativi" sono insuscettibili di riverberarsi nelle "trame" del rapporto lavorativo ma, anzi, non ne precludo la sanzionabilità in sede disciplinare qualora la natura dell"attività posta in essere risulti collidente con l"ampio margine di fiducia richiesto dalla prestazione dovuta e tale, quindi, da estendersi ai comportamenti privati.

D"altra parte la dottrina ritiene che quest"interpretazione estensiva dell"obbligo di fedeltà abbia dei limiti, non trovando applicazione ove il comportamento del prestatore si estrinsechi in comportamenti che siano espressione della libertà di pensiero, in quanto la tutela di valori costituzionali (art. 21. Cost) non può essere recessiva rispetto ai diritti –  doveri connaturali al rapporto di lavoro (Cass. civ. sez. lav. n. 3822/2011). Quest"interpretazione, tuttavia, è fortemente circoscritta al fatto di specie riguardante un licenziamento irrogato , per violazione all"obbligo di fedeltà, ad un direttore esecutivo di testata giornalistica che aveva pubblicato per altre case editrici un volume relativo ad argomenti trattati anche dalla rivista della quale era dipendente. In questo caso tuttavia qualsiasi limitazione alle prerogative sancite dall"art. 21 Cost. risulterebbe lesiva di un valore costituzionalmente tutelato e quindi il contenuto della sentenza della Suprema Corte risulta contestabile poiché, nel caso in cui vi sia una clausola di esclusiva legittima, la condotta del giornalista andrebbe valutata sulla base di quella clausola, non assumendo rilevanza il comportamento extralavorativo se non nel caso in cui abbia un"incidenza nell"area di applicazione della clausola.

Nel caso di cui si sta trattando , invece, la Suprema Corte ritiene infondate le censure della parte ricorrente e quindi conferma la sentenza di merito della Corte di Appello di Torino. In questo caso infatti il comportamento del lavoratore risulta manifestamente in contrasto non solo con il dovere di fedeltà, buona fede e correttezza, in virtù dell"accertata l"incompatibilità dell"attività sportiva svolta dal ricorrente con le sue condizioni fisiche che avevano ridotto la sua capacità lavorativa, ma risulta gravemente lesivo del rapporto fiduciario con l"azienda dal momento che, proprio a causa delle sue condizioni di salute, il datore di lavoro lo aveva assegnato a mansioni ridotte e diverse da quelle precedentemente svolte con un consistente aggravio dell"efficienza produttiva.

Risulta evidente, quindi, la necessità di valutare adeguatamente e caso per caso le diverse manifestazioni di comportamenti extralavorativi collidenti con il dovere di fedeltà e l"obbligo di fiducia caratterizzante il rapporto di lavoro e ciò per evitare una generalizzazione di situazioni, in realtà, variegate e complesse.



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