Legislazione e Giurisprudenza, Pubblico impiego -  Santuari Alceste - 2015-04-17

LAZIENDA SPECIALE E UN ENTE ECONOMICO O NO? – Cons. St. 1842/15 – Alceste SANTUARI

Un ente è qualificabile come economico o meno in forza della disciplina legale e statutaria

Un"azienda speciale che gestisce le farmacie comunali è un ente pubblico non economico

I finanziamenti pubblici (comunali) a favore dell"azienda speciale rende quest"ultima ente non economico

Il Consiglio di Stato, sez. III, sentenza 10 aprile 2015, n. 1842 ha respinto l"appello di un"azienda speciale che intendeva annullare la sentenza di primo grado del Tar Abruzzo, sez. staccata di Pescara, sez. I, n. 00346/2009, con la quale i giudici amministrativi avevano accolto il ricorso di una farmacista che aveva partecipato ad una selezione pubblica per la copertura di un posto di direttore di farmacia e che si era vista annullare il procedimento.

In disparte la questione relativa alla procedura di selezione e alle ragioni che hanno spinto l"azienda speciale ad annullare successivamente la procedura medesima, in questa sede preme richiamare quanto i giudici di Palazzo Spada hanno sostenuto in ordine alla qualificazione dell"azienda speciale come ente pubblico non economico.

L"Azienda speciale, nel presentare istanza di appello nei confronti della sentenza di primo grado, aveva sostenuto che non poteva considerarsi rientrante nel novero delle strutture inquadrabili tra le strutture pubbliche, intendendosi per tali, secondo la medesima azienda appellante, solo ed esclusivamente quegli apparti che svolgono attività costituenti "l"Amministrazione pubblica in senso oggettivo e, cioè, le attività svolte nell"interesse dei cittadini, in attuazione dell"indirizzo degli apparati politici e nel rispetto dei principi costituzionali e di una articolata disciplina che ne rappresenta lo svolgimento. In particolare, l"azienda, richiamando l"art. 1, comma 2, d. lgs. n. 165/2001, ha evidenziato che essa non sarebbe dotata di poteri autoritativi e, più in generale, di potestà di ordine o effetto pubblicistico, ma opera nel campo della produzione di beni e servizi e svolgerebbe attività prevalentemente ed esclusivamente economiche, improntando l"esercizio di queste al criterio della obiettiva economicità, intesa quale necessità minima di copertura dei costi dei fattori produttivi attraverso i ricavi.

Il Consiglio di Stato riconosce che se un ente è pubblico e ha natura economica se produce, per legge e per statuto, e quindi in modo non fattuale e non contingente beni o servizi con criteri di economicità, ossia con equivalenza, almeno tendenziale, tra costi e ricavi, analogamente ad un comune imprenditore.


Tuttavia, i giudici di Palazzo Spada evidenziano il particolare rapporto intercorrente tra un"azienda speciale e il comune dominus, in specie facendo riferimento allo statuto dell"azienda speciale in oggetto, il quale stabilisce che "qualora l"Amministrazione comunale, per ragioni di carattere sociale, disponga che l"Azienda effettui un servizio ovvero svolga un"attività senza il completo recupero dei relativi costi sull"utenza, oppure attraverso contributi di altri Enti, e non si copra l"intero costo del servizio o dell"attività assegnata, deve versare all"Azienda stessa il contributo finanziario occorrente alla copertura dei relativi costi fino al raggiungimento del pareggio aziendale". Al riguardo, il Consiglio di Stato ribadisce che è difficile sostenere che l"azienda operi "secondo un unico e rigoroso criterio di economicità, almeno non nei modi e nei limiti che sono propri e tipici di un ente pubblico economico, poiché essa per statuto può e deve far assegnamento sulle risorse finanziarie del Comune nell"ipotesi, si badi, di attività non puramente volte alla produzione di beni e servizi, ma anche dettate da "ragioni di carattere sociale", ciò che connota indubbiamente l"Azienda in questione come un ente pubblico non economico".

Ancora, i giudici di Palazzo Spada hanno evidenziato che la non economicità dell"azione dell"Azienda non può essere messa in discussione nemmeno dalla previsione statutaria secondo la quale le tariffe e i prezzi dei servizi forniti dall"Azienda, in via generale, ""mirano ad assicurare" – ma non è detto né certo che assicurino – la "copertura dei costi".

Si tratta – come già in altre occasione ribadito nei contributi pubblicati su questo sito – di uno tratti inconfondibili delle aziende speciali: in quanto enti strumentali degli enti locali, esse devono poter "contare" sul supporto finanziario del comune proprio in quelle circostanze in cui ad esse viene richiesto di espletare un servizio "non remunerativo", poiché integrante la realizzazione e quindi la garanzia di un livello essenziale dei servizi a favore della comunità locale.

Tale strumentalità integra, dunque, un elemento fondante il carattere pubblicistico dell"azienda speciale che – a differenza di quanto potrebbe rilevarsi per le società private controllate ovvero partecipate dall"ente locale – non tradisce alcun elemento privatistico, se non per quanto attiene alla tenuta della contabilità e alla possibilità (sempre più ridotta attualmente) di fare ricorso ad una contrattualistica di natura privatistica.

E in quanto ente pubblico non economico comunale (cfr. Cass. Sez. Un., 20.10.2000, n . 1132 e n. 11.7.2006, n. 1561), la procedura pubblica bandita dall"Azienda speciale per selezione del Direttore di farmacia spetta alla giurisdizione del giudice amministrativo ai sensi dell"art. 63, comma 4, d. lgs. n. 165/2001.

In termini conclusivi, come sostenuto dal medesimo Consiglio di Stato in altra occasione (sez. V, sentenza 20 febbraio 2014, n. 820) "se le considerazioni appena fatte valgono per le società (in house), che restano enti formalmente privati, deve valere a maggior ragione per le Aziende Speciali, come nel caso di specie, che sono enti che conservano natura pubblica, non possedendo nemmeno uno statuto privatistico di tipo societario e non relazionandosi con l"ente istitutivo secondo modelli e schemi privatistici."

Aziende speciali, dunque, quali enti strumentali in senso stretto, alle quali – come nel caso di specie – devono essere applicate le disposizioni riguardanti gli enti locali di "appartenenza".



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