Articoli, saggi, Servizi sociosanitari, volontariato -  Santuari Alceste - 2013-11-04

LE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO POSSONO RITIRARE LE RICETTE – Alceste SANTUARI

E" noto che tra le proprie attività, alcune associazioni di volontariato operino nel comparto dei servizi socio-sanitari e che, all"interno di tali servizi, esse siano chiamate a fornire supporto alle persone anziane, fornendo loro il servizio di ritiro delle ricette dal medico, andare in farmacia, acquistare i farmaci e consegnarli a domicilio del paziente.

Si tratta, ovviamente, di servizi delicati e che attengono alla sfera della privacy dei singoli destinatari dell"azione delle associazioni di volontariato. Recentemente, l"ordine dei medici in Toscana é stato investito del tema riguardante appunto la legittimazione del medico a redigere la ricetta e consegnarla agli operatori delle associazioni non profit invece che personalmente al proprio assistito. Al riguardo, su Toscana Medica News del 31 ottobre 2013 (cfr. news pubblicata sul sito www.irisonline.it), si può leggere che "vale la regola prevista dal Codice della Privacy e cioè che il medico può farlo solo e soltanto se è espressamente autorizzato per iscritto dal proprio assistito. Quindi se costui delega formalmente l"associazione a ritirare la ricetta per suo conto, il medico può consegnarla al soggetto delegato, avendo cura di trattenere agli atti la delega firmata dal proprio assistito."

Da tale legittimazione riconosciuta dall"ordine dei medici discende che una volta che la delega riporti gli estremi necessari per risalire chiaramente

  1. al delegante (nome, cognome, indirizzo, residenza, estremi del documento di identità)
  2. all"oggetto del ritiro (ricetta riguardante la terapia ovvero il medicinale da assumere, ecc.) e
  3. al delegato (l"associazione di volontariato), che a sua volta indicherà quale operatore è stato delegato a recarsi presso l"ambulatorio del medico

non sussistono ostacoli al rilascio della ricetta all"operatore dell"organizzazione di volontariato.

Questo iter potrà essere applicato anche in caso di delega all"amministratore di sostegno, che ricordiamo, può essere un"associazione di volontariato.

Si tratta di un "passaggio" fondamentale e di grande sollievo per quanti si trovino nelle condizioni di non poter provvedere in modo autonomo ai propri interessi. E, in questo senso, l"azione delle associazioni di volontariato (e dell"amministratore di sostegno) si rivela preziosa, viepiù se tale intervento costituisce parte di una rete integrata di servizi a favore della popolazione anziana in un determinato territorio.



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