Legislazione e Giurisprudenza, Appalti -  Santuari Alceste - 2014-11-03

LE CENTRALI UNICHE DI COMMITTENZA RISPONDONO DELLA GARA – Tar Abruzzo 721/14 – Alceste SANTUARI

Pubblica Amministrazione – Appalti

Un concorrente escluso da gara pubblica ha presentato ricorso contro un comune facente parte della Centrale unica di committenza

Il Tar Abruzzo ha ritenuto che il ricorso debba essere notificato (anche) alla Centrale unica di committenza

Ai sensi dell"art. 3, commi 25 e 34, d.lgs. n. 163/2006, la Centrale unica di committenza, composta da più comuni uniti in convenzione tra loro ex art. 30 TUEL e 33, comma 3 del Codice dei contratti pubblici, costituisce "amministrazione aggiudicatrice", per l"acquisto di forniture o servizi destinati ad amministrazioni aggiudicatrici o altri enti aggiudicatori, ovvero aggiudica appalti pubblici o conclude accordi quadro di lavori, forniture o servizi destinati ad amministrazioni aggiudicatrici o altri enti aggiudicatori. E ciò in conformità alla Direttiva UE 18/2004.

Un concorrente escluso da una gara pubblica, a seguito di comunicazione da parte della Centrale unica di committenza, ha presentato ricorso nei confronti di un comune facente parte della Centrale unica di committenza in parola.

I giudici amministrativi abruzzesi, con la sentenza 16 ottobre 2014, n. 721 hanno ritenuto che il ricorso non possa ritenersi ammissibile poiché:

  1. i comuni facenti parte della Centrale unica di committenza "sono meri beneficiari della procedura indetta ed espletata" dalla Centrale;
  2. i comuni facenti parte della Centrale unica di committenza sono vincolati alle vicende anche giudiziarie della gara;
  3. mentre gli effetti e i risultati della gara sono imputati ai Comuni, l"imputazione formale degli atti, rilevante ai fini della notifica del ricorso impugnatorio, "non può che ricadere sulla centrale di committenza, contradditore necessario dello stesso, in quanto competente in via esclusiva all"indizione, regolazione e gestione della gara e responsabile della stessa.

Anche concedendo – continua il Tar Abruzzo – che la centrale unica di committenza possa considerarsi alla stregua di un "modello organizzativo e strumento di raccordo tra Amministrazioni privo di una propria individualità e non centro formale di imputazione autonoma", è necessario che gli atti della procedura di gara vadano imputati "non solo" al comune capofila, ma anche alle altre amministrazioni che compongono la Centrale e alla Centrale medesima.

Si può dunque affermare, mutuando il linguaggio delle persone giuridiche, che i giudici amministrativi abbiano inteso riconoscere alla Centrale unica di committenza la soggettività giuridica che si attribuisce alle persone giuridiche non riconosciute che nondimeno integrano soggetti imputabili autonomamente di diritti e di doveri. Si tratta conseguentemente di considerare le centrali uniche di committenza quali strumenti finalizzati al raccordo e coordinamento tra comuni non soltanto dal punto di vista formal-organizzativo ma anche sostanziale.



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