Legislazione e Giurisprudenza, Responsabilità oggettiva, semioggettiva -  Mazzon Riccardo - 2013-11-27

LE CONSEGUENZE DEL CARATTERE OGGETTIVO DELLA RESPONSABILITA' DA COSE IN CUSTODIA - RM

La responsabilità ex articolo 2051 del codice civile, per i danni cagionati da cose in custodia, ha carattere oggettivo e, perché essa possa, in concreto, configurarsi sarà sufficiente che l'attore dimostri, oltreché il rapporto di custodia, il verificarsi dell'evento dannoso e del suo rapporto di causalità con il bene, salvo la prova del fortuito, incombente sul custode,

"la responsabilità per i danni cagionati da cose in custodia prevista dall'art. 2051 c.c. viene esclusa solo mediante la dimostrazione positiva del caso fortuito e, per aversi caso fortuito, occorre che il fattore causale estraneo al soggetto danneggiante abbia un'efficacia di tale intensità da interrompere il nesso eziologico tra la cosa custodita e l'evento lesivo, ossia che possa essere considerato una causa sopravvenuta da sola sufficiente a determinare l'evento" (Cass. civ., sez. III, 16 maggio 2011, n. 10720, RCP, 2011, 7-8, 1647 – conforme, indipendentemente dalla pericolosità attuale o potenziale della cosa stessa: Corte appello Roma, sez. IV, 2 marzo 2011, n. 867, Redazione Giuffrè, 2011 – conforme - Trib. Brindisi 11 luglio 2011, Redazione Giuffrè, 2011 - cfr., amplius, da ultimo, "Responsabilita' oggettiva e semioggettiva", Riccardo Mazzon, Utet, Torino 2012),

al quale non sarà sufficiente provare la propria diligenza nella custodia:

"la responsabilità del custode disciplinata dall'art. 2051 c.c. costituisce una ipotesi di responsabilità oggettiva e non di colpa presunta. Il danneggiato, pertanto, per ottenere il risarcimento da parte del custode, deve dimostrare la esistenza del danno e la sua derivazione causale dalla cosa. Al custode, per contro, per andare esente da responsabilità, non sarà sufficiente provare la propria diligenza nella custodia, ma che il danno è derivato da caso fortuito, o dalla condotta dello stesso danneggiato" (Cass. civ., sez. III, 19 gennaio 2010, n. 713, GDir, 2010, 13, 71 - conforme, dovendo altrimenti rispondere almeno per la parte di danni che avrebbe potuto evitare: App. Roma, sez. I, 6 settembre 2010, n. 3429, Redazione Giuffrè, 2010).



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