Legislazione e Giurisprudenza, Responsabilità della p.a. -  Santuari Alceste - 2014-04-02

LE FONDAZIONI SONO SOGGETTE AL DECRETO ANTICORRUZIONE? – Alceste SANTUARI

Come è noto, nel corso degli ultimi anni, si sono intensificate le disposizioni normative applicabili alle P.A. e loro "satelliti" in materia di trasparenza e anticorruzione. Poiché le stesse norme, in talune parti, si riferiscono altresì agli "enti di diritto privato in controllo pubblico", sembra opportuno analizzare se anche le fondazioni non profit ricadano nel novero dei soggetti attratti dalla normativa in oggetto.

In via preliminare, è utile ricordare che il principio della trasparenza, inteso come «accessibilità totale» alle informazioni che riguardano l'organizzazione e l'attività delle pubbliche amministrazioni, é già presente nel d. lgs. 27 ottobre 2009, n. 150, recante norme in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni. L"art. 11 del decreto in parola ha introdotto una nuova nozione di trasparenza, intesa come "accessibilità totale, anche attraverso lo strumento della pubblicazione sui siti istituzionali delle amministrazioni pubbliche, delle informazioni concernenti ogni aspetto dell"organizzazione, degli indicatori relativi agli andamenti gestionali e all"utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali, dei risultati dell"attività di misurazione e valutazione svolta dagli organi competenti, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo del rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità".

Per "amministrazioni pubbliche" si intendono tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale.

Come é possibile notare, all"interno della predetta elencazione letteralmente non sono ricompresi enti od organismi di diritto pubblico assimilabili alle fondazioni e, quindi, di per sé la normativa sopra indicata pareva non essere cogente.

Si aggiunga che l"art. 11 sopra citato deve intendersi abrogato dall"articolo 52, comma 5 del d. lgs. 14 marzo 2013 n. 33, secondo cui "dalla data di entrata in vigore del presente Decreto, qualsiasi rinvio al Programma triennale per la trasparenza e l'integrità di cui all'articolo 11 del Decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, si intende riferito all'art. 10 – "Programma triennale per la trasparenza e l'integrità" del Decreto 33 sopra menzionato.

Anche questo decreto precisa che "per «pubbliche amministrazioni» si intendono tutte le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del Decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni". Il medesimo decreto specifica poi che "alle società partecipate dalle pubbliche amministrazioni di cui al comma 1 e alle società da esse controllate ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile si applicano, limitatamente alla attività di pubblico interesse disciplinata dal diritto nazionale o dell'Unione europea, le disposizioni dell'articolo 1, commi da 15 a 33, della legge 6 novembre 2012, n. 190. Ancora una volta il decreto non fa menzione del termine "fondazioni".

Tuttavia, come si è avuto modo di evidenziare anche su questo sito in numerose occasioni, nel corso di questi ultimi anni, si è venuto consolidando un costante orientamento giurisprudenziale, condiviso sia dalla giurisprudenza amministrativa che da quella contabile, che ha progressivamente esteso la nozione di "pubblica amministrazione", finanche ricomprendo soggetti di natura privata, che abbiano taluni requisiti "pubblicistici". In argomento, per tutti, si rinvia a:

1. Corte UE di giustizia (Quinta Sezione), 12 settembre 2013, C-256/11, nella quale i giudici del Lussemburgo hanno evidenziato, ancora una volta, che nel contesto normativo dell"Unione, ai sensi dell"articolo 1, paragrafo 9, secondo e terzo comma, della direttiva 2004/18, "per "organismo di diritto pubblico" s"intende qualsiasi organismo:

a) istituito per soddisfare specificatamente esigenze di interesse generale, aventi carattere non industriale o commerciale,

b) dotato di personalità giuridica, e

c) la cui attività sia finanziata in modo maggioritario dallo Stato, dagli enti pubblici territoriali o da altri organismi di diritto pubblico oppure la cui gestione sia soggetta al controllo di questi ultimi oppure il cui organo d"amministrazione, di direzione o di vigilanza sia costituito da membri dei quali più della metà è designata dallo Stato, dagli enti pubblici territoriali o da altri organismi di diritto pubblico.

Gli elenchi, non limitativi, degli organismi e delle categorie di organismi di diritto pubblico che soddisfano i criteri di cui al secondo comma, lettere a), b), e c), figurano nell"allegato III (…)".

2. sentenza del Consiglio di Stato, sez. V, n. 66 del 2013, che ha evidenziato come ad una spiccata eterogeneità dei moduli organizzativi e di azione della P. A. corrisponda una nuova ed aperta nozione di "ente pubblico", capace di comprendere anche figure soggettive formalmente privatistiche.

Si tratta di una interpretazione estensiva che è stata accolta anche dalla Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l"Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione. Quest"ultima, con delibera n. 65/2013 in tema di "Applicazione dell"art. 14 del d.lgs n. 33/2013 - Obblighi di pubblicazione concernenti i componenti degli organi di indirizzo politico"- 31 luglio 2013" ha infatti condiviso l"orientamento giurisprudenziale sopra richiamato. Giova ricordare che l"art. 14 così recita: "1. Con riferimento ai titolari di incarichi politici, di carattere elettivo o comunque di esercizio di poteri di indirizzo politico, di livello statale regionale e locale, le pubbliche amministrazioni pubblicano con riferimento a tutti i propri componenti, i seguenti documenti ed informazioni:

a. l'atto di nomina o di proclamazione, con l'indicazione della durata dell'incarico o del mandato elettivo;

b. il curriculum;

c. i compensi di qualsiasi natura connessi all'assunzione della carica;

d. gli importi di viaggi di servizio e missioni pagati con fondi pubblici;

e. i dati relativi all'assunzione di altre cariche, presso enti pubblici o privati, ed i relativi compensi a qualsiasi titolo corrisposti;

f. gli altri eventuali incarichi con oneri a carico della finanza pubblica e l'indicazione dei compensi spettanti;

g. le dichiarazioni di cui all'articolo 2, della legge 5 luglio 1982, n. 441, nonchè le attestazioni e dichiarazioni di cui agli articoli 3 e 4 della medesima legge, come modificata dal presente Decreto, limitatamente al soggetto, al coniuge non separato e ai parenti entro il secondo grado, ove gli stessi vi consentano. Viene in ogni caso data evidenza al mancato consenso. Alle informazioni di cui alla presente lettera concernenti soggetti diversi dal titolare dell'organo di indirizzo politico non si applicano le disposizioni di cui all'articolo 7."

Come sopra ricordato, rientrano tra i soggetti obbligati alla pubblicazione delle informazioni di cui al decreto anche gli enti di diritto privato, comunque denominati, in controllo dell'amministrazione pubblica, tra i quali rientrano le fondazioni qualora queste ultime siano:

  1. sottoposte a controllo da parte di amministrazioni pubbliche,
  2. vigilate da pubbliche amministrazioni nei quali siano a queste riconosciuti, anche in assenza di una partecipazione azionaria, poteri di nomina dei vertici o dei componenti degli organi (art. 22, comma 3 d.lgs. n.33/2013)

Al riguardo, l"allegato 1 della deliberazione CIVIT 11 settembre 2013 di approvazione del Piano Nazionale Anticorruzione (p. 34) stabilisce per gli enti di diritto privato in controllo pubblico (tra i quali sono ricomprese le fondazioni) l"obbligo di attuare le misure previste dall"articolo 22, d.lgs. n. 33/2013 anche con riguardo agli obblighi di cui all"art. 15, relativamente agli incarichi dirigenziali e di collaborazione o di consulenza, norma che va letta in combinato disposto con l"art. 10, co. 8, lett. c) e d) del medesimo decreto legislativo 33, in base a cui "ogni amministrazione ha l'obbligo di pubblicare sul proprio sito istituzionale nella sezione: «Amministrazione trasparente» di cui all'articolo 9 i nominativi ed i curricula dei componenti degli organismi indipendenti di valutazione di cui all'articolo 14 del decreto legislativo n. 150 del 2009 ed i curricula e i compensi dei soggetti di cui all'articolo 15, comma 1 (titolari di incarichi amministrativi di vertice e di incarichi dirigenziali, a qualsiasi titolo conferiti, nonché di collaborazione o consulenza), nonché i curricula dei titolari di posizioni organizzative, redatti in conformità al vigente modello europeo.

Da quanto descritto si può inferire che alle fondazioni "in controllo pubblico" (circostanza-condizione che deve essere ovviamente attentamente valutata) si applichino le disposizioni dell'art. 1, commi da 15 a 33, l. 6 novembre 2012, n. 190, ma anche quanto disposto dagli artt. 14 e 15, d.lgs. n. 33/2013, relativamente agli obblighi di pubblicazione concernenti i dirigenti, i componenti degli organi politici, di indirizzo politico ed i curricula dei titolari di posizioni organizzative.



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