Articoli, saggi, Inizio vita, fecondazione assistita -  Tonutti Stefania - 2014-09-08

LE REGIONI ED IL DOCUMENTO RELATIVO ALLA FECONDAZIONE ETEROLOGA DOPO CORTE COST. N.162/2014 - S. TONUTTI

Le Regioni e le Province Autonome, riunite in Assemblea Straordinaria per discutere sugli ultimi eventi, hanno preso atto della sentenza della Corte Costituzionale del 9 aprile 2014, n. 162 (che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del divieto di fecondazione eterologa contenuto nella l. 40/2004), ma hanno altresì elaborato delle linee guida di indirizzo (con valenza transitoria, in attesa della legge parlamentare) per un libero accesso alla PMA eterologa, al fine di rendere omogenee le procedure.

- Gratuità delle donazioni: non potrà esistere una retribuzione economica per i donatori / donatrici, nè potrà essere richiesto alla ricevente contributo alcuno (non si escludono tuttavia forme di incentivazione per chi decide di donare);

- vi sono dei requisiti soggettivi che le coppie dei pazienti che vogliono usufruire del trattamento devono rispettare quali: patologia certificata che sia causa irreversibile di sterilità o infertilità, devono essere coniugi o conviventi di sesso diverso, maggiorenni ed entrambi viventi (queste caratteristiche riprendono quanto sancito dalla stessa legge 40);

- vi sono dei requisiti soggettivi che devono possedere i singoli soggetti: la donazione di gameti è consentita ai soggetti di sesso maschile di età non inferiore ai 18 anni e non superiore ai 40 anni, e ai soggetti di sesso femminile di età non inferiore ai 20 anni e non superiore ai 35 anni; devono essere in grado di intendere e di volere, in buone condizioni di salute psico-fisica e non presentare nell'anamnesi elementi che indirizzino verso malattie ereditarie e familiari; la selezione dovrebbe essere effettuata da un team composto da un endocrinologo / urologo e/o un biologo affiancati da un genetista e/o uno psicologo;

- per i pazienti non è possbile scegliere le caratteristiche fenotipiche del donatore, anche se sono previste delle compatibilità di base fra donatore e coppia ricevente;

- «Ferma restando la regola di anonimato di cui all'art. 14 del D.lgs. n. 191/2007, la donazione deve essere anonima (cioè non deve essere possibile per il donatore risalire alla coppia ricevente e viceversa). I dati clinici del donatore /donatrice potranno essere resi noti al personale sanitario solo in casi straordinari, dietro speicifica richiesta e con procedure personalizzate, per eventuali problemi medici della prole, ma in nessun caso alla coppia ricevente. L'accessibilità all'informazione sarà gestita informaticamente con il controllo di tracciabilità. I donatori/donatrici non hanno diritto di conoscere ĺ'identità del soggetto nato per mezzo di queste tecniche e il nato non potrà conoscere l ́identità del donatore/donatrice. »

- consenso informato per i donatori: devono specificare se accettano che i loro gameti vengano utilizzati anche per altri scopi di ricerca medico – scientifica, devono dichiarare non acquisiscono alcuna relazione parentale con il nato, possono revocare il loro consenso in qualunque momento

- consenso informato per i riceventi : la coppia ricevente deve essere informata che sulla circostanza che risulta impossibile diagnosticare tutte le patologie genetiche di cui risultassero eventualmente affetti i donatori /donatrici, con il rischio perciò di ottenere risultati inattesi;

- le cellule riproduttive di un medesimo donatore non potranno determinare più di dieci nascite;

- entrambe le tipologie di PMA dovrebbero essere riconosciute come LEA

Quivi si riporta il documento allegato



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