Legislazione e Giurisprudenza, Conciliazione -  privato.personaedanno - 2015-04-30

LE SPESE DI MEDIAZIONE - Cons Stato 01694/15 - Paolo Fortunato CUZZOLA

E" di qualche ora la pubblicazione, sul sito web istituzionale della giustizia amministrativa, dell"ordinanza in commento.

La stessa era molto attesa dal c.d. "mondo della mediazione civile e commerciale" poiché ha come oggetto un tema che ha sempre suscitato vivaci dibattiti, ovvero le spese di mediazione.

Il tema era stato oggetto di ricorso presentato dinanzi al T.A.R. Lazio, il quale aveva pronunciato la sentenza nr. 1351/2015.

Dopo tale sentenza, che annullava l"art. 16, comma 2 e 9 del D.M. n. 180 del 18 ottobre 2010, non era più possibile richiedere il pagamento di alcuna somma di denaro a titolo di spese di avvio, né a titolo di indennità, in sede di primo incontro.

Avverso tale pronunciamento hanno proposto appello il MINISTERO DELLA GIUSTIZIA e il MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, in persona dei rispettivi Ministri pro tempore e in qualità di interventori ad adiuvandum una serie di soggetti interessati.

I Giudici relatori dopo avere superato una serie di eccezioni sulla legittimità processuale del ricorrente principale e valutato che l"istanza cautelare abbia il c.d. "fumus"  "nella parte in cui censura l"integrale annullamento dei commi 2 e 9 dell"art. 16 del d.m. 18 ottobre 2010, nr. 180" entrano nel merito della questione fissando una serie di punti cardine incontrovertibili, sebbene gli stessi fossero già consolidati fra i primi interpreti della norma.

La premessa su cui si fonda l"ordinanza è la seguente:"l"uso del termine "compenso" nel comma 5-ter dell"art. 17 del d.lgs. 4 marzo 2010, nr. 28 (introdotto dalla "novella" del 2013), è manifestamente generico e improprio, non trovando detta terminologia riscontro in alcuna altra parte della normativa primaria e secondaria de qua, nella quale si parla invece di "indennità di mediazione", che a sua volta si compone di "spese di avvio" e "spese di mediazione" (art. 16, d.lgs. nr. 28/2010)"

Tale lettura e da condividere in toto posto che rispecchia le medesime perplessità sorte in fase di prima lettura della novella del 2013 dove al termine "compenso" non trovava alcun riscontro in nessuna parte della normativa, ingenerando un caos interpretativo tra gli operatori della mediazione e non solo.

I Giudici del C.d.S. individuano, in maniera del tutto corretta, il termine "indennità di mediazione" quale voce complessa che si compone di due voci, ovvero, "le spese di avvio" e "spese di mediazione"

Proseguendo nella lettura dell"ordinanza si legge al secondo punto: "………nulla quaestio essendovi per le spese di mediazione, nelle quali è ricompreso "anche l"onorario del mediatore per l"intero procedimento di mediazione" (art. 16, comma 10), il problema si pone per le spese di avvio, le quali in virtù del decisum qui contestato sarebbero anch"esse del tutto non dovute per il primo incontro di cui all"art. 8, comma 1, del medesimo d.lgs. nr. 28/2010"

Partendo dalla premessa il ragionamento logico-giuridico dei supremi giudici, dopo avere affermato che nelle spese di mediazione vi è ricompreso anche l"onorario del mediatore, concetto questo sconosciuto ai più, si sofferma sul punctum dolens ovvero le c.d. spese di avvio, spese che secondo il T.A.R. Lazio non sono dovute per il primo incontro di mediazione.

Nel seguito dell"ordinanza i Giudici si soffermano proprio su tale punto affermando: "quanto alle spese di avvio - le quali a tenore del censurato comma 2 dell"art. 16 comprendono, a loro volta, da un lato le "spese vive documentate" e dall"altro le spese generali sostenute dall"organismo di mediazione – queste ad avviso della Sezione effettivamente non appaiono prima facie riconducibili alla nozione di "compenso" di cui alla disposizione di fonte primaria dianzi citata"

Quindi seguendo tal enunciazione le "spese di avvio" non sono riconducibili alla nozione di "compenso"

Nell"ultimo inciso dell"ordinanza in commento è affermato: "quanto sopra, in particolare, è di palmare evidenza quanto alle spese vive documentate, ma vale anche per le residue spese di avvio, che sono quantificate in misura forfettaria e configurate quale onere connesso all"accesso a un servizio obbligatorio ex lege per tutti i consociati che intendano accedere alla giustizia in determinate materie, come confermato dal riconoscimento in capo alle parti, ex art. 20 del d.lgs. nr. 28/2010, di un credito di imposta commisurato all"entità della somma versata e dovuto – ancorché in misura ridotta – anche in caso di esito negativo del procedimento di (e, quindi, anche in ipotesi di esito negativo del primo incontro per il quale le  spese di avvio sono dovute)"

Tale ragionamento ha portato i supremi giudici ad accogliere l"istanza cautelare e rinviare al merito gli altri profili di causa.

Pertanto le spese di avvio per la procedura di mediazione sono sempre dovute.



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