Changing Society, Libertà costituzionali -  Mottola Maria Rita - 2013-07-18

LE STELLE E MARGHERITA HACK – Maria Rita Mottola

Quest' è 'l principio, quest' è la favilla

che si dilata in fiamma poi vivace,

e come stella in cielo in me scintilla

(Alighieri, Divina Commedia Paradiso Canto XXIV)

Qualche giorno fa pubblicai sul sito una breve nota in occasione della morte di Margherita Hack.

Una lettrice assidua restò turbata dal mio pezzo. E poiché da tempo  sollecito rispetto per i miei sentimenti religiosi ho deciso di  eliminare l'articolo.

Eppure la mia era stata una provocazione. Riuscita, peraltro.

Margherita Hack non c'è più.

Lei mi considerava una stupida e credulona. Non mi conosceva, non  sapeva nulla della mia vita, dei miei pensieri, dei miei sentimenti. Ma  lei era convinta che io fossi una povera stupida e credulona. Certo lei  andava dicendo di aver osservato bene le stelle e il cielo e di non aver  mai visto Dio. Non l'aveva trovato nella vastità del cielo, perché,  forse, non lo ha cercato nella profondità silenziosa del suo cuore.

Così iniziava il pezzo. Certo in occasione della morte  dell'astrofisica avevo rappresentato la morte in perfetta coerenza con  quanto la triestina credeva e predicava: nulla di più di mera  putrescenza questo è il destino di ogni essere vivente, nato per caso e  morto per ineludibile accidente.

Ma se qualcuno ha provato fastidio per tale descrizione chiedendo  silenzio sulla morte è perché la morte è sacra. Così come la vita.

E qui sta il punto.

La corrente intellettuale che si definisce atea democratica, a cui  Margherita aderiva, sostiene che la società non è libera perché esiste  la Chiesa Cattolica. Non esagero. Dicono esattamente questo. E'  sufficiente leggere il loro sito.

L'art. 1 dello statuto fondativo di Democrazia Atea, prima si  richiama ai principi di libertà e uguaglianza anche religiosa e poi  afferma di voler dare voce agli atei e agli agnostici e a tutte le  minoranze penalizzate dalla oppressione religiosa in Italia e in Europa,  consapevole della influenza che le religioni esercitano sull'etica dei  popoli, pone tra le proprie finalità, quella di liberare le istituzioni  da qualsivoglia ingerenza derivante dalle credenze e dalle  superstizioni, con particolare riferimento alle interferenze che possano  derivare dalle organizzazioni religiose, si propone di tutelare la  spiritualità anche dei non atei attraverso iniziative tese alla  emancipazione dei credenti dai mediatori della spiritualità.

Ho avuto amici atei, persone a me care, splendide. Soprattutto  rispettose, rispettose di chi ha fede. Perché la fede è un sentire e un  vivere, che coinvolge e avvolge tutto l'essere.

Ricordo una cliente che aveva avuto una vita travagliata e  complessa. Abbandonò con due dollari in tasca l'Argentina a vent'anni. I  suoi compagni di università erano tutti reclusi nel famoso campo di  calcio ad aspettare torture e morte. Quel giorno era da me per un  ennesimo processo che la vedeva protagonista. La seguivo con affetto e  con ... il patrocinio gratuito. Rientrò all'improvviso nello studio,  dicendo "Habemus Papam" ed era veramente felice. Era il giorno  dell'elezione di Benedetto XVI. Sul momento non capivo la sua gioia,  stavo attraversando un periodo complicato della mia vita e anche la mia  fede era, non vacillante, ma peregrinante alla ricerca di una più alta  verità. Ragionai molto su quella esultanza. Tutto mi fu chiaro  all'improvviso. La fede è un sentimento che pervade il credente, lo  avvicina emotivamente agli altri e trova espressione semplice ma corale  nell'amore che si porta per il Pontefice. Tale sentimento è indipendente  dalla sua figura, dalle sue qualità o dalle sue azioni. E' amore e  basta.

Ovvia la diffidenza da parte di chi non crede nei sentimenti ancor  prima che in Dio, in chi ritiene che le emozioni siano un complesso di  reazioni chimiche.

Certo è facile comprendere l'amore e la dedizione per una figlia o  per il marito. Ma come spiegare alla ragione perché provo un calore che  cancella ogni preoccupazione e contrattempo quando rientrando in casa i  miei cani mi assalgono con il loro amore, con il loro entusiasmo, con la  loro festosa accoglienza, sporcando inevitabilmente l'abito che  indosso? Come spiegare con la ragione la tenerezza che scioglie i miei  nodi interiori per il vibrare della mia gatta nerissima che mi guarda  con i suoi immensi occhi color dell'ambra?

E allora se non esiste nulla se non la semplice materia perché  Margherita aveva con sé tanti gatti? Come può spiegare la ragione tale  sua mania? Già è irragionevole avere un gatto per casa, pulire la sua  cassetta, provvedere al cibo e all'acqua (tanto non la beve preferisce  l'acqua torbida) e spazzolarlo, portarlo dal veterinario, se la casa non  è infestata dai topi, secondo ragione unica sua utilità. Figuriamoci  avere più gatti, perché?

Lo spiega in un bel libro il teologo e biblista, docente di  giudaismo, Paolo De Benedetti "Gatti in cielo" (ma sui suoi amici gatti e  in genere sugli animali ne ha scritti altri). Non è forse anche perché  noi siamo destinati all'amore?

E quante cose accadono nel mondo che non sono e non saranno mai spiegabili dalla scienza?

Ma ciò che più rende difficile accettare l'atteggiamento di tale  corrente politico-filosofica è l'avversione quasi viscerale per i  cattolici. Anche se fossimo stupidi come asseriscono che influenza  potrebbe mai avere sulla loro vita la nostra stupidità?

Certo rasentano quasi il ridicolo quando cercano di adombrare che  gli scienziati cattolici non esistono oppure sono pazzi. Esemplare è il  caso di Pascal esaminato dal prof. Odifreddi in un suo scritto apparso  sulle Scienze: perché mai uno scienziato potrebbe scrivere di Dio con  tale fervore? Certamente ha avuto un incidente con la carrozza e il  trauma cranico ha inciso sulla sua lucidità mentale! Elementare Watson!

Conclude infatti l'illustre torinese sul povero Pascal «Oggi lo si  ricorda quasi soltanto per i confusi Pensieri nei quali sprecò il suo  talento, ma in gioventù aveva fatto vedere di cosa sarebbe stato capace,  se fosse stato risparmiato dalla conversione». Ecco il punto era  cattolico e per questo stupido!

E' estremamente imbarazzante che un manipolo di scienziati si  dedicano a testi divulgativi, privi di ogni rigore scientifico e di ogni  riscontro credibile, parlando di teologia. Purtroppo però arrivano a un  pubblico vasto e non preparato e generano false convinzioni.

Ma allora chi manipola? E perché?

Non possiamo dimenticare che in molte battaglie gli atei si  affiancano ad alcune associazioni di provenienza protestante, che cosa  li unisce? L'avversione per la Chiesa Cattolica forse... oppure il  concetto perverso che sostiene certo capitalismo selvaggio.

In comune però gli Atei e i protestanti hanno una visione della  vita ove il libero arbitrio è ridotto al minimo: gli uni credono nella  natura quale deus ex machina, gli altri nella predestinazione.

Citiamo Weber (L'etica protestante e lo spirito del capitalismo,  Milano 2000, 170) che è illuminante (anche per una lettura del disastro  europeo che ci ha ormai portato alla rovina): "al posto degli umili  peccatori cui Lutero promette la grazia, qualora si rimettano a Dio con  costrizione e fede, vengono dunque educati quei santi sicuri di sé che  ritroviamo nei mercanti puritani, duri come l'acciaio, di quell'epoca  eroica del capitalismo, e, i singoli esemplari, fino ad oggi. E, d'altro  lato, era caldamente raccomandato il lavoro professionale indefesso,  che era considerato il mezzo più eminente per raggiungere la sicurezza  di sé. Esso ed esso soltanto dissipava il dubbio religioso, e conferiva  la sicurezza dello stato di grazia". Chi vi ricorda questa descrizione?

Gli Atei, almeno quelli che si riconoscono in questo movimento  politico, sono convinti che i credenti, e quindi anche io, siamo  oppressi. Mi spiace deluderli io, come molti altri, viviamo quella che  noi definiamo la libertà dei figli di Dio, la libertà del libero  arbitrio, la libertà che nasce dalla consapevolezza che ogni giorno le  cose si rinnovano e che è possibile cambiare la via vecchia per la  nuova, modificando con un solo gesto un'intera esistenza. Esattamente il  contrario della teoria evoluzionistica e della predestinazione che con  la libertà hanno poco a che spartire.

Facciamo un altro passo.

Tutti i bei principi di cui si leggono in tanti scritti laicissimi  dove traggono origine? O solo i poveri giuristi si saziano di filosofia  (che non può prescindere dalla teologia) mentre tutti gli altri  scienziati considerano tali materie inutili e anche controproducenti? La  civiltà alla quale siamo giunti, alle conquiste sociali e alla libertà  democratica, non ha radici profonde? Non si annida in 2000 anni di  cristianesimo?

E ora un ultima considerazione: ma quale mondo hanno creato queste nuove concezioni filosofiche e politiche?

Negli ultimi vent'anni è stato tutto un fervore laico: via i  crocifissi, abbasso l'ora di religione, inventiamoci le OMG non  religiose; inventiamo nuovi valori, non parliamo più di etica ma di  diritti di cittadinanza ecc. ecc.

Se ci fermiamo a vedere che cosa è accaduto non possiamo  serenamente affermare di aver costruito un mondo migliore: la politica è  corrotta come non è mai stata; abbiamo costruito un sistema politico  europeo che esclude ogni forma di rappresentanza democratica nei veri  centri del potere ove le persone non sono elette oppure nominate da chi è  stato eletto ma dai governi, a loro volta non votati ma imposti da un  sistema economico autoreferenziale e perdente; abbiamo sostituito la  cultura della cooperazione e dell'impresa sociale, dell'industria  pubblica e dei servizi diffusi con una cultura mercantilistica degna del  XIV secolo, impregnata di una morale protestante che affonda le sue  radici nella convinzione che la ricchezza sia un dono di Dio ben  meritato e non uno strumento per il bene diffuso; abbiamo annientato la  famiglia e andiamo dicendo che l'uomo non nasce maschio e femmina ma lo  diventa a causa dell'educazione o per scelta, contraddicendo ogni regola  naturale, ma in questo caso ovviamente non conviene osservare la natura  (e si badi bene a questo concetto insensato si contrappone e sostiene  una legge del rispetto, non per una supposta e inesistente asessualità  alla nascita, ma per le persone che nutrono sentimenti, affetti, legami  profondi).

Uso espressioni forti e provocatorie perché è ora di risveglio, di  risveglio delle coscienze e della passioni, è ora di chiederci chi ha  voluto tutto questo e se noi lo vogliamo, questo mondo.

Forse lo capiremo quando saremo in grado di rispondere a questa domanda: qui prodest?

In attesa della risposta auguro e concludo, come ho fatto nell'articolo cancellato:

talvolta si può innescare una fiammata al contatto con l'aria, nel noto fenomeno del fuoco fatuo.

Che strano tutto si dissolve in un fuoco, una fiammella, simile a  quella che da lontano brilla nel cielo, simile a una lontanissima  stella. La mia stupidità mi consente di immaginarmi oggi Margherita.  Margherita non divorata dai vermi. Margherita lontano che brilla di luce  chiarissima e osserva ancora e per sempre la bellezza infinita di Dio.



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