Legislazione e Giurisprudenza, Separazione, divorzio -  Zanasi Francesca Maria - 2014-01-30

LEALTÀ, FIDUCIA, FEDELTÀ E SOLIDARIETÀ: DOVERI DEL MATRIMONIO Trib. di Milano 15400/13 – F. M. ZANASI

Il tribunale di Milano ha recentemente preso in esame la questione dei doveri nascenti dal matrimonio di cui all"art. 143 c.c. e ne ha interpretato alcune definizioni che naturalmente si riferiscono al caso specifico.

La causa oggetto del provvedimento in commento è iniziata per volontà della moglie di separarsi dal marito, al quale ascriveva gravi comportamenti tanto da richiedere l"addebito della separazione a suo carico.

Dalla lettura del provvedimento si desume che il marito aveva escluso completamente la moglie dalla gestione patrimoniale della coppia e le aveva nascosto di non essere in grado di pagare regolarmente le rate del mutuo contratto per l"acquisto della casa coniugale.

La moglie, che nel frattempo aveva dovuto smettere di lavorare a causa di una patologia neurologica, aveva poi scoperto l"ingente debito e l"impossibilità di giungere a rogito dell"appartamento. Incapace di far fronte ai debiti familiari e incurante delle condizioni della donna, il marito aveva infine abbandonato la casa coniugale.

I giudici di merito sono pervenuti alla conclusione che il marito si fosse "sottratto ai più elementari doveri nascenti dal matrimonio". Egli infatti era venuto meno, non solo al proprio dovere di correttezza nei confronti della moglie, avendole celato la reale situazione in cui versava la famiglia, ma anche al dovere di interagire con ella e di renderla partecipe – nel rispetto delle regole e dei valori condivisi dalla coppia – degli affari economici del nucleo familiare.

L"esclusione della moglie dalla gestione economica familiare, le menzogne sull"andamento del proprio lavoro e sulle numerose esposizioni finanziarie contratte, nonché l"abbandono della casa coniugale, imputabili al marito, lo hanno reso l"unico responsabile della frattura dell"unione matrimoniale.

A tale decisione i Giudici sono giunti dopo aver valutato se e in quale misura i comportamenti del marito rappresentassero una violazione dei doveri coniugali ai fini della declaratoria di addebito della separazione.

Occorre innanzitutto evidenziare che, nell"elencare i diritti e doveri nascenti dal matrimonio, il legislatore non ne ha determinato analiticamente il contenuto, ma ha adoperato concetti elastici ed indeterminati, la cui portata va precisata in relazione alle diverse situazioni concrete (art.143 c.c. che si riferisce ai doveri di fedeltà, assistenza morale e materiale, collaborazione del"interesse della famiglia e coabitazione).

Il contenuto dei doveri coniugali è stato infatti ampliato (o ristretto) a seconda del sentire comune in un particolare momento storico e all"interpretazione dei valori garantiti e tutelati dalla Costituzione.

Prendiamo ad esempio il dovere di fedeltà.

Esso è originariamente nato a tutela dell"intimità sessuale dei coniugi; oggi, tuttavia, non attiene solo alla sfera sessuale ma comprende la lealtà e la dedizione reciproca tra marito e moglie.

Secondo la giurisprudenza di legittimità, infatti, il dovere di fedeltà consiste nell"impegno "di non tradire la fiducia reciproca ovvero di non tradire il rapporto di dedizione fisica e spirituale tra i coniugi che dura quanto dura il matrimonio e non deve essere intesa soltanto come astensione da relazioni sessuali extraconiugali". Perché si configuri una violazione di tale obbligo può assumere perciò rilievo anche l"esternazione di comportamenti tali da ferire la sensibilità e la dignità di chi ne subisce gli effetti (Cass., sez. I, 18 settembre 1997, n. 9287, in Fam. e dir., 1998, p. 10).

Il dovere di assistenza, invece, possiede due profili: uno morale e l"altro materiale. L"assistenza morale, in particolar modo, riguarda il sostegno reciproco nella sfera affettiva, psicologica e spirituale e attiene tutte le manifestazioni rispettose dei diritti fondamentali dell"altro coniuge. Quello materiale è di intuibile portata.

Da tale excursus si avverte, da un lato, una potenziale adattabilità dei doveri coniugali ai casi specifici; dall"altro lato, la difficoltà di delimitarne il raggio d"azione.

Il Tribunale di Milano, con la decisione odierna, ha però inteso fornire una descrizione di alcuni dei "più elementari doveri nascenti dal matrimonio" implementandone il significato. Nello specifico, ha addebitato la separazione al marito, nel convincimento che quest"ultimo:

"Ha violato il dovere di lealtà che impone di mantenere - anche e soprattutto - nei momenti di difficoltà e criticità (siano esse soggettive od oggettive, affettive o di relazione, razionali o emotive) il dovere di correttezza tra i componenti della coppia (o, più in generale, della famiglia) e che richiede la scelta di comportamenti coerenti con i valori – condivisi - che hanno portato all"unione della coppia (ed all"eventuale progetto educativo della prole).

Ha tradito la fiducia personale che definisce l'aspettativa di regolarità e continuità nel comportamento dei componenti la coppia o il nucleo familiare, e che impone di non manipolare la comunicazione, e di fornire sempre una rappresentazione autentica, non parziale né mendace, delle proprie condotte e che pretende la sincerità, intesa come non ricorso al nascondimento, alla menzogna, alla frode e all'inganno.

Ha infranto la promessa di fedeltà intesa come il rispetto delle regole (implicite ed esplicite, morali ed etiche, sociali e culturali) che, definendo il modo, scelto e condiviso, di "essere coppia", ne consentono e garantiscono l"esistenza, regolano l"interazione tra i partner, e si collocano ben oltre il patto dell""esclusività sessuale" e della "mera astensione dall'adulterio" (cfr. Cass. Sez. I, n. 9287 del 18/09/1997 Rv. 508116) verso il quale la fedeltà alle regole generali si pone in rapporto di genus ad speciem.

Infine, è venuto meno al dovere di solidarietà che richiama i coniugi ad un atteggiamento di comprensione e di impegno attivo per aiutare il partner nei momenti di difficoltà ovvero per sostenerlo nei disagi e nelle criticità psichiche o fisiche".



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