Legislazione e Giurisprudenza, Impresa, società, fallimento -  Mazzon Riccardo - 2013-09-01

LEGGE 4 APRILE 2012, N. 35: L'ORGANO DI CONTROLLO NELLE SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA - RM

L'articolo 14, comma 13, della legge 12 novembre 2011 n.183 (in Suppl. ordinario n. 234 alla Gazz. Uff., 14 novembre, n. 265), recante "disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato" (Legge di stabilita' 2012), aveva ridisciplinato la materia riguardante la revisione dei conti e il controllo sindacale, in ambito di società a responsabilità limitata, prevedendo – tramite formale sostituzione dell'articolo 2477 del codice civile; cfr., da ultimo, "LE SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA - ORIENTAMENTI GIURISPRUDENZIALI", CEDAM 2013, Riccardo MAZZON -, in particolare:

  • che l'atto costitutivo della società potesse prevedere, determinandone competenze e poteri, la nomina di un sindaco o di un revisore;
  • che l'obbligatorietà della nomina del sindaco sussistesse solo qualora il capitale sociale non fosse inferiore a quello minimo stabilito per le società per azioni (ad oggi, centoventimila euro) ovvero nei casi in cui la società:

a) fosse tenuta alla redazione del bilancio consolidato;

b) controllasse una società obbligata alla revisione legale dei conti;

c) per due esercizi consecutivi avesse superato due dei limiti indicati dal primo comma dell'articolo 2435-bis del codice civile, ossia i limiti che non dovevano essere superati affinché le società per azioni - che non avessero emesso titoli negoziati in mercati regolamentati -, potessero redigere il bilancio in forma abbreviata e cioè: 1) totale dell'attivo dello stato patrimoniale, 4.400.000 euro; 2) ricavi delle vendite e delle prestazioni, 8.800.000 euro; 3) dipendenti occupati in media durante l'esercizio, 50 unità.

L'obbligo di nomina del sindaco indicato alla lettera c) cessava se, per due esercizi consecutivi, i predetti limiti non venivano superati.

L'assemblea che approvava il bilancio, nel quale venissero superati i limiti che rendevano obbligatoria la nomina del sindaco, doveva provvedere, entro trenta giorni, alla nomina del sindaco medesimo; quando l'assemblea non vi provvedeva, alla nomina provvedeva il tribunale, su richiesta di qualsiasi soggetto interessato.

Nei casi in cui risultasse obbligatoria la nomina del sindaco, inoltre, si applicavano le disposizioni in tema di società per azioni

"l'azione nei confronti dei sindaci di s.r.l., volta ad accertare la responsabilità degli stessi in solido con gli amministratori, può essere esercitata solo dall'assemblea o da tanti soci che rappresentino un quinto del capitale sociale" (Trib. Milano, 9.10.2008, FI, 2010, 1, 335),

e, qualora l'atto costitutivo non disponesse diversamente, la revisione legale dei conti era esercitata dal sindaco.

Oggi, a seguito dell'ulteriore modifica apportata dal comma 2 dell"art. 35, D.L. 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla L. 4 aprile 2012, n. 35, l'atto costitutivo della società a responsabilità limitata può prevedere,

"Sulla scorta della stessa previsione normativa, che fa salva una diversa disciplina statutaria, è opinione a oggi comune che sia necessario un esame caso per caso degli statuti sociali onde verificare se debba intendersi derogato il regime legale impedendo così la nomina di un sindaco unico (così Massima n. 124, secondo paragrafo, del 3 aprile 2012, che sostituisce la precedente Massima n. 123 del 6 dicembre 2011, in www. Consiglionotarilemilano.it, ultimo periodo; Nota interpretativa aprile 2012, pubblicata il 24 aprile 2012, "Il Nuovo assetto dei controlli nelle Spa e nelle Srl alla luce del decreto semplificazioni", paragrafo 3, pag. 5, in www. Commercialisti.it). In sostanza, similmente a quanto già ritenuto in sede di commento alle modifiche introdotte dal Dl 212/2011 (e poi soppresse in sede di conversione con la legge 10/2012, cfr. derogabile la nuova disciplina, citata su "Guida al diritto" 3/2012, 63), qualora lo statuto nulla preveda in materia di organo di controllo o si limiti a un mero richiamo alle norme di legge, si ritiene che la nuova disciplina sia integrativa dell'autonomia privata dei soci e dunque direttamente applicabile senza modifiche statutarie (potendosi dunque nominare un sindaco unico ferma restando la permanenza in carica dei collegi sindacali fino alla loro naturale scadenza, Nota interpretativa aprile 2012, citata); qualora invece lo statuto preveda espressamente la nomina di un collegio sindacale, ciò precluderà la possibilità di nominare tout court un sindaco unico pur se la previsione statutaria sia anteriore al mutato contesto legislativo, rendendosi in tal caso necessaria una preventiva modifica statutaria (così il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili che, nella citata Nota interpretativa aprile 2012, critica la prassi, riscontrata nelle prime applicazioni, di consentire l'iscrizione nel registro delle imprese della nomina di sindaco unico anche quando lo statuto preveda la nomina del collegio sindacale, citata)" (Cervio, GDir, 22, XLII)

determinandone le competenze e i poteri, ivi compresa la revisione legale dei conti, la nomina di un organo di controllo o di un revisore: solo se lo statuto non disponga diversamente, l'organo di controllo sarà costituito da un solo membro effettivo.

"la previsione poi della libertà nella determinazione delle competenze e dei poteri, pone la questione della possibilità di attribuire anche diverse funzioni agli stessi soggetti: è intanto chiaro che al sindaco unico, così come al collegio sindacale, possono essere affidati compiti anche di revisione legale ex articolo 14 del dlgs 39/2010 oltre a quelli di controllo sulla gestione di cui all'articolo 2403 del codice civile. Sulla scorta della formulazione della norma non vi sono ostacoli, quanto meno di carattere testuale, ostativi all'opposta ipotesi, vale a dire all'attribuzione anche al revisore legale dei conti dei compiti di controllo previsti dalla legge per i sindaci; tale possibilità, che non ha precedenti nel nostro ordinamento, è ritenuta ammissibile, così come è ritenuta pienamente legittima una clausola statutaria che preveda tale facoltà, secondo la Commissione del consiglio notarile di Milano (Massima n. 124, secondo paragrafo, del 3 aprile 2012, che sostituisce la precedente Massima n. 123 del 6 dicembre 2011, in www. Consiglionotarilemilano.it); in senso diverso si è invece espresso il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (nota interpretativa di aprile 2012, pubblicata il 24 aprile 2012, "Il Nuovo assetto dei controlli nelle Spa e nelle Srl alla luce del decreto semplificazioni", paragrafo 3, pag. 5, in www. Commercialisti.it), argomentando sulla scorta dei poteri-doveri di intervento per la rimozione delle irregolarità previste dalla legge in capo ai sindaci" (Cervio, GDir, 22, XLIII)

La nomina dell'organo di controllo o del revisore, peraltro, non è obbligatoria se il capitale sociale non è inferiore a quello minimo stabilito per le società per azioni (in argomento, è altresì previsto che l'assemblea che approva il bilancio in cui vengono superati i limiti indicati debba provvedere, entro trenta giorni, alla nomina dell'organo di controllo o del revisore: se l'assemblea non provvede, alla nomina provvede il tribunale, su richiesta di qualsiasi soggetto interessato).

"L'intervento del decreto semplificazioni si caratterizza, sotto il profilo sistematico, per una accentuazione dell'autonomia statutaria e ciò sia per l'ipotesi del controllo "facoltativo", disciplinato dal novellato articolo 2477, comma 1, del Cc, sia per l'ipotesi del controllo "obbligatorio", previsto dai successivi commi, i cui presupposti, che rendono necessaria la nomina di un organo di controllo anche nelle Srl, sono rimasti peraltro invariati. Risolvendo un dubbio interpretativo che era sorto nella vigenza della formulazione della norma introdotta dalla legge 183/2011 che operava riferimento esclusivo al "sindaco" (Studio di impresa n. 250-2011/I "Il sindaco unico nella Srl e nella Spa" approvato dalla Commissione Studi di impresa il 17 novembre 2011 e dal Consiglio nazionale del notariato il 16 dicembre 2011, in www.notariato.it) , la novella d'urgenza ha rimesso alla scelta statutaria la facoltà di nominare, in entrambi i casi, anche per le ipotesi "obbligatorie", un organo di controllo interno, nella figura del sindaco unico ovvero del Collegio sindacale, o in alternativa di un revisore (articolo 2477, commi 2 e 3, del codice civile). Lo stesso riferimento poi all'"organo di controllo o revisore". Può pertanto esservi scelta, da parte dell'autonomia privata, tra il sindaco unico, il collegio sindacale e il revisore, rectius il revisore legale dei conti o la società di revisione legale secondo la terminologia di cui al Dlgs 27 gennaio 2010 n. 39." (Cervio, GDir, 22, XLII)

La nomina dell'organo di controllo o del revisore sarà, altresì, obbligatoria se la società:

a) è tenuta alla redazione del bilancio consolidato;

b) controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti;

c) per due esercizi consecutivi ha superato due dei limiti indicati dal primo comma dell'articolo 2435-bis del codice civile (obbligo di nomina, quest'ultimo, che cessa se, per due esercizi consecutivi, i predetti limiti non vengono superati; in argomento, è altresì previsto che l'assemblea che approva il bilancio, in cui vengono superati i limiti indicati, debba provvedere, entro trenta giorni, alla nomina dell'organo di controllo o del revisore: qualora l'assemblea non provveda, alla nomina provvederà il tribunale, su richiesta di qualsiasi soggetto interessato).

Nel caso di nomina di un organo di controllo, anche monocratico, si applicheranno le disposizioni sul collegio sindacale previste per le società per azioni.

"Il Dl semplificazioni ha, infine, modificato, ancora con il citato articolo 35, il comma 5 dell'articolo 2477 del Cc, il quale prescrive ora che "Nel caso di moina di un organo di controllo, anche monocratico, si applicano le disposizioni sul collegio sindacale previste per le società per azioni". La norma di "chiusura" se rende inequivocabile l'equiparazione, quanto a controllo, tra sindaco unico e collegio sindacale, comporta tuttavia una delicata opera ermeneutica di selezione delle diverse norme dettate per l'organo collegiale che appaiano compatibili con la peculiarità che ne caratterizza uno monocratico. Evidentemente, ad esempio, non potrà trovare applicazione il meccanismo di sostituzione automatica previsto dall'articolo 2401 del Cc per l'ipotesi di decadenza o rinunzia, in assenza di un sindaco supplente, ferma restando la necessità che l'organo amministrativo proceda alla convocazione con urgenza dell'assemblea perchè provveda alla nomina (salvo ritenere applicabile il regime della prorogatio, in senso negativo si è, tuttavia, ancora recentemente espresso il giudice del Registro delle imprese di Milano, 2 agosto 2010, in "Le società 2010", 310)" (Cervio, GDir, 22, XLV).



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