Articoli, saggi, Inizio vita, fecondazione assistita -  Redazione P&D - 2013-12-03

LEGGE SULLA PROCREAZIONE ASSISTITA E LAICITA': DA SEMPRE, UN RAPPORTO DIFFICILE - Emilio DOLCINI

La legge 40/2004 affronta un problema – quello della sterilità di coppia – diffuso e fortemente avvertito nella società italiana: come riferisce Carlo Flamigni, uno dei massimi esperti di medicina della riproduzione, sono il 15-20% le coppie italiane interessate da quel problema.

Nel merito, la legge amplia fortemente la gamma dei limiti e dei divieti imposti alla procreazione medicalmente assistita (pma), dotandoli nel contempo di un apparato sanzionatorio ben più stringente rispetto a quello dei codici di autoregolamentazione.

È dunque persino ovvio che la legge n. 40/2004 non abbia favorito – a dispetto della dichiarazione di intenti contenuta nell"art. 1 co. 1 –, ma abbia reso più difficile la soluzione dei problemi riproduttivi. Lo ha fatto, anzi, in modo molto netto: alla tedesca, si potrebbe parlare di una "legge di lotta contro la pma".

Gli effetti immediati della nuova disciplina emergono da un confronto tra i dati del 2003 e quelli del 2005.

a) Gli effetti sulle gravidanze. Le percentuali di gravidanze ottenute per prelievo di oociti sono passate dal 24,8% nel 2003 al 21,2% nel 2005: il calo è pari al 3,6% (con una perdita secca di oltre 1.000 gravidanze).

b) Gli effetti sugli aborti spontanei. È diminuita anche la probabilità che dalla gravidanza si giunga al parto: gli aborti spontanei sono passati dal 23,4% nel 2003 al 26,4% nel 2005, con un incremento pari al 3%.

c) Gli effetti sui parti plurimi. I parti plurimi sono passati dal 22,7% nel 2003 al 24,3% nel 2005: l"incremento è pari al 1,6%.

In particolare i parti trigemini hanno raggiunto in Italia, nel 2005, quota 2,7%, mentre il dato medio europeo, in costante diminuzione, era già dell"1,1% nel 2003.

d) Gli effetti sul c.d. turismo procreativo. Nei primi dodici mesi di applicazione della legge, a partire dal marzo 2004, il numero delle coppie italiane che si sono rivolte a centri esteri è più che triplicato, passando da 1.066 a 3.600.

1.3. Segnalo per inciso che, dopo il disastroso impatto iniziale della legge, la pma ha tuttavia ripreso la sua "lunga marcia", favorita sia dal progresso delle scienze mediche, sia da una serie correttivi introdotti nella legge dalla giurisprudenza, ordinaria e costituzionale.

Oggi, in effetti, come si ricava dalla Relazione 2013 del Ministro della Salute, sono in costante crescita sia il numero delle coppie trattate nei centri italiani di pma – erano 46.500 nel 2005, sono quasi 73.500 nel 2011 –, sia il numero delle gravidanze ottenute: 9.500 nel 2005, 15.500 nel 2011.

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Tratto da http://www.penalecontemporaneo.it



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