Articoli, saggi, Urbanistica, edilizia -  Mazzon Riccardo - 2015-03-21

LEGISLAZIONE ANTISISMICA: QUAL'E' IL SIGNIFICATO DI COSTRUZIONE? - Riccardo MAZZON

la legislazione antisismica rientra nella materia dell'ordinamento civile riservata alla competenza esclusiva dello Stato

qual'è il significato di costruzione in relazione alla normativa antisismica?

non si discosta da quello generalmente inteso in ambito di distanze

In ambito amministrativo, ma con innegabili risvolti civilistici, la disciplina delle distanze deve tener in debito conto la normativa antisismica (si confronti, all'uopo, il Capo IV - art. 83 e ss. - del nuovo T.U. dell"Edilizia, che demanda l"emanazione di nuove norme tecniche, incidenti anche sulle distanze, al Ministro per le infrastrutture e i trasporti) statale, non essendo ipotizzabile un concorso di norme statali e regionali nella disciplina delle distanze, che rientra nella materia dell'ordinamento civile riservata alla competenza esclusiva dello Stato, al quale spetta anche la competenza esclusiva in materia di sicurezza, a presidio della quale è posta la legislazione antisismica:

"in tema di distanze legali tra edifici, l'art. 6 l. reg. Sicilia 18 agosto 1978 n. 38, nella parte di cui prevede la ricostruzione nello stesso sito degli immobili distrutti o danneggiati dal sisma del 1978, non introduce una deroga alla normativa antisismica statale, non essendo ipotizzabile un concorso di norme statali e regionali nella disciplina delle distanze, che rientra nella materia dell'ordinamento civile riservata alla competenza esclusiva dello Stato, al quale spetta anche la competenza esclusiva in materia di sicurezza, a presidio della quale è posta la legislazione antisismica" Cassazione civile, sez. II, 07/01/2010, n. 51 Miraglia c. Marzullo ed altro Giust. civ. Mass. 2010, 1, 22.

In primis, è doveroso verificare che cosa la normativa anitisimica intenda per "costruzione"; afferma, a tal proposito la giurisprudenza che

"per " costruzione ", nel concetto adottato dalla legge antisismica 25 novembre 1962 n. 1684, in tema di distanze ed altezze, deve intendersi ogni manufatto che, oltre a possedere i requisiti della incorporazione al suolo e della sensibile elevazione sopra il livello di questo, abbia carattere di relativa stabilità e consistenza, in modo da costituire pericolo di crollo in caso di sisma, con conseguenze rovinose per i circostanti edifici" Cass. 28.2.87, n. 2162, GCM, 1987, 2 – in effetti, in tema di edilizia, la normativa antisismica - a differenza della disciplina relativa alle opere in conglomerato cementizio armato - deve essere applicata a tutte le costruzioni la cui sicurezza possa interessare la pubblica incolumità, a nulla rilevando la natura dei materiali usati e delle strutture realizzate, in quanto l'esigenza di maggiore rigore nelle zone dichiarate sismiche rende ancor più necessari i controlli e le cautele prescritte, quando si impiegano elementi strutturali meno solidi e duraturi del cemento armato: Cassazione penale, sez. III, 22/10/2010, n. 43249 B. Guida al diritto 2011, 5, 106 (s.m.).

Il significato del termine costruzione, dunque, non si discosta da quello generalmente inteso in ambito di distanze (cfr., amplius, il capitolo primo del volume: "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto), come esplicitamente evidenzia anche la seguente pronuncia:

"le norme della legge antisismica n. 1684 del 1962 non contengono alcuna deroga al principio desumibile dall'art. 873 c.c. secondo cui nel calcolo delle distanze legali fra le costruzioni si deve tener conto degli elementi o corpi aggettanti che comportano ampliamento dell'edificio in superficie o in volume come nel caso di balconi anche scoperti e, a più forte ragione, di balconi coperti (cosiddetti "bow window"). L'art. 13 lett. c) della legge citata, infatti, il quale ammette eccezionalmente strutture a sbalzo a condizione che siano osservate determinate modalità atte a neutralizzare i movimenti tellurici, non implica che di dette strutture, ove aggettanti su un intervallo di isolamento, non si debba tener conto al fine di calcolare la distanza minima prescritta per tale intervallo dagli art. 5 e 6. Nè comporta deroga alla prescrizione della minima larghezza dell'intervallo di isolamento di cui ai menzionati articoli, l'art. 8 comma 4 integrando la regola in esso contenuta un'eccezione soltanto ai limiti massimi di altezza di cui al precedente art. 7" Cass. 15.10.92, n. 11281, GCM, 1992, 10.



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