Legislazione e Giurisprudenza, Licenziamento -  Cardani Valentina - 2014-11-12

LESIONE AL VINCOLO FIDUCIARIO, CONDOTTA NON PROVATA: ILLEGITTIMO IL LICENZIAMENTO - Cass. 23669/14 – V. C.

- Lavoro subordinato

- Impugnazione licenziamento

- Art. 18 St. dei Lavoratori: illegittimità del licenziamento perché il fatto non sussiste

Il direttore di una filiale di una banca impugnava il licenziamento intimatogli dalla datrice di lavoro affinchè ne venisse dichiarata l"illegittimità e venisse disposta la reintegrazione nel posto di lavoro unitamente al risarcimento del danno subito.

La condotta addebitata al direttore era quella di avere, in più occasioni, dato incarico agli altri dipendenti della filiale di uscire dai locali durante l"orario di lavoro e fare la spesa per suo conto, di timbrare il cartellino al suo posto, di acquistare pesce al mercato nel suo interesse e di aver consegnato le password e le chiavi della filiale ad altro dipendente.

Nessun dubbio sul fatto che una tale condotta, se provata, costituisca una grave violazione dei doveri del lavoratore nonché una lesione irreparabile del vincolo fiduciario tra dipendente e datore di lavoro.

Durante l"assunzione della prova testimoniale, tuttavia, non emergevano i profili di responsabilità di cui all"addebito: dalle dichiarazioni degli altri dipendenti della filiale, infatti, non si poteva risalire in via "diretta" ai fatti contestati. I testi erano alcuni inattendibili, altri riportavano fatti "per sentito dire", altri ancora negavano di aver conoscenza delle condotte descritte a carico del direttore, altri ancora avevano ricordi confusi ed imprecisi.

La Suprema Corte, nel confermare l"illegittimità del licenziamento, ha precisato come l"art. 18 St. Lav.,alla stregua delle modifiche apportate dalla Riforma Fornero contempli due regimi di tutela per il caso di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo.

Il primo è quello preso in considerazione dal comma 4 della norma: il lavoratore ha diritto alla reintegra ed al risarcimento del danno se il fatto posto alla base del licenziamento non sussiste ovvero rientri nelle condotte punibili con una sanzione conservativa.

Il secondo regime è viceversa quello del comma 5: il lavoratore ha diritto alla sola tutela risarcitoria "nelle altre ipotesi" di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo (ad esclusione del caso di violazione delle regole procedurali di cui all"art. 7 St. Lav.).

Il caso in esame rientra di certo nel primo regime, giacchè, appunto, nel corso dell"istruttoria è mancata la prova del fatto stesso addebitato al lavoratore, con conseguente infondatezza del ricorso promosso dalla Banca datrice di lavoro.



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