Legislazione e Giurisprudenza, Danno esistenziale -  Russo Paolo - 2014-01-27

LESIONE SESSUALE, DANNO ESISTENZIALE AL CONVIVENTE MORE UXORIO – Trib. Verona 26.09.13 - Paolo RUSSO

Trib. Verona, sez. III civ., 26 settembre 2013, G.U. Vaccari Anche al convivente more uxorio spetta il ristoro del danno non patrimoniale, di tipo esistenziale, derivatogli dalla lesione del proprio diritto ai rapporti sessuali con l"altro partner.

Nella fattispecie, un errato intervento chirurgico ai danni della compagna, comportava per l"attore, ancora in giovane età, una lunga rinuncia ai rapporti sessuali con la propria donna, stante il timore di procurare a quest"ultima un ulteriore danno fisico.

Il giudice scaligero ha ricondotto il danno riflesso patito dal richiedente nell"alveo del danno non patrimoniale di tipo esistenziale, individuando l"interesse costituzionalmente tutelato dall"ordinamento nel diritto alla libertà sessuale.

La stessa Consulta ha rammentato che la sessualità rappresenta uno degli essenziali modi di espressione della persona umana il diritto di disporne liberamente, ed è senza dubbio un diritto soggettivo assoluto, e come tale va ricompreso tra le posizioni soggettive direttamente tutelate dalla Costituzione ed inquadrato tra i diritti inviolabili della persona umana che l'art. 2 Cost. impone di garantire.

Tale diritto alla libertà sessuale, ecco il punto decisivo della sentenza in esame, deve essere garantito non solo ai coniugi, ma anche ai conviventi more uxorio, confermato dalla stessa giurisprudenza di legittimità, sempre più incline a sancire una sostanziale assimilazione tra matrimonio ed una convivenza seria, solida e duratura.

La Suprema Corte, infatti, ha recentemente chiarito (sentenza n. 15481/13) che "il rispetto della dignità e della personalità, nella sua interezza, di ogni componente del nucleo familiare assume i connotati di un diritto inviolabile, la cui lesione da parte di altro componente della famiglia, così come da parte del terzo, costituisce il presupposto logico della responsabilità civile, non potendo chiaramente ritenersi che diritti definiti come inviolabili ricevano diversa tutela a seconda che i loro titolari si pongano o meno all'interno di un contesto familiare".

Ancora, secondo gli ermellini (sentenza n. 4184/2012), "la violazione dei diritti fondamentali della persona è, altresì, configurabile, alle condizioni descritte, all'interno di una unione di fatto, che abbia, beninteso, caratteristiche di serietà e stabilità, avuto riguardo alla irrinunciabilità del nucleo essenziale di tali diritti, riconosciuti, ai sensi dell'art. 2 Cost., in tutte le formazioni sociali in cui si svolge la personalità dell'individuo".



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