Changing Society, Intersezioni -  Pozzi Salvino Arturo  - 2016-08-26

LETTERA A DIO-Salvino Arturo POZZI

Caro Dio,

ti penso – sopra e immenso,

potenza e vendetta,

ti sento – lieve e candido

leggero... diafano,

ti vedo usurpato nella sofferenza,

tradito nella violenza,

isolato nell'indifferenza.

Ma chi sei tu davvero caro Dio?

Sei il concetto chiuso in un sacrificio giammai sacro e vivente?

Ah... quanta volontà reclusa alla libera coscienza!

O sei forse un'Idea, una giovane e libera idea...colorata,

multiforme, prometeica, flessibile, aperta?

Non so sai perché a me hanno insegnato il contrario!

E non voglio più vederti ora tra cristi e avemarie, tra virtu' e sofferenze,

tra sacrifici e bontà,

tra genuflessioni e povertà,

senza alcuna,

nessuna verità.

Non voglio vederti  più su di una croce,

Non voglio ricordarti nel martirio,

Né leggerti tra una bibbia e un corano,

immaginarti tra un sufi e un rabbino,

nè adorarti tra un Budda o un santino,

in greco o in latino!

No basta! Basta davvero...ora!

Tu non ci sei, e non sei mai stato li veramente,

lì in chiese, templi, congreghe,

all'Est come all'Ovest,

a Sud come a Nord.

Non sei mai stato lì in quelle architetture di dominio

Di uomini soli

Di papi o di re.

Io ora invece,

ti vedo, ti sento, ti penso, ti voglio,

Ora!

solo in un fratello,

Quel fratello che è uguale a me,

che non vale più di me,

che non si fa uccidere più per me,

e che nulla pretende più di insegnarci

o guidarci verso chissà quali lontane mete.

Voglio solo un fratello  ora,

qui,

con sangue e carne.

Un fratello, uomo libero

Con cui abbracciarsi

danzare

giocare,

sino a scoprire insieme un nuovo sole.

Un fratello che è così come lo vedi,

non di più di te e

non più di me,

ma leggero

e libero da ogni dove.

Dio?!!

Mio Dio !

Santo Dio!?

E basta co' sto povero Dio!

"Vicini siamo. Ora Coscienti e liberi,

liberi di ricostruire un destino,

liberi di affrontare puri l'unità,

conoscere la verità,

oltre ogni peso

che ti strappa via

la forza,

che ti getta lontano il respiro.

NON PIU' "in nomine tuo"!

Ma nel vostro e nel mio nome

Nel nome di quel fratello che non vuole più soffrire

Isolato e povero, respinto o recluso.

E non viene a salvarci più

da alcun Male,

Né condurci verso chissà quale Bene,

ma libero spera,

lotta,

vuole

essere V-I-V-O!

V-I-V-O da sentire il suo corpo vibrare

insieme alla sua anima e al suo

spirito,

e gioire

nuovamente con te,

librando ora alte le ali mai più disciolte

di un altro Icaro,

eterno e vivente

ritorno in Terra

di un Eros

redento!

Salvino Arturo Pozzi

Salerno 29 Settembre 2011  Thousand poets for Peace



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