Changing Society, Libertà costituzionali -  Mottola Maria Rita - 2013-11-17

L'EUROPA, LA TERRA DEI FUOCHI E IL MIO PECCATO ORIGINALE – Maria Rita MOTTOLA

Confesso il mio peccato originale. Confesso che non posso vivere e agire senza avere sempre presente i diritti democratici e le persone. E in forza di questo mia "debolezza" non posso più accettare una economia fatta di numeri e di modelli, di una informazione votata alla demagogia e alla propaganda, di una politica svuotata di ideali. L"una non ha in nessun conto né i diritti democratici né le persona, l"altra offende la dignità e la verità al servizio della politica dominante. La scienza, qualsisia sia l"oggetto di speculazione, deve essere diretta al benessere dell"uomo anche se non la si vuole vincolare, come un tempo e come insegnano i fratelli mussulmani e ebrei, alla ricerca di Dio. La scienza svincolata dall"etica ha come vocazione la distruzione dell"uomo e della società.

Gli scienziati che si sottraggono a imperativi categorici mettono se stessi al servizio del potere e del denaro. Scienziati si adoperano per sorreggere le torture (ne abbiamo già parlato in questa rivista), scienziati si adoperano per propagandare cure costose solo per il guadagno delle aziende farmaceutiche, ignorando vie di ricerca che potrebbero portare al vero benessere, scienziati producono additivi, fertilizzanti, materiali chimici pericolosissimi per gli addetti alle lavorazioni e per gli utenti, scienziati si disinteressano degli effetti collaterali delle industrie, scienziati manipolano la vita. Tutti loro sono sostenuti da una informazione falsata sorretta e gestita dai poteri economici che traggono profitto dalla scienza, senza avere in conto la vita dell"uomo e del mondo.

E allora siamo piacevolmente stupiti se ieri a Napoli hanno sfilato, accanto alle popolazioni della Terra dei Fuochi, i medici coloro che con la loro scienza devono curare i pazienti che si sono  ammalati a causa del malaffare e della collaborazione tra politica, imprenditori e camorra.E anche la scienza economica ha le stesse gravi, gravissime mancanze. L"economia porta esempi e modelli economici, discute di leggi e di numeri, condannando gli uomini alla disperazione e all"assenza di futuro.

Questa economia che non è sorretta da ideali e da idee non può che condurre a conclusioni aberranti come quelle che tragicamente si rendono oggi evidenti in Europa.

Se le idee sono corrette, predico che sarebbe un errore contestare la loro potenza nel corso di un certo periodo di tempo. Le idee degli economisti e dei filosofi politici, quelle giuste come quelle sbagliate, sono più potenti di quanto comunemente si ritenga. In realtà il mondo è governato da poche cose all"infuori da quelle (J. M. Keynes Occupazione, interesse e moneta. Teoria generale. 1947, p. 340).

Questa è la questione non negoziabile. Le scelte economiche debbono essere sorrette da idee che abbiano come scopo l"uomo, che creino futuro, che rispettino la dignità e il creato, in una società sorretta da principi democratici perché le scelte economiche che l"Europa invoca e impone non sono asettiche e prive di conseguenze, non possono esserlo, non sono solo numeri e una contabilità da ragioniere che deve quadrare.

Non si possono lasciare senza risposta le istanze di intere popolazioni. Non si possono lasciare impuniti imprenditori e politici. Non si possono trasformare i diritti democratici in semplici ovazioni di assenso in raduni neppure oceanici. Non si possono lasciare morire bambini di cancro, padri di famiglia nella disperazione, imprese di eccellenza. Non si può lasciar morire la bellezza che è dentro di noi. E tutto per rispettare un patto scellerato che il nostro parlamento ha introdotto nella carta costituzionale. Un patto di stabilità che rinnega il fondamentale diritto di ogni popolo quello alla autodeterminazione che non può prescindere dalla libertà nelle scelte economiche.

La gente di Campania si è svegliata e si ribella e ci chiama perché tutti possiamo contribuire a far rinascere dalle ceneri il nostro paese, offeso, umiliato e depredato.



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