Varie, Procedimenti speciali -  Faccioli Marco - 2015-06-26

LEZIONI SUL DECRETO INGIUNTIVO TELEMATICO - N. 2 : I REQUISITI DI SISTEMA, CHE COSA SERVE PER PARTIRE?

I requisiti di sistema: che cosa serve per partire?



Come sempre avviene quando ci dotiamo di un nuovo strumento tecnologico, sia esso uno smart phone di ultima generazione o un hard disk esterno per il nostro pc, non possiamo fare a meno dell'ausilio di un buon "libretto delle istruzioni" (che si spera sia sempre anche nella nostra lingua). Il procedimento per il ricorso per decreto ingiuntivo telematico non è da meno, necessitando anch'esso, in quanto nuovo strumento tecnologico, di una valida e completa guida al suo utilizzo. Gli ordini professionali degli avvocati e i siti di diritto, ben prima dell'entrata in vigore della riforma del 2014, si sono attivati per fornire agli addetti ai lavori dei validi vademecum per non arrivare sguarniti alla fatidica data del 30 giugno.

Pare opportuno, all'inizio di questo capitolo, brevemente ricordare quali sono i "requisiti di sistema" (ed i relativi costi, perchè, non lo si scordi mai, ogni riforma, soprattutto se telematica, ha sempre una serie di costi che gravano su colori ai quali è rivolta: in questo caso gli avvocati) di cui si deve dotare il professionista per poter diventare totalmente "telematico". Un prezioso vademecum in tal senso, dal quale mi sono permesso di liberamente attingere le informazioni a seguire, è stato redatto dalla commissione informatica dell'Ordine Avvocati di Napoli.

Vediamo quindi quel che serve:

1) Un dispositivo di firma digitale (smart card o chiavetta usb). Costo: tra i 35 e gli 85 euro a seconda del modello e del fornitore. Da non confondere i programmi che permettono di leggere i file sottoscritti digitalmente (scaricabili gratuitamente dalla rete, ad es. dai siti di Infocert e Aruba) con quelli, a pagamento, che invece permettono di sottoscrivere digitalmente i documenti, trasformandoli dal formato .PDF a quello .P7M;

2) Un personal computer (preferibilmente di nuova generazione o comunque non acquistato prima del 2013 e con un sistema operativo aggiornato). Costo: dai 400 ai 1200 euro ed oltre (il p.c. è un bene strumentale che, sebbene destinato ad "invecchiare precocemente", ha comunque una discreta durata, anche grazie alla possibilità di aggiornarne continuamente i programmi ed il sistema operativo e di fornirlo di nuovi componenti interni, si raccomanda quindi di dotarsi di una macchina che, anche se non al top di gamma, sia comunque da considerasi "buona"). Prediligere quindi p.c. con "case standard", in modo tale da non avere problemi nella sostituzione di componenti che dovessero guastarsi (meglio un disco rigido Maxtor, Seagate o Western Digital, un buon processore Intel, almeno modello "I3" o successivi) o AMD di categoria equivalente, con almeno 4 Gb di memoria RAM. Si raccomanda inoltre un sistema operativo Windows, possibilmente originale. Pare incredibile che non vi sia una piattaforma per il processo civile telematico per Mac, per cui, per i detrattori di Windows (come il sottoscritto), non resta altro da fare che operare con Mac in ambiente Windows scaricandosi l'apposita applicazione di "parallels" (a volte si impalla clamorosamente, ma al momento non esiste altra soluzione).

3) Uno scanner per trasformare i documenti cartacei in documenti elettronici in "pdf-immagine" o altro formato accettato. Costo da 100 euro in su. Oggigiorno tutte le stampanti professionali offrono anche la funzione scanner, quindi il consiglio è quello di non acquistare uno scanner monofunzione, ma di dotarsi di una stampante che abbia anche quella funzione, costo dai 200 euro a salire;

4) Un collegamento internet con un programma standard (Internet Explorer , Chrome o Mozilla Forefox) per accedere a pst.giustizia.it.,  cui tutti gli avvocati sono iscritti di ufficio. Per altri Punti di Accesso occorre l"iscrizione, che è in genere gratuita;

5) Un semplicissimo programma di videoscrittura (es: Word, Openoffice e LibreOffice, questi ultimi due scaricabili gratuitamente dalla rete);

6) Un software per la redazione della busta telematica (ne esistono di gratuiti in rete), ed altri a pagamento, con prezzi formulati per singolo deposito (circa € 1,50 per fascicolo all"anno) ovvero con licenza annuale (allo stato circa € 150 all"anno) e numero illimitato di depositi;

7) Una casella PEC comunicata al proprio Ordine di appartenenza ed iscritta nel RegInde (costo dai 5 ai 30 euro annui a seconda del fornitore e dei servizi connessi). Di solito sono gli stessi ordini professionali a fornire al proprio iscritto (al costo da corrispondersi unitamente al pagamento della quota di iscrizione annuale all'albo) una casella PEC.

(...continua)



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