Articoli, saggi, Obbligazioni, contratti -  Mazzon Riccardo - 2016-02-17

LIBERTA' E CONTENUTO CONTRATTUALE: INADEMPIMENTO QUALE POSSIBILE EVENTO CONDIZIONANTE - Riccardo MAZZON

il principio generale dell'autonomia contrattuale di cui all'art. 1322 c.c.,  da cui deriva il potere delle parti di determinare liberamente, entro i limiti imposti dalla legge, il contenuto del contratto

anche in ordine alla rilevanza attribuita all'uno piuttosto che all'altro degli elementi costitutivi della fattispecie astrattamente disciplinata?

i contraenti possono validamente prevedere come evento condizionante (in senso sospensivo o risolutivo dell'efficacia) il concreto adempimento (o inadempimento) di una delle obbligazioni principali del contratto?

Le parti possono liberamente determinare il contenuto del contratto - seppur nei limiti imposti dalla legge: cfr., amplius, "RISARCIMENTO DEL DANNO PER INADEMPIMENTO CONTRATTUALE", Riccardo Mazzon, Rimini 2014 - e possono anche concludere contratti che non appartengano ai tipi aventi una disciplina particolare, purché siano diretti a realizzare interessi meritevoli di tutela secondo l'ordinamento giuridico: si pensi, ad esempio, al noleggio di autovettura, che non può esser considerata come prestazione di un servizio specifico, trattandosi invece di un contratto avente ad oggetto un complesso di servizi; si pensi, ancora, al contratto di ormeggio che, pur rientrando nella categoria dei contratti atipici, è sempre caratterizzato da una struttura minima essenziale, consistente nella semplice messa a disposizione ed utilizzazione delle strutture portuali, con conseguente assegnazione di un delimitato e protetto spazio acqueo; il suo contenuto, tra l"altro, può estendersi anche ad altre prestazioni, quali la custodia del natante o delle cose in esso contenute, nel qual caso spetta a chi fondi un determinato diritto - o la responsabilità dell'altro contraente - sullo specifico oggetto della convenzione di fornire la relativa prova: nella pronuncia che segue, ad esempio, in applicazione dell'enunciato principio, la Suprema Corte ha ritenuto incensurabile l'interpretazione operata dal giudice di merito il quale, essendosi verificato il furto di un natante ormeggiato presso un circolo nautico, aveva escluso la sussistenza in capo a quest'ultimo di un'obbligazione di custodia, in ragione

"della natura associativa del rapporto esistente tra le parti e dell'esistenza di un'apposita clausola di esonero da responsabilità contenuta nel modulo di adesione all'associazione" (Cass. civ. sez. III 13 febbraio 2013 n. 3554 GC, Massimario 2013; cfr. anche, quanto al noleggio, Trib. Foggia 03 giugno 2013, www.dejure.it; si veda altresì Cass. civ. sez. II 18 luglio 2013, n. 17643 GC, Massimario 2013).

Da un tanto discende anche che il contratto in forza del quale il concessionario per l'occupazione di un'area demaniale e dello spazio d'acqua antistante ceda ad un terzo l'utilizzazione esclusiva, per un certo periodo di tempo e per un determinato corrispettivo, di un posto barca di un pontile compreso nella concessione, configura un contratto di ormeggio e non costituisce un diritto d'uso, con conseguente inapplicabilità del divieto di cessione di cui all'art. 1024 cod. civ..

Così, stante il principio generale dell'autonomia contrattuale di cui all'art. 1322 c.c. - da cui deriva, per l"appunto, il potere delle parti di determinare liberamente, entro i limiti imposti dalla legge, il contenuto del contratto, anche in ordine alla rilevanza attribuita all'uno piuttosto che all'altro degli elementi costitutivi della fattispecie astrattamente disciplinata - i contraenti possono validamente prevedere come evento condizionante (in senso sospensivo o risolutivo dell'efficacia) il concreto adempimento (o inadempimento) di una delle obbligazioni principali del contratto: si pensi, ad esempio, al caso relativo ad un preliminare di compravendita, avente ad oggetto un fondo rustico con annessi fabbricati, laddove le parti abbiano stabilito che il contratto definitivo "sarà stipulato entro otto mesi dal preliminare stesso, purché nelle more sia stata rilasciata la concessione edilizia in sanatoria per le opere abusive" e si precisi altresì che, qualora nel suddetto termine la concessione in sanatoria non venga rilasciata, l'atto notarile definitivo "sarà stipulato entro e non oltre il quindicesimo giorno successivo"

" a quello della consegna da parte dei promittenti venditori al promissario acquirente di copia della concessione in sanatoria" (Cass. civ. sez. II12 luglio 2013 n. 17287 DeG, 2013).



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