Legislazione e Giurisprudenza, Licenziamento -  Cardani Valentina - 2015-04-23

LICENZIAMENTI COLLETTIVI: TU SI, TU NO? ILLEGITTIMI SE I CRITERI NON SONO PREDETERMINATI - Cass. Lav. 7490/15 – V. C.

- Licenziamenti collettivi

- Legge 223/1991

- Criteri di scelta

Nel caso affrontato dalla Suprema Corte con la pronuncia in oggetto, 11 lavoratori venivano licenziati a seguito della procedura di licenziamento collettivo ex lege 223/1991.

Interrogata circa la legittimità del licenziamento (confermata in entrambi i gradi del merito), la Corte di Cassazione ha innanzitutto vagliato la regolarità della comunicazione di apertura della procedura (art. 4, lg. 223/91)

Il Giudice di merito ha, infatti, il compito di verificarne l"adeguatezza affinchè i lavoratori e, per essi, i sindacati, siano messi in condizione di poter condurre le trattative imposte nell"eventualità sia necessario procedere alla riduzione del personale.

Ciò impone al Giudice di verificare la completezza ed esattezza dei dati, l"effettività del controllo sindacale e il nesso di causalità tra incompletezza / inesattezza dei dati ed effettività dell"azione sindacale.

La comunicazione, in realtà, potrebbe difettare in origine di informazioni necessarie all"avvio di una consapevole trattativa con il sindacato: ciò non esclude tuttavia che il vizio possa essere sanato, appunto, dalla successiva trattativa (e quindi che vengano, in concreto, forniti tali dati). La circostanza che si addivenga alla stesura di un accordo sindacale, di per sé, precisa la Corte, non sana la procedura, atteso che potrebbero comunque essere evidenti carenze conseguenti al vizio di informazione di cui è affetta la comunicazione di avvio.

La comunicazione, nel caso di specie, risultava contenere gli elementi necessari e, sotto questo profilo, il Giudice di legittimità non ha potuto far altro che confermare la decisione di merito.

Quanto alle ulteriori censure mosse dai ricorrenti, la Suprema Corte ne ha dichiarato la fondatezza, rinviando alla Corte d"Appello per una nuova decisione.

Secondo i Giudici della sezione lavoro della Cassazione, l"applicazione criteri di scelta (art. 4, co.9 lg. 223/91: carichi di famiglia, anzianità ed esigenze tecnico produttive ed organizzative) deve essere predeterminata. In sostanza, il datore di lavoro può decidere quali criteri applicare (se uno solo o tutti) e quale "punteggio" attribuire a ciascuno e quindi stilare una graduatoria dei dipendenti. Ciò al fine di evitare qualsivoglia margine di discrezionalità nella scelta.

Nel caso di specie, la Suprema Corte ha rilevato come non vi fosse, agli atti, alcuna evidenza circa l"eventuale oggettività della procedura di licenziamento.



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