Legislazione e Giurisprudenza, Licenziamento -  Redazione P&D - 2015-01-17

LICENZIAMENTI: I SINDACATI NON SFUGGONO ALLART. 18 Cass. lav. 27228/14 - Ilaria FORTINA

- associazioni sindacali
- attività imprenditoriale
- art. 18 l. 300/1970


Gli Ermellini, nella pronuncia in oggetto, confermano quanto già deciso nel merito relativamente all"illegittimità di due licenziamenti comminati dallo I. nei confronti di un proprio dipendente.
La fattispecie in analisi prende le mosse dalla vicenda di un lavoratore dipendente dello I. che ha subito ben due licenziamenti in un arco temporale ristretto: l"uno per giusta causa e l"altro per giustificato motivo oggettivo.
Prescindendo dall"analisi dei fatti che hanno condotto a tali circostanze basti ricordare che entrambi i licenziamenti sono stati dichiarati illegittimi sia dai Giudici del merito sia dalla Corte di Cassazione.
Con evidente applicazione per il lavoratore della tutela accordata dall"art. 18 l. 300/1970 e conseguente reintegrazione nel luogo di lavoro, versamento delle differenze retributive e risarcimento del danno.
Fin qui nulla di nuovo. Ma la sentenza in commento appare degna di nota in quanto applica la disciplina contenuta nell"art. 18 ad un"associazione c.d. "di tendenza" fermo restando l"esclusione di cui all"art. 4 l. 108/1990.
La normativa ora richiamata prevede, per l"appunto, l"esclusione dall"applicazione delle tutele previste nel sopra richiamato art. 18 ai datori di lavoro "non imprenditori che svolgono senza fini di lucro attività di natura […] sindacale […]".
In quest"ottica, dunque, lo I. dovrebbe ritenersi escluso dall"applicabilità delle tutele accordate ai lavoratori dall"art. 18 ma i Giudici di merito operano un"analisi improntata all"effettiva attività svolta dal ricorrente, analisi poi confermata in sede di legittimità.
Ed infatti emerge chiaramente come lo I. sia un ente - se pur dipendente dall"associazione sindacale di categoria - del tutto autonomo sotto molti profili, a partire da quello economico.
Dai bilanci dallo stesso presentati emergono infatti non solo la presenza di entrate remunerative e la conseguente produzione di utili ma anche una piena autonomia gestionale e funzionale dello I. rispetto al sindacato.
In particolare, l"attività fornita di corsi di formazione, attività di studio e progetti di orientamento per disoccupati veniva autonomamente pianificata e svolta da I. e pure autonomi erano i due collegati profili economico e contabile.
Attività che può certamente essere definita "imprenditoriale" in quanto possiede tutti i requisiti elencati dall"art. 2082 c.c. .
Ed è proprio per tale ragione che gli Ermellini, a conferma di quanto già statuito nei precedenti gradi di giudizio, escludono dal novero dell"art. 4 l. 180/1990 lo I. relativamente a detta fattispecie ed in considerazione dei motivi sino ad ora esposti.  
Da tale circostanza la Suprema Corte deduce quindi la piena applicabilità della tutela reale accordata dall"art. 18 l. 300/1970 al lavoratore illegittimamente licenziato da I. e pertanto ne conferma la reintegrazione nel luogo di lavoro nonché il pagamento delle retribuzioni non versate ed il risarcimento del danno.



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