Legislazione e Giurisprudenza, Danno esistenziale -  Redazione P&D - 2013-07-09

LICENZIAMENTO: IL DANNO ESISTENZIALE NON E' IN RE IPSA - Cass. 15006/13

La Corte d'Appello aveva dichiarato illegittimo il licenziamento condannando la società datrice di lavoro a corrispondere al lavoratore il risarcimento del danno pari alle retribuzioni globali di fatto dal licenziamento alla reintegrazione, confermando il rigetto della domanda del lavoratore di risarcimento del danno esistenziale conseguito dall'illegittimo licenziamento. La Corte territoriale aveva rigettato la domanda di risarcimento del danno esistenziale asseritamente conseguente al medesimo licenziamento in difetto della prova in ordine all'esistenza del danno stesso.

La S.C., sez. lav., 14 giugno 2013, n. 15006, pres. Roselli, rel. Maisano, ha confermato il rigetto della domanda risarcitoria, affermando il principio secondo cui "In tema di risarcimento del danno non patrimoniale, il riconoscimento del diritto del lavoratore al risarcimento del danno professionale, biologico o esistenziale, non ricorre automaticamente in tutti i casi di illecito datoriale e non può prescindere da una specifica allegazione, nel ricorso introduttivo del giudizio - dall'esistenza di un pregiudizio (di natura non meramente emotiva ed intcriore, ma oggettivamente accettabile), che alteri le sue abitudini e gli assetti relazionali propri, inducendolo a scelte di vita diverse quanto all'espressione e realizzazione della sua personalità nel mondo esterno. Tale pregiudizio non si pone quale conseguenza automatica di ogni comportamento illegittimo rientrante nella suindicata categoria, cosicchè non è sufficiente dimostrare la mera potenzialità lesiva della condotta datoriale, incombendo sul lavoratore non solo di allegare il demansionamento ma anche di fornire la prova ex art. 2697 cod. civ., del danno non patrimoniale e del nesso di causalità con l'inadempimento datoriale (Cass. 17 settembre 2010 n. 19785)".

La Corte d'appello – ha concluso la S.C. – ha fatto corretta applicazione di tale principio escludendo la presenza di un danno in re ipsa dedotto dal ricorrente.



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati