Legislazione e Giurisprudenza, Licenziamento -  Cardani Valentina - 2014-10-28

LICENZIAMENTO O DIMISSIONI ORALI? LONERE DELLA PROVA DELLA NEO-MAMMA - Cass. Sez. Lavoro, 22542/14 – V. CARDANI

Lavoratrice e azienda si sfidano, nel caso di specie, a dimostrare l'uno il licenziamento intimato oralmente da parte del datore di lavoro e l'altra le dimissioni verbali della dipendente.

Ma quando il recesso avviene senza le dovute cautele formali, a chi spetta fornire la prova dei fatti?

La Suprema Corte ha sul punto ribadito un costante principio: al lavoratore spetta dimostrare di essere stato estromesso dal rapporto di lavoro di talchè non gli è più stato possibile eseguire la prestazione; mentre il datore di lavoro ha l'onere di provare di aver rispettato le garanzie procedurali. E ció alla luce del disposto dell'art. 2697 c.c..

Nella fattispecie in esame, in applicazione al suesposto principio, non vi era prova dell'estromissione della lavoratrice, che, anzi, secondo un teste, si era allontanata volontariamente dal posto di lavoro.

Il ricorso della lavoratrice veniva pertanto rigettato.

Ah, un'ultima cosa: la lavoratrice era da poco diventata mamma.

Sebbene la pronuncia non lo dica espressamente, sembrerebbe tuttavia che sia possibile per la neo mamma dimettersi oralmente: in barba alle norme previste a tutela della genitorialità che richiedono, oltre alle dimissioni, il controllo della volontarietà delle stesse e la convalida da parte della DTL competente.



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