Legislazione e Giurisprudenza, Licenziamento -  Crovetto Monica - 2014-12-11

LICENZIAMENTO PER GIUSTIFICATO MOTIVO OGGETTIVO: NON SONO SINDACABALI LE SCELTE IMPRENDITORIALI - Monica CROVETTO

- Licenziamento per giustificato motivo oggettivo

- Motivi addotti dall'imprenditore

- Non sindacabilità da parte del Giudice

Con ordinanza n. 25874 del 9 dicembre scorso la Suprema Corte ribadice il proprio orientamento in tema di licenziamento per motivo oggettivo, ossia il recesso datoriale determinato da ragioni inerenti all'attività produttiva, nel cui ambito rientra anche l'ipotesi di riassetto organizzativo attuato per la più economica gestione dell'impresa. Tale recesso - dice la Corte - è rimesso alla sola valutazione del datore di lavoro, senza che il giudice possa sindacare la scelta dei criteri di gestione dell'impresa, atteso che tale scelta è espressione della libertà di iniziativa economica tutelata dall'art. 41 Cost., mentre la giudice spetta il controllo della reale sussistenza del motivo addotto dall'imprenditore. Conseguentemente, non è sindacabile nei suoi profili di congruità ed opportunità la scelta dell'imprenditore che abbia comportato la soppressione del settore lavorativo o del reparto o del posto cui era addetto il dipendente licenziato, sempre che ne risulti l'effettività e la non pretestuosità del riassetto organizzativo operato (Cass. n. 24235 del 30/11/2010; Cass. n. 21282 del 02/10/2006). La Corte d'Appello aveva ritenuto logicamente insostenibile la riduzione di fatturato e la necessità di procedere al licenziamento così come prospettate dal datore, avendo quest'ultimo proceduto all'assunzione di un altro lavoratore con le medesime mansioni e non avendo dato dimostrazione di alcuna riassetto organizzativo aziendale.



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