Legislazione e Giurisprudenza, Ordinamento penitenziario -  Fiorentin Fabio - 2014-06-14

LIMITAZIONI ALLA RICEZIONE DI LIBRI SOLO SE CONGRUAMENTE MOTIVATE- Mag.sorv. Macerata, ord. 20/5/13 - Fabio FIORENTIN

Il provvedimento che si sottopone all'attenzione del Lettore riporta l'attenzione sulla disciplina speciale introdotta dall'art. 41-bis, della legge 26 luglio 1975, n. 354, nei confronti di detenuti di particolare perioclosità sociale, e l'esercizio, da parte di tali soggetti, di alcuni diritti fondamentali riconosciuti al più alto livello ordinamentale, tali che neppure la sottoposizione allo speciale regime di detentivo può del tutto annichilire. Nel caso delibato dal magistrato di sorveglianza, il bilanciamento operato tra le esigenze preventive connesse al regime speciale e quelle personali del detenuto, correlate all diritto all'informazione, è stato operato con riferimento al principio per cui eventuali provvedimenti che dispongono limitazioni all'esercizio del diritto all'informazione delle persone detenute, mediante la ricezione di libri e stampa, siano assistiti da idonea e congrua motivazione, a pena di illegittimità.nella fattispecie, il giudice non ha ritenuto che la mera circostanza che il detenuto ricevesse libri tramite  acquisto diretto e non a mezzo dell'impresa fornitrice costituissse di per sé - in assenza di ulteriori elementi indizianti - pericolo per l'ordine e la sicurezza (f.f.)

UFFICIO DI SORVEGLIANZA MACERATA

Il Magistrato di sorveglianza

Dott. Filippo Scapellato ha pronunciato la seguente

ORDINANZA

avente ad oggetto: reclamo avverso le modalità prescritte dall"amministrazione per la ricezione della stampa;

nei confronti

di xxxxxxxxxx, nato il xxxxx a xxxxxx, ristretto nella C.C. Ascoli Piceno

Fatto e diritto

Il detenuto reclamante è ristretto in regime detentivo speciale (art. 41bis o.p.).

La Direzione, in ottemperanza alla circolare DAP 8845/11, ha disposto che la ricezione di libri (compresi quelli di studio) e della stampa periodica avvenga esclusivamente mediante l"impresa fornitrice che opera nel carcere, sia per l"acquisto diretto dei testi e riviste che per la sottoscrizione di abbonamenti.

Il detenuto, invocando il proprio diritto allo studio ed alla corrispondenza, chiede di potere, come in passato, acquistare i libri e gli abbonamenti alle riviste tramite i propri familiari o comunque autonomamente, evidenziando che ciò gli consente di avere molto prima quanto richiesto.

Il reclamo, seppur per motivi diversi da quelli invocati (per relationem a quelli di cui alle ordinanze prodotte e richiamate come precedenti giurisprudenziali), è parzialmente fondato.

Le norme cui viene fatto riferimento sono l"art. 15 Cost. e l"art. 18ter o.p.

La prima norma recita: "La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione può avvenire solo per atto motivato dell"autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge".

E" perciò chiaro che la norma costituzionale fa riferimento alla "corrispondenza" e ad "ogni altra forma di comunicazione"; in tali definizioni non può farsi rientrare il concetto di "stampa", che è cosa completamente diversa: la corrispondenza è appunto comunicazione, esternazione del proprio pensiero a persone determinate, ed è una comunicazione a distanza mediante lo scritto (le altre forme di comunicazione cui si riferisce la norma sono pur sempre "private" e dirette a persone determinate); la stampa, invece, se da un lato veicola anch"essa il pensiero dell"autore, dall"altro non è una comunicazione per così dire privata e personale, bensì si rivolge al pubblico dei potenziali lettori, cioè ad una pluralità indistinta. Ad essa non si applica l"art. 15 Cost., ma l"art. 21: a tal proposito va precisato in primo luogo che le garanzie costituzionali a tutela della stampa –che "non può essere sottoposta ad autorizzazioni o censure" (art. 21 Cost.)- a ben vedere non riguardano il lettore, ma l"autore e l"editore, tutelano cioè la possibilità di diffondere un"opera e non quella, del singolo, di procurarsela; in secondo luogo l"art. 21 cit. nel tutelare la libertà di manifestazione del pensiero garantisce comunque (secondo l"avviso della dottrina più evoluta) non solo il diritto dell"autore di "informare", ma anche quello del cittadini di "informarsi", diritto quest"ultimo che trova fondamento anche in altre norme (quali quelle che riconoscono facoltà e diritti che presuppongono una scelta consapevole e, più in generale, nella stessa forma democratica dello Stato).

Quindi per un verso l"art. 15 Cost. non si occupa della ricezione della stampa, per altro verso esiste comunque un diritto ad informarsi (art. 21 Cost.) e allo studio (artt. 33 e 34 Cost.), per i quali non è previsto un sistema particolare di garanzie e che perciò vanno in generale contemperati e bilanciati con gli altri beni e valori costituzionalmente rilevanti (tra cui la potestà punitiva dello Stato, l"ordine e la sicurezza pubblica).

L"art. 18ter o.p. invece prevede che solo per determinati motivi e su provvedimento dell"autorità giudiziaria possono essere disposti nei confronti di determinati detenuti:

a) limitazioni nella corrispondenza epistolare e telegrafica e nella ricezione della stampa;
b) la sottoposizione della corrispondenza a visto di controllo;
c) il controllo del contenuto delle buste che racchiudono la corrispondenza, senza lettura della medesima.

Ribadendo che la corrispondenza non può essere accomunata alla stampa (che difatti alla lettera a) è menzionata autonomamente) la garanzia prevista dall"art. 18ter in esame riguarda la stampa solamente in riferimento alle "limitazioni" della ricezione della stessa di cui alla predetta lett. a).

Va però precisato che le "limitazioni" di cui parla la norma non si riferiscono ad ogni regolamentazione che venga prevista nella ricezione della stampa (così come nella corrispondenza), ma solo a quelle limitazioni che comportano, in via diretta o indiretta, la privazione della possibilità di ricevere una determinata pubblicazione e di consultarla, che perciò concernono l"an, non il quomodo. In quest"ottica anche una privazione indiretta (ricollegabile ad esempio ad un"attesa di molto superiore a quella che sarebbe possibile con altri mezzi, ad un costo apprezzabilmente più elevato, ad una procedura ingiustificabilmente complicata e farraginosa, ecc.) richiederebbe, lo si ripete, le garanzie di cui all"art. 18ter cit.

Non è invece una "limitazione" quella serie di norme -che l"amministrazione può prevedere perché la ratio dell"istituto del regime speciale abbia effettività- volte a disciplinare le modalità di ricezione delle pubblicazioni, purché trovino giustificazione in relazione alla finalità dichiarata, la quale rientri a sua volta nelle attribuzioni dell"amministrazione stessa.

Dunque in linea generale non è illegittima una circolare che disciplini le forme in cui la stampa può essere introdotta in istituto, tuttavia occorre in primo luogo che si tratti di modalità che effettivamente siano logiche e giustificate in relazione allo scopo dichiarato e, in secondo luogo, che il detenuto non sia sensibilmente penalizzato nei tempi di ricezione, non sia apprezzabilmente penalizzato nei costi da sopportare e nell"utilità che può trarre, dovendosi ricordare che il diritto all"informazione e allo studio sono tutelati dalla Costituzione e dall"ordinamento penitenziario.

Nel caso di cui ci occupiamo ciò che fa difetto è proprio una giustificazione logica e condivisibile del disposto della circolare, almeno in relazione ad uno degli aspetti da essa regolati.

In effetti si può convenire sul fatto che la ricezione di libri o riviste da familiari o da persone ben individuate o individuabili da parte del detenuto presenta il rischio che costoro vi abbiano inserito messaggi che, per la ridottissima dimensione dei caratteri, per il tipo di inchiostro utilizzato ("simpatico"), per la difficoltà di controllare le numerose pagine dell"opera (specie se i testi da controllare sono molti), o per altri motivi, abbiano un contenuto pericoloso per l"ordine e la sicurezza.

Detto rischio però non è riscontrabile nel caso di spedizione dell"opera di stampa al detenuto in carcere direttamente dalla casa editrice (nell"ambito della quale non è semplice individuare chi abbia il contatto materiale, diretto e soprattutto consapevole proprio con la copia destinata al recluso) con la quale sia stato sottoscritto un abbonamento, e ciò a prescindere da chi l"abbia sottoscritto a nome del detenuto. L"illogicità predetta è ancora più evidente in relazione all"ulteriore argomentazione motivazionale della circolare citata, secondo la quale bisogna impedire ai terzi di sapere dove siano ristretti i detenuti in regime speciale, dimenticando però che i familiari lo sanno comunque e quindi lo sa potenzialmente chiunque.

Dalle illogicità evidenziate deriva che la circolare è illegittima per eccesso di potere nella parte in cui impedisce la sottoscrizione di abbonamenti da parte dei familiari del detenuto. Dunque essa va disapplicata per detta parte con la conseguenza che va affermato il diritto del detenuto a ricevere la stampa con dette modalità.

Oltre a questo profilo di illegittimità che riguarda la parte della circolare evidenziata, può essere riscontrabile (l"accertamento va fatto caso per caso) un"illegittimità della disposizione dell"amministrazione quando, in relazione alla previsione dell"obbligo di acquistare libri e riviste singole mediante l"impresa fornitrice del carcere (disposto questo che, in generale, è legittimo perché effettivamente mirante a scongiurare i riferiti rischi di comunicazione con l"esterno), questo servizio viene reso in maniera inefficiente, discontinua, con tempi sensibilmente più lunghi di quanto avverrebbe con la spedizione dai familiari o con l"acquisto "autonomo". In tal caso il detenuto potrà fare reclamo al Magistrato di Sorveglianza indicando la data dell"ordine (che verrà verificata nell"istruttoria), con possibilità di vagliare così il funzionamento del servizio di fornitura. Naturalmente il detenuto dovrà attivarsi per aiutare l"impresa fornitrice a rendere un servizio efficiente, così dovrà ad esempio ordinare i testi del successivo esame universitario prima di aver sostenuto l"esame precedente, o potrà dimostrare di aver ordinato in anticipo i testi di più esami indicando all"impresa la successione degli esami stessi e le date presumibili di utilizzo dei testi.

Nel caso di specie però il detenuto non ha dedotto alcunché, in riferimento ai libri di studio, circa date dell"ordine e tempestività dello stesso.

visti gli artt. 15 Cost., 18ter e 35 o.p.

P.Q.M.

COSI" PROVVEDE:

-DICHIARA FONDATO il reclamo proposto dal detenuto in relazione alla possibilità di sottoscrizione di abbonamenti a riviste da parte dei familiari; DISPONE di conseguenza che l"amministrazione consenta tale possibilità;

-DICHIARA INFONDATO il reclamo, nel caso di specie, in riferimento alla possibilità di ricevere libri e riviste direttamente dai familiari o con altre modalità autonome di acquisto.

Manda la Cancelleria per le comunicazioni di rito.

Così deciso in Macerata il giorno 20.5.13.

IL MAGISTRATO DI SORVEGLIANZA

Dott. Filippo Scapellato

Depositato in cancelleria il ________________



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